SCENA VI.

STEFANO, TERESA, il VECCHIO, la VECCHIA e VALENTINO.

La voce di Valentino

Vittoria, vittoria, signora Teresa! Vittoria!

Teresa

(ha un soprassalto di gioia, ma subito si reprime e si turba per l'imprudenza di Valentino.)

Stefano

Ma è Valentino che strepita così?

Valentino

Vittoria! Vittoria! (Giunge precipitosamente tutto scalmanato e, vedendo Stefano, si ferma, comprende d'aver fatto male a gridare, s'imbarazza.)

(Un breve silenzio.)

Stefano

(a Valentino) E poi?... Ci dirai qual'è l'azione eroica che hai compiuta.

Teresa

(alle spalle di Stefano, fa segno a Valentino di tacere.)

Valentino

(a Stefano) Perchè?... A che proposito?

Stefano

Andavi urlando a squarciagola: «vittoria, vittoria!».

Valentino

Io andavo urlando a squarciagola «vittoria, vittoria»? Ah! è verissimo. Hai ragione. Ero ancora eccitato per i discorsi fatti... con un coso... come si chiama?... con un ex sottufficiale di cavalleria... Un bravissimo giovane... un mio amico intimo....

Stefano

Quello ch'era qui nel parco?

Teresa

(di nuovo, con un cenno raccomanda a Valentino di tacere.)

Valentino

Già, quello ch'era qui.... Avevamo parlato... di prodezze guerresche!

Stefano

Di prodezze guerresche?!

Valentino

Tu mi hai comunicata la passione per le grandi imprese militari, e io non parlo oramai che di armi, di battaglie, di sconfitte, di vittorie...

Stefano

Ma che frottole racconti, Rigoletto in sessantaquattresimo? Ti eserciti nell'arte della buffoneria?

Valentino

Si fa quel che si può per ingraziarci l'animo di Vostra Maestà.

Stefano

Bada però che hai un concorrente. (Indicando il Vecchio) Questo tuo collega pocanzi mi esilarava di più.

Valentino

Collega mio in qualità di pezzente e di buffone, ma in qualità di poeta è collega tuo.

Stefano

(celiando) Non essere impertinente che ti piglio come un agnello e dall'altezza di trenta metri ti mando in acqua a nudrire i pesci cani.

Valentino

(celiando come lui) Chi lo sa! Oggi ho la vena bellicosa e potrebbe accadere invece che io ci mandassi te.

Stefano

(con crescente buonumore) E tu saresti capace di mettere un dito addosso al tuo padrone?!

Valentino

Un dito no, ma tutte e due le mani sì.

Stefano

Ah, canaglia d'un segretario! Pèntiti della tua baldanza!

Valentino

Domani, forse: oggi è impossibile!

Stefano

E aspetta che voglio sperimentare il tuo ribelle ardimento.

Valentino

(atteggiandosi a gladiatore) Sono pronto!

Stefano

(corre in fondo, e siede sul parapetto con le spalle al mare.)

Teresa

Sta attento, Stefano! Che fai?!

Stefano

(piega le braccia con spavalderia comica mista di sincerità) Avanti, millantatore!.. Vieni a mandarmi giù, se ne hai il coraggio!

Valentino

Sei spacciato! (Egli si slancia con apparente energia per continuare il giuoco.)

Teresa

(getta un alto grido di terrore.)

Valentino

(arrestandosi e voltandosi) Signora Teresa?!

Stefano

(correndo a lei) Che è stato?!

Teresa

(tramortita) No... no... Non li fate più questi scherzi. (Sentendosi mancare il respiro e impallidendo) Oh Dio.... Che paura ho avuta!... Che cosa orribile!...

Stefano

Ma sul serio?

Valentino

(desolato) Io vi domando scusa, signora Teresa.... Vi domando mille volte scusa.... (Dandosi un pugno sulla testa) Sono l'ultimo dei cretini, ecco!

Stefano

Ho ragione sì o no di darti della sciocchina?

Teresa

(rivolge a Stefano gli sguardi pieni di tenerezza e si aggrappa a lui allacciandogli strettamente le braccia al collo.)

Valentino

(vedendo la coppia dei mendicanti, lì, stupidamente impalati, si sfoga un po' con loro) Ma, insomma, che state a fare qui? Volete onorarci per tutta la giornata? Volete accomodarvi in salotto? Volete stabilirvi con noi?... Fuori, fuori dai piedi!... Sgombrate! Sgombrate!

(I due mendicanti, senza rispondere nemmeno con un gesto, stringendosi tra loro, conducendosi a vicenda, risalgono il viale e si perdono tra gli alberi.)

Stefano

(a Teresa, carezzandole i capelli) E se io corressi davvero un pericolo, che faresti?

Teresa

Morirei.

Valentino

(discretamente, entra in casa e sparisce.)

Stefano

E, intanto, perchè tremi ancora? Si direbbe che ancora hai paura. E di che, poi...? Sono qui.... Mi abbracci.... Mi tieni....

Teresa

Ho paura di annoiarti.... Ho paura di averti già disturbato con la mia fanciullaggine.

Stefano

(affettuosamente) No, Teresa, questa volta non mi hai disturbato. (Con orgogliosa esultanza) E non mi disturbi mai quando riesci a darmi la misura di quello che valgo, di quello che sono, di quello che posso!...

Teresa

Oh! Stefano! Stefano!... Che buone parole mi hai dette! (Lo bacia in una infrenabile ebrezza di gratitudine.)

Valentino

(ricomparendo dalla sua finestra con la pipetta in bocca e rianimandosi simpaticamente) Ohè, ohè... Che roba è questa?

Stefano

(alzando gli occhi) Ah! sei lì, briccone?

Valentino

Fumo... sugli allori. (E mostra la pipetta.)

Stefano

Giù quella pipa dinanzi al trionfo dell'amore!

Valentino

Giù l'amore innanzi al trionfo della pipa!

Stefano

A tuo marcio dispetto!... (Egli copre di baci la testa di Teresa.)

Valentino

E io vi fulmino con le mie rose! (Gettandole su loro a due, a tre, a quattro, con rapida violenza, come se fossero pietre, si sbraccia e sbraita:) Arrendetevi! Arrendetevi! Arrendetevi!

Teresa e Stefano

(sotto la crescente pioggia dei fiori, ridono, ridono e continuano a baciarsi.)

Valentino

(ridendo anche lui) Arrendetevi!...

(Sipario.)