SCENA II.
SUOR FILOMENA e CLAUDIA.
Suor Filomena
(quasi immobile nella sua serenità semplice, osserva tutto e contempla Claudia con intensità indagatrice.)
Claudia
(diritta, con le braccia penzoloni, abbandonate nelle lunghe maniche che le nascondono le mani, si aggira lenta per la camera, guardando intorno come se cercasse qualche cosa. A un punto, si ferma, e, torcendo il collo, fissa gli sguardi sul pozzo, che nella oscurità biancheggia appena, come una tomba. Indi, con dissimulazione, distoglie dal pozzo gli sguardi e si rivolge alla monaca con la voce tremante di palpiti) Suor Filomena....
Suor Filomena
Signora....
Claudia
Vorrei riposare.
Suor Filomena
Vi gioverebbe.
Claudia
Compiacetevi di prepararmi il letto.
Suor Filomena
È già preparato.
Claudia
Allora... vi prego.... Precedetemi.... Aprite le finestre.... Fate entrare dell'aria.... Lì dentro non si poteva respirare....
Suor Filomena
(impallidisce. Ma non un passo, non un gesto.)
Claudia
Suor Filomena! Non mi avete udito?
Suor Filomena
Sì.
Claudia
Ebbene?
Suor Filomena
(con accento mite, ma fermo) Io non vi lascio sola, signora.
Claudia
Per un istante....
Suor Filomena
Io non vi lascio sola! (Si accosta a lei amorosamente) Mettetevi a letto, signora Claudia.
Claudia
(cupamente) No! (Poi, con dolcezza, come per impietosirla) Non volete concedermi un poco di libertà?
Suor Filomena
Non devo.
Claudia
Suor Filomena
Sono la vostra infermiera.
Claudia
Se foste la mia amica!...
Suor Filomena
Sono la vostra amica, anche.
Claudia
Non è vero.
Suor Filomena
Perchè?
Claudia
Perchè non sapete... non potete sapere!
Suor Filomena
Io so quanto mi basta per esservi amica.
Claudia
Non potete sapere!
Suor Filomena
Io so che lì, nell'ombra, quel pozzo vi attira come un rifugio, come un asilo di salvezza. So che in questo momento un solo pensiero vi possiede e v'invade tutta, ed è il pensiero di sottrarvi al martirio!...
Claudia
Ma non è concesso a voi di misurare l'immensità di questo martirio!
Suor Filomena
Nei panni dell'umile suora che vi sta davanti c'è una donna, signora; e sono i suoi dolori di donna, i suoi dolori più profondi e più umani che hanno dato alla povera suora il privilegio di comprendere e soccorrere i dolori altrui.
Claudia
Voi, dunque, mi comprendete?
Suor Filomena
Sì.
Claudia
Mi comprendete e m'impedite di morire?!
Suor Filomena
Sì.
Claudia
Suor Filomena
Nessun soccorso. Vi offro soltanto l'esempio di chi, probabilmente, ha sognato come voi, di chi, come voi, avrà visto svanire fra le miserie del mondo i suoi sogni più belli!
Claudia
(prorompendo) Lo vedete che siete tanto lontana da me?... Non è un sogno il mio, non è un sogno, ormai. È una realtà. Voi non immaginate neppure quale differenza ci sia tra il sogno che svanisce e la realtà, la realtà concreta, materiale, palpitante, che si frantuma nel più vivo della vita.
Suor Filomena
Ma se è la morte che invocate!...
Claudia
La morte, la morte appunto, prima che mi si strappi dalle viscere la mia creatura!...
Suor Filomena
E non sarebbe identica la rinunzia?
Claudia
No, perchè la mia creatura verrebbe con me, perchè con me morirebbe, della medesima morte, intendete?, nel medesimo attimo. Neanche Dio me la potrebbe togliere più, e nessun possesso di madre sarebbe stato mai più vero ed intero di questo! (La stanchezza e le sofferenze incalzano; ma ella, con lo sforzo della sua volontà indomabile, continua a parlare, eccitandosi sino alla frenesia.) La sentenza pronunziata ieri dai tre dottori, che vennero qui a torturarmi di nuovo, non era che la conferma di quella, ben chiara, che per ordine del vecchio Berner era stata da me letta fino da un mese fa. In questo mese, non mi si è mai sorvegliata tanto severamente come da ieri vi ostinate a sorvegliarmi voi. Mi sarebbe riuscito forse facile di sfuggire alla sorveglianza e di finirla.... E non l'ho fatto. Non l'ho fatto perchè, in fondo, m'illudevo. Mi sembrava di essere ancora abbastanza resistente.... Non volevo, non volevo convincermi che si nascondesse in me una così terribile rovina! Ma, da qualche giorno, mi sento peggio, Suor Filomena, assai peggio, assai peggio!... Sono persuasa, oramai, che i dottori hanno ragione. (Come ossessionata) Fra pochi minuti, udremo bussare alla porta!... Fra pochi minuti, verranno!... Verranno per dilaniarmi il corpo e l'anima, per impossessarsi di mio figlio, per ucciderlo, per mettere in salvo la mia vita!... Io sono perduta! Io sono perduta, Suor Filomena, io sono perduta se voi non mi lasciate morire!
Suor Filomena
Dio mio, datemi il potere di combattere contro questa sventurata!
Claudia
(gettandosi ai suoi piedi e a poco a poco lacrimando in una fiduciosa effusione di dolore) Chiedetegli, chiedetegli piuttosto l'ispirazione, il consiglio della carità che io chiedo a voi. Vi giuro di non esserne indegna. Non sono stata una perversa, non ho veramente sentito odio per chi mi ha tradita, non ho invidiato, non ho peccato nemmeno nei sensi, perchè l'amore per l'amore non l'ho conosciuto.... Pensate che il condannarmi a vivere sarebbe una crudeltà senza confronti! Io non vi dico di restare qui a vedermi morire... no, no!... Lo so che questo non è possibile.... Allontanatevi, dunque.... Io dichiarerò in iscritto di avervi ingannata.... Dichiarerò di esservi sfuggita.... Implorerò il vostro perdono.... E lo imploro anche adesso, anche adesso per le torture che infliggo alla vostra coscienza.... Ma rispondetemi... rispondetemi.... Commovetevi per me.... Non siate così spietata!... Non siate così inesorabile!
Suor Filomena
(con desolazione) Io sono custode d'una legge che impone a noi mortali di non disporre della nostra vita.
Claudia
È della vita di mio figlio che io voglio disporre per impedire che ne dispongano gli altri!
Suor Filomena
È la stessa legge divina, mia povera martire, che non ve lo consente.
Claudia
(drizzandosi impetuosa in un repentino risveglio di energia) Ma chi siete voi che credete d'intendere la legge divina? Essa è tutta qui, qui, nel mio sangue, nella mia carne.... Io la sento! Io la sento!... Essa mi sostiene... essa mi protegge... essa mi rende così forte che nessuno in questo momento è più forte di me! (Si slancia verso il fondo.)
Suor Filomena
(Sulla soglia, le sbarra il cammino con le braccia spalancate, disegnando, nella penombra, la sagoma della croce) Dio mio, datemi il potere di combattere contro questa sventurata!
Claudia
Suor Filomena, io vi abbatterò se voi non mi lasciate passare!
Suor Filomena
Sono forte e protetta anch'io, mia povera martire.
Claudia
(va fino a lei con le mani protese e minacciose. Non osa toccarla. Retrocede. Si agita qualche istante per la camera, fremendo e dibattendosi come in un delirio di ferocia. Si arresta col capo arrovesciato in un atto d'invocazione e di volontà suprema, e rocamente ruggisce:) Il mio stesso male mi aiuterà! (Poi, con un grido trionfale:) Sono io che posso ancora tutto! (Si getta a terra bocconi, disperatamente.)
Suor Filomena
(dando un urlo di terrore, accorre. Si china su lei, le solleva la fronte, la chiama:) Signora Claudia! Signora Claudia!... Signora Claudia!...
Claudia
Silenzio!... È la morte.
Suor Filomena
(silenziosamente la guarda.)
(L'Alba)
Claudia
(sostenuta da Suor Filomena, erge un poco il torace. Boccheggia. Le linee del volto si contorcono dolorosamente, ma i suoi occhi paiono limpidi in una espressione di gioia.) Ho vinto!... (Incrocia e stringe le braccia sul petto.) Con me.... Con me.... (Abbandona il capo. — Muore.)
Suor Filomena
(volgendo gli sguardi al cielo, serenamente) Accogliete, Signore, queste due anime....
(Tre colpi alla porta di strada.)
(Sipario.)
NOTA:
[1.] Nota per gli attori — Dalla battuta: «No! non posso» fino a questo punto, il dialogo dev'essere affrettatissimo, febbrile.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (subito/sùbito e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.