SCENA V.
MAURIZIO e CLAUDIA.
Maurizio
(ansiosamente va alla porta in fondo per assicurarsi che Alfredo sia partito; quindi corre alla porta laterale, come per chiamare Claudia.)
Claudia
(senza aspettare che egli la chiami, entra. Viso calmo, d'una calma disdegnosa, fatta di profondo disgusto e di fierezza. Il sarcasmo acre è sulle sue labbra atteggiate a un sorriso amaro.)
Maurizio
(agitatissimo e disfatto) Avete udito!?
Claudia
Ero qui per questo.
Maurizio
La persona da cui vi ha fatta seguire gli dirà certamente che siete venuta da me.
Claudia
Maurizio
Tutto sommato, sarà meglio che glielo dica subito io stesso.
Claudia
Non sarà nè meglio nè peggio, perchè risulterà chiaro che voi glielo avrete detto, in mancanza di altri espedienti, dopo di avere appreso che io sono stata pedinata anche stamane.
Maurizio
E allora?... Che cosa facciamo?... In che modo ci salveremo?...
Claudia
Cioè: in che modo vi salverete? Quanto a me, non sento punto la necessità di salvarmi. E non sarebbe neppure possibile il salvataggio. Per mio marito, con o senza di voi, io sono già una donna che ha un amante. Spero che la vostra perspicacia vi abbia permesso di comprendere ch'egli mi crede la più furba delle adultere e che, dal momento che io gli rendo il servigio di fornirgli il bamboccio per cui suo zio gli riapre le braccia e la borsa, egli vuole perfino evitare il fastidio di sapere da che parte gli venga la fortuna. Chi si deve salvare, dunque, siete voi, non sono io.
Maurizio
Donna Claudia, io lo avevo presentito che un grosso guaio sarebbe accaduto!
Claudia
(sempre fredda, con una punta di grazioso umorismo) Vi dispiacerebbe proprio molto di passare per il mio amante?
Maurizio
Voi avete il coraggio di burlarvi di me quando io mi sento morire...
Claudia
Rispondete, intanto.
Maurizio
Al cospetto di vostro marito, certo che mi dispiacerebbe!
Claudia
E al cospetto degli altri, no?
Maurizio
Al cospetto degli altri me ne vergognerei!
Claudia
Grazie del complimento!
Maurizio
Ma no! Voi fraintendete.... Io ne avrei vergogna e ne sarei orgoglioso.... (Con incosciente entusiasmo) Voi siete una donna per la quale un uomo.... Basta, non divaghiamo, ve ne prego.... Datemi almeno un consiglio.... Aiutatemi.... Non mi lasciate solo in questa terribile situazione....
Claudia
Mio buon Maurizio, io sono diventata un po' egoista. Ho saputo ciò che desideravo di sapere. Ho saputo che mio marito è molto più vile, è molto più volgare, è molto più spregevole di quanto m'era parso sinora. Io vi sono riconoscente della vostra cortese condiscendenza e di tutto quanto, nel colloquio con lui, avete rivelato di veramente gentile per me. Ma non contate sul mio aiuto, e, per quel che può riguardare la mia esistenza, non abbiate nè scrupoli, nè paure. Io mi preparo a vivere della mia felicità, d'una felicità che è soltanto mia, sempre più distaccata da lui — lo spero — , sempre più attaccata al grande bene che finalmente ho ottenuto da me stessa! Io non so, ora, con precisione, che cosa avverrà; ma so che, dato il vostro temperamento, io vi ho procurata qualche noia.... Perdonatemi. E, non ostante il mio egoismo, permettete che da oggi in poi io vi chiami: amico. Volete darmi assai cordialmente la vostra mano?
Maurizio
(un po' commosso) Marchesa.... (Le porge la mano.)
Claudia
(gliela stringe con effusione.)
Maurizio
Siete... una santa donna!
Claudia
Santa, è troppo. Sono una donna... che è madre! A rivederci.
Maurizio
A rivederci.