SCENA II.

ANTONIO e ARTURO.

Antonio

(vibrante di giubilo, entra dalla porta comune portando un vassoio con la bottiglia di acqua e col bicchiere e si lascia passare dinanzi il marchese Arturo di Fontanarosa.) Per di qua, per di qua, eccellenza.

Arturo

(si avanza guardando con curiosità.)

Antonio

(posa il vassoio su un tavolino che è quasi nel centro del salotto.) Mi pare veramente un miracolo! (Tutto commosso) E che vostra eccellenza sia mille volte benedetta se è venuta a far la pace con la mia padrona!

Arturo

Facciamole intanto una sorpresa, Antonio. Non dirle che sono arrivato...

Antonio

Anche volendo, non glielo potrei dire, perchè non è in casa. È uscita verso sera.

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Arturo

(consultando il suo orologio) E non torna ancora?

Antonio

Oh! non c'è paura di nulla. Qui le vogliono bene anche le pietre della via. Tutti questi contadini dicono che è la loro reginella.

Arturo

E tu, vecchio, che fai?

Antonio

Io, dal giorno in cui la padrona volle allontanarsi da vostra eccellenza e partì per Napoli — che brutto giorno! — sono stato sempre agli ordini suoi, e qui, in campagna, faccio un po' di tutto, eccellenza: da maggiordomo, da cuoco, da cameriera se occorre... perchè, ecco..., donne attorno, la padrona non ne ha volute... Ci sono, è vero, la moglie e la figliuola di Filippo il giardiniere che, all'occasione, si prestano — e come si prestano! — ; ma da che furono viste in giardino, l'una dopo l'altra,... a parlare troppo lungamente con un signore che ha la schiena un po' curva e le gambe poi... che Dio gliele guardi!..., anche quelle due donne lì, per ordine della padrona, ci bazzicano di rado in casa....

Arturo

Son cose che non mi riguardano.

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Antonio

Come comanda vostra eccellenza....

Arturo

Ma qui c'è gente: vedo dei cappelli.

Antonio

Cappelli di uomini, eccellenza. Sono... i cappelli... degli amici... della signora marchesa.

Arturo

E dov'è che stanno?

Antonio

Sono di là, e giocano al bigliardo.

Arturo

Quando la marchesa è assente!?

Antonio

Sicuro. Il cancello del giardino e la porta d'ingresso non si chiudono che di notte; ed essi entrano a tutte le ore, vanno, vengono, siedono, si alzano, fumano, leggono,.... fanno tutto, insomma.

Arturo

Ah, sì?

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Antonio

Però, eccellenza, spiegamoci...: (timidamente) la padrona è sempre un modello di...

Arturo

(severissimo) Non vi ho chiesto delle informazioni, di cui non ho bisogno. (Pausa.) (Guarda di nuovo i cappelli, e, prendendoli uno alla volta, li conta) Uno... due... tre... quattro... cinque!

Antonio

Eccellenza, sì.

Arturo

Non c'è male!

(Di dentro, risa di tutti.)

La voce di Dionigi

Più a destra, più a destra, e colpo sotto!

La voce di Salvetti

Bazzica, signori, bazzica!

(Si ride ancora.)

La voce di Dionigi

Molto chic, dottore!

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Voci degli altri, insieme

— Ma bene, benissimo!

— Un'altra, adesso...

— Un'altra....

(Le risate si rinnovano.)

Arturo

(ad Antonio) Ma questa non è una casa, questo è un club!

Antonio

Si divertono.

Arturo

Me ne accorgo.

Antonio

Devo annunziar loro che è arrivata l'eccellenza vostra?

Arturo

Ma è gente che conosco?

Antonio

No, eccellenza...

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Arturo

E allora lascia stare. Sarebbe un bell'imbarazzo per tutti. Aspetterò tranquillamente che la marchesa ritorni.

Antonio

Ha comandi da darmi, vostra eccellenza?

Arturo

(con circospezione e con importanza) Senti. Mi giungeranno qui lettere e telegrammi.... Tu mi capisci, eh? La marchesa non deve veder nulla, non deve saper nulla....

Antonio

(tentennando il capo) Sempre lo stesso!...

Arturo

(con sincera pretensione) Non c'è che fare, vecchio mio! Finchè nel mondo ci sarò io, le donne non faranno voto di castità. Va, va.

Antonio

(esce, borbottando.)

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