SCENA VI.
GIULIO, CLOTILDE e FEDERICO.
Giulio
(entrando dal giardino e avanzandosi con gioia) Che sento! Questo è un grido di vittoria.
Clotilde
Vittoria completa! Guarigione istantanea! Egli resta.
Federico
(con trasporto) Ah sì! Resto!
Clotilde
Ti avevo promesso che gli avrei abbassata la temperatura? Bell'e fatto!
[pg!84]
Giulio
(a Federico, canzonandolo) Ti ha abbassata la temperatura?
Federico
Sotto zero!
Giulio
(celiando, a Clotilde) Ma, demonietto d'un dottore, come hai potuto guarirlo così presto?
Clotilde
Eh, caro mio, noi donne sappiamo... dove mettere le mani.
Giulio
(a Federico) Te lo dicevo io! Che donnina è mia moglie!
Federico
Meravigliosa!
Clotilde
Io non ho fatto che il mio dovere, e voi, signor Federico, andate subito a depositare di nuovo le valige nella vostra stanzetta.
Giulio
(afferrando le valige, tutto gaio e brillante) Ma lo servo io! Lo servo io! (Corre dentro.)
[pg!85]
Federico
(profittando dell'assenza di Giulio, in un momento di slancio, dice appassionatamente a Clotilde:) Clotilde, io vi adoro!
Clotilde
(con un rapido gesto, gli rimprovera l'imprudenza.)
Giulio
(ritornando in fretta, sente la dichiarazione appassionata, ma, senza sospettare di nulla, esclama, ridendo:) Ah burlone! burlone! Volevi farmi paura con quel tuo «vi adoro!»; ma non ci sei riuscito! No, non ci sei riuscito!
Federico e Clotilde
(celando l'imbarazzo e la sorpresa, si guardano tra loro e guardano Giulio.)
Federico
(sforzandosi, finge di ridere della burletta.)
(Poi ride anche Clotilde. Poi Giulio ride più forte di lei, Federico ride più forte di lei e di lui, e, ridendo ognuno più forte dell'altro, ridono clamorosamente ed esageratamente tutti e tre.)
(Sipario.)
*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LUI LEI LUI ***