SCENA IV.

ANNA, ARTURO, D'ALMA, SALVETTI, ALBENGA, DIONIGI, RIVOLI.

Anna

(indossa un capriccioso costume campestre: gonna breve e calzatura da alpinista. È carica di edera, di felci, di fiorellini. Porta in mano un bastone, sul braccio uno scialle. Entra brillantemente.) Sono qui, amici miei, sono qui.... (Vedendo Arturo, ha un gran sussulto di meraviglia) Voi!!!

Arturo

(che era per slanciarsi istintivamente verso di lei, si ferma interdetto) Io.

[pg!143]

Gli altri

(notano l'imbarazzo di tutt'e due.)

Anna

(con subitanea dissimulazione e con eccessiva gaiezza) Ah! ora mi spiego il contegno sibillino di Antonio...

Arturo

Difatti, ho parlato con lui, e...

Anna

(animandosi maggiormente per impedirgli di aprir bocca) Come sono contenta, come sono contenta di vedervi!... Già, voi altri non vi conoscete...

Arturo

Ci conosciamo da qualche minuto, ma di vista...

Anna

Soltanto di vista? Allora, faccio la presentazione ufficiale. (Presentando Arturo) Il più intimo amico di mio marito...

Arturo

(interrompendola vivamente) Cioè, cioè, rettifico...

[pg!144]

Anna

(interrompendolo a sua volta) Niente da rettificare! Questo non vi nuoce punto, non vi pregiudica... A lui, certo, non avrei permesso di oltrepassare la soglia della mia casa, e non glielo permetterei mai; ma a voi... è tutt'altro! Voi, siate il benvenuto nella nostra piccola colonia... (Ride) Ah ah ah! Avete avuto paura di essere respinto? Via, rassicuratevi, e lasciate che io compia la presentazione. (In tono solenne) Il più intimo amico, dunque, di mio marito: il duca... di Rocca... bruna.

Arturo

Ma...

Anna

E a voi, duca, ho l'onore di presentare i più intimi amici miei: Fulvio Salvetti, un medico... prodigioso, Renato Albenga, un commediografo che voi già dovete conoscere di fama...

Arturo

(benchè il nome gli giunga affatto nuovo) Non conosco altro!

Anna

(continuando).... Giuliano D'Alma, giovane... spiritualista, il conte Sandro Dionigi, giovane... molto chic, il signor Gustavo Rivoli, un martire... del bel sesso; e così, a occhio e croce, mi pare che non ce ne siano più.

[pg!145]

Arturo

(rodendosi dentro, e cercando di serbare, nondimeno, un contegno di superiorità paziente) Signori, ben fortunato di conoscerli, ma, vedano, la marchesa...

Anna

(impedendogli tuttora di parlare) La marchesa si fa un pregio di rendersi interprete dei sentimenti dei suoi amici. Anch'essi, anch'essi sono fortunatissimi... Siamo tutti fortunatissimi!... Qui, qui la mano, signor... duca... (Stringe rabbiosamente.) Io gliela stringo per me e per loro, chè, se dovessero fare i convenevoli uno per uno, si andrebbe troppo per le lunghe. (Ride) Ah ah ah!

Rivoli

(piano a Salvetti) Quei due hanno un urgente bisogno di pigliarsi pei capelli!

Anna

(con brio pazzesco) E come va, come va che siete capitato quassù? Raccontatemi.... raccontatemi.... Fatemi la diagnosi — si dice diagnosi, dottore? — sì, fatemi la diagnosi della vostra grave... risoluzione. E voialtri..., presto, liberatemi di questo po' po' di vegetali. Da che sono diventata erbivora come il signor Giuliano, ne raccolgo avidamente. Una vera frenesia!... Giuliano, Sandro... movetevi... prendete... adornate la stanza come di consueto...

Dionigi

Eccomi, marchesa.

[pg!146]

D'Alma

(dolcissimo) Mi parrà di guastare la Primavera del Botticelli!

(D'Alma e Dionigi eseguono.)

Anna

(continuando vivacissimamente) Guastate! Guastate!... E voi dottore, voi Gustavo, voi Renato, liberatemi del cappello, del bastone, dello scialle... (In capriccioso tono bambinesco) Dio mio, siate svelti, siate galanti, non mi fate fare una cattiva figura dinanzi a un forestiero...

Albenga

(le piglia di mano lo scialle e il bastone e si allontana, osservando acutamente.)

Rivoli

Pel cappello, faccio io...

Salvetti

Faccio io...

(Si accingono tutti e due a toglierle il cappellino che è fermato ai capelli con molti spilloni.)

(Arturo è presso Anna, e aspetta, ansioso, il momento opportuno per dirle qualche parola.)

(Dionigi e D'Alma distribuiscono i vegetali nei vasi, tra i ninnoli, intorno ai quadri.)

[pg!147]

Albenga

(piano, a Dionigi e a D'Alma) Quell'uomo deve essere stato il suo amante... A me non sfugge nulla!

Anna

(quasi trattenendo le mani maldestre di Salvetti e di Rivoli) Ohi! Ohi! Poveri miei capelli!

Salvetti

Eh!... Si lavora...

Rivoli

(al profumo di lei, sente disciogliersi le ginocchia.)

Anna

Attento, Rivoli! Voi mi cadete addosso. Su! Su!

Rivoli e Salvetti

(insieme) È fatta! (A quattro mani, portano via il cappello e restano a confabulare con gli altri.)

Arturo

(piano e vibrato ad Anna) Ma perchè questa sciocca fanciullaggine?

[pg!148]

Anna

(ugualmente piano e vibrato) E voi, perchè questa audacia?

Salvetti

(pianissimo a qualcuno degli altri) Parlano tra loro assai concitatamente...

Arturo

(ad Anna, sommessamente e con forza) Io griderò a tutti che son vostro marito!

Anna

(fredda) Gridatelo pure, ma sarete grottesco.... (Ripigliando a voce alta il tono brioso) Sicchè, voi, duca, non volete raccontarmi niente. Siete tutto confuso! tutto intontito! Io non vi riconosco più. Vi trovo trasformato, e anche un po' invecchiato! Anzi, invecchiato, soprattutto. E, d'altronde, se così non fosse, perchè dovreste voi preferire questo cantuccio selvatico a tutti i centri della civiltà estiva? Sono forse spariti Aix-les-bains e Ostenda? Sono sprofondati Viareggio e Vallombrosa? Sono stati aboliti i cafés-concerts e i circhi equestri? Insomma, che cosa vi accade? da quale parte del mondo venite? di quale paradiso siete voi stanco? quali delizie avete abbandonate? quante donne? quante mime? quante odalische? quanti harem?.. Ma parlate, parlate....! Perchè non parlate?

[pg!149]

Arturo

Se parlate sempre voi, marchesa! Avete il punto interrogativo a ripetizione... come una mitragliatrice. Quando avrete esaurita la carica, tenterò di parlare io.

Anna

Nel vocabolario degli uomini è scritto: «Parlare» vedi «mentire».

Arturo

Allora, per dire tutta la verità, marchesa mia, tacerò.

Rivoli

(a D'Alma, quasi all'orecchio) Mio buon signor Giuliano, è il momento d'andar via.

Anna

Ma intanto sedete, duca. Amici miei, aiutatemi a far gli onori di casa. Una sedia al duca, presto! presto!

D'Alma, Rivoli, Albenga, Salvetti, Dionigi

(prendono ciascuno una sedia e si affrettano ad avvicinarla ad Arturo.)

Arturo

Oh, grazie!... In ogni caso, una mi basterebbe; ma non serve....

[pg!150]

Anna

Sono pieni di brio questi signori!

Arturo

È evidente. Peccato però che questa sera io non possa goderne più oltre. Ho fatto un lungo viaggio, ecco; e, del resto, mi pare di aver già troppo disturbato la... piccola colonia, e non voglio abusarne. Finchè io non cessi di essere un... intruso, sarà meglio che io non sia neppure un importuno. (Rivolgendosi ai cinque) Non è vero?

(Nessuno dice nulla. — Tutti hanno l'aria di non rispondere, in segno di ostilità, guardando altrove, atteggiandosi a distratti. Qualcuno finge di togliersi con le dita un po' di polvere.)

Arturo

Prego, prego: non protestino così energicamente! La loro cortesia e quella della marchesa non m'impediranno di credere che quando si vive felici in due... o in sei, colui che giunge terzo... o settimo, non può, là per là, riescire eccessivamente gradito. Ma non c'è da impensierirsene, veh! (Gentilissimo e altero, con un sorrisetto leggermente canzonatorio) Il tempo è buon diplomatico, e vedranno, vedranno che, a poco a poco, ci accomoderemo! Marchesa... fatelo intendere voi ai vostri amici che ci accomoderemo. Non sarà del tutto inutile che essi comincino ad abituarsi a un tal pensiero, perchè..., tanto, non c'è che fare: io ci sono... e ci resto.

[pg!151]

Anna

(con lieve e involontario impeto) Ah, questo poi!..

Arturo

(interrompendola con umiltà ostentata) Io sono venuto a mettermi ai vostri piedi, marchesa; e non è colpa mia... se ci si sta così bene! (Salutando) Signori..... (Esce.)