SCENA III.

ARTURO, RIVOLI, DIONIGI, SALVETTI, ALBENGA, D'ALMA.

Arturo

(sedendo a suo agio) Aspettiamo.

Rivoli

(sporge il capo di tra le tendine, e, scorgendo Arturo, che non ha mai visto, spontaneamente esclama:) Ohè, ohè!

Arturo

(si volta.)

(La testa di Rivoli sparisce.)

(Dopo qualche istante, a una a una, compariscono le teste di Salvetti, di Dionigi, di D'Alma, di Rivoli, di Albenga: quella di Rivoli nel mezzo, e le altre quattro distribuite simmetricamente a destra e a sinistra di ciascuna tendina, due sopra e due sotto.)

Rivoli

(più col fiato che con la voce) E chi è quello lì?

Dionigi, Salvetti, Albenga, D'Alma

(uno dopo l'altro, pianissimo)

— Chi è?

— Chi è?

— Chi è?

— Chi è?

[pg!137]

Arturo

(si volta.)

(Le teste spariscono.)

Arturo

(tra sè) Ah ah! Il club è in agitazione. (Finge di nulla e col bastoncino tortura il pavimento.)

Albenga

(entra con ostentata disinvoltura per osservare chi sia e che cosa faccia colui. Gli passa dinanzi, salutando appena) Signore....

Arturo

(rispondendo al saluto) Signore....

Albenga

(siede, cava di tasca il suo taccuino, e si mette a scrivere.)

Rivoli

(entra, e fa lo stesso giretto) Signore...

Arturo

Signore... (Seguendolo un po' con lo sguardo) Ah, quello del giardino!

[pg!138]

Rivoli

(si abbandona sopra una poltroncina, appoggiando i piedi a una sedia, e quindi accende un sigaro.)

Arturo

(guardandolo meravigliato, come per una rappresaglia, appoggia i suoi piedi sopra uno sgabelletto.)

Salvetti, Dionigi e D'Alma

(entrando, si scandalizzano dell'atteggiamento confidenziale di Arturo. Gli girano intorno, parlano tra loro a voce bassa, assumono un'aria altezzosa, l'osservano con la coda dell'occhio e lo salutano impercettibilmente col capo, dicendo, tutti e tre, a fior di labbro:) Signore...

Arturo

(ricambiando il saluto senza neanche accennare ad alzarsi)... Signori...

Salvetti

Stia, stia comodo...

Dionigi

Non si disturbi.

D'Alma

(siede molto comodamente, cava di tasca un libro e legge.)

[pg!139]

Salvetti

(si sdraia e accende un sigaro.)

Dionigi

(siede a cavalcioni d'una seggiola, e accende una grossa sigaretta preziosa.)

(Ora, sono tutti seduti, in ordine sparso, in modo che Arturo si trova circondato da loro, a debita distanza.)

Salvetti

(a voce alta, tenendo d'occhio Arturo) A quanto pare, la nostra marchesa ci tradisce?

Arturo

(ha un lieve moto interrogativo.)

D'Alma

(sospirando) Ella adora il chiaro di luna!

Albenga

Aveva espresso il desiderio di sentire il mio quarto atto; e quindi noi avremmo il dovere di andarla a cercare.

Dionigi

Ma no! Ma no! È molto di buon gusto che una signora faccia tutta sola queste piccole escursioni. E poi, ella non ha voluto neppure che io le facessi da guida!

[pg!140]

Rivoli

(con voce sottile e stanca) La mia opinione schietta è... che noi non dobbiamo muoverci di qui.

Salvetti

Per altro, è assai tardi, e io comincio a preoccuparmi seriamente. Facciamo così: vado io a rintracciarla...

Dionigi

(vivamente) Ebbene, no! O tutti, o nessuno!

D'Alma, Albenga, Salvetti, Dionigi

(si alzano agitandosi e accalorandosi, sempre intorno ad Arturo.)

D'Alma

Allora, tutti.

Albenga

Tutti, tutti.

Rivoli

Nessuno! nessuno! nessuno!

Salvetti

Oh, perdinci! Ognuno si regoli come vuole! Io ci vado!

[pg!141]

Albenga

Abbiamo stabilito di essere solidali, caro dottore!

Dionigi

«L'unione fa la forza!»

Salvetti

Io me ne infischio dell'unione!

Rivoli

(con pochissima voce) Io me ne infischio della forza!

Albenga

(riscaldandosi anche di più) Ma questo non significa ragionare!

Salvetti

Ragionate voi, se vi piace; per conto mio, non ragiono mai e agisco sempre!

Arturo

(tra sè) Sono impareggiabili!

Voci interne di contadini e contadine

— Viva la reginella!

— Viva la reginella nostra!

D'Alma

Eccola qui!

[pg!142]

Salvetti

Sì, sì, è lei!

Albenga

Finalmente....

Dionigi

Le fanno festa, come al solito...

Rivoli

Finirete di bisticciarvi, eh?

Voci interne di contadini e contadine

— Santa notte, santa notte!

— Buon riposo!