SCENA QUARTA.
Nanetta
(dopo aver seguìto Enrico con gli occhi pieni di stupefazione e di spavento) Dio mio!... Che significa tutto questo?
Corrado
(in un tono di soffocata concitazione) Non lo vedete che quel ragazzo vi ama? Non lo vedete che impazzisce d'amore per voi?
Nanetta
(smarrita, desolata) Sì, purtroppo, è innegabile! Il suo buon affetto fraterno si è deformato. E la rivelazione improvvisa che ne ho avuta, e alla quale non volevo credere, mi mette addosso... non so... come il fastidio d'una impressione sinistra. (Animosamente risoluta) Me n'andrò, me n'andrò al più presto possibile!... Tornerò in città.... O, magari, me n'andrò anche più lontano.... La mia indipendenza me lo consente.
Corrado
E voi sperate che la lontananza basterà a guarirlo?!
Nanetta
Egli è nell'età in cui l'anima vola con la rapida irrequietezza d'una rondine; è nell'età in cui si è sempre corrivi, si è sempre docili a una nuova sensazione....
Corrado
Se aspettate che una sensazione nuova pigli il sopravvento su questa sua prima sensazione intensa e complessa che ha mutato in uomo l'adolescente, aspetterete un pezzo. Il vostro distacco non farà che esasperare la sensibilità accumulata sotto la lunga repressione. Egli è già un malato: ve ne sarete accorta: e si ammalerà assai più gravemente. Ovvero, con l'impulso d'un selvaggio, v'inseguirà, vi raggiungerà!...
Nanetta
(scoraggiata) E allora che devo fare io?... Cercherò... di ragionare con lui.... Tenterò di guarirlo a poco a poco....
Corrado
(con desolata convinzione) E sarà vano anche questo! Affinchè il vostro tentativo fosse almeno un po' logico, dovreste avere l'abnegazione di mandare in frantumi il piedistallo sul quale egli vi ha collocata, dovreste riuscire a mostrarvi indegna del culto che lo esalta; ma che voi abbiate quest'abnegazione non è presumibile. E quindi, per guarirlo a poco a poco, a quali mezzi potrete voi ricorrere? A quali metodi?... Allo stesso metodo di vigile assistenza che ha contribuito ad accendere il suo cuore; e così, invece di acchetarglielo nella saggezza, glielo accenderete maggiormente!
Nanetta
(con fermezza) Ah, no!
Corrado
La vostra volontà non ha valore, Nanetta!
Nanetta
(fierissima) Perchè non ha valore?
Corrado
Quale che sia la risoluzione che prenderete, voi siete stretta in un nodo che quanto più vi affaticherete a districare tanto più stringerete. L'esaltazione di quel ragazzo sarà indomabile, vi dico! E accadrà anche di peggio, sì, anche di peggio accadrà, ed è umano che debba accadere. Accadrà, che, gradatamente, voi ne sarete turbata, voi ne sarete intenerita, e io non escludo che, un giorno, nonostante la differenza degli anni...
Nanetta
(troncandogli la parola) Non continuate, Corrado! Voi state per gettarmi sul viso una volgarità.
Corrado
Non è una volgarità prevedere il fascino che può esercitare l'ardore d'un folle innamoramento giovanile.
Nanetta
Su me?!
Corrado
Su voi come su ogni donna che non sia fatta di marmo!
(Breve pausa.)
Nanetta
Il più triste e il più bizzarro in tutto questo è che voi siete profondamente geloso: geloso per me, voi, voi, che mi avete impedito di essere vostra fino alla morte!
Corrado
Non sono geloso, Nanetta, e intendo che se lo fossi avreste il diritto di sorriderne.
Nanetta
A che negare?... Siete geloso di quel ragazzo come lui è geloso di voi.
Corrado
Non è gelosia! Non è gelosia!... (Rabbrividendo, rodendosi e smarrendo la consapevolezza di ciò che dice) O, se non altro, non è quella gelosia egoistica e miserrima che voi mi attribuite. È una sevizia orribilmente complicata da cui neppure il più nobile sforzo di altruismo potrebbe liberarmi. È l'ossessione della mostruosità che ci minaccia tutti e tre.
Nanetta
(energica) Da nessuna mostruosità siamo, comunque, minacciati.
Corrado
Voi non comprendete! E non dovete comprendere, voi!
Nanetta
(rompendo i freni che si era imposti) Sventuratamente, conosco il vostro segreto....
Corrado
(sgranando le pupille) Conoscete il mio segreto?!
Nanetta
Mille circostanze me l'hanno rivelato, e ne avrei scorta in voi stesso, oggi, la conferma se ancora avessi avuto qualche dubbio. Tutte le più tristi realtà fioriscono, facili, sul mio cammino!
Corrado
(la guarda con dolorosa deplorazione. Poi, abbassa la fronte.)
Nanetta
(in un sogghigno che vale una bestemmia) Ed ecco, ecco l'ultima tappa trionfale della mia brillante carriera di donna amata! Respinta dall'uomo in cui ho saputo così inutilmente suscitare il più grande amore della sua vita, trovo in agguato l'amore d'un fanciullo... che è suo figlio!
Corrado
(sùbito) Voi già lo presentite, Nanetta, nel vostro animo indifeso, nel vostro sangue commosso, l'assalto di questa giovinezza armata della sua vergine passione....
Nanetta
Nel mio animo e nel mio sangue non c'è che l'offesa della mia sorte vigliacca, non c'è che il bisogno frenetico di ribellarmi ad essa come a una tirannia schiacciante! Essere presa da vostro figlio, no! no!... Per un'altra donna sarebbe forse un rifugio o una vendetta: per me sarebbe una umiliazione, tanto più bassa quanto più credessi probabile la sconfitta del mio cuore e dei miei sensi. E fossi pure insidiata come dal potere di un filtro irresistibile, vi giuro, Corrado, vi giuro che saprei....
Corrado
(interrompendola con la parola e col gesto) Tacete, Nanetta! Non fate questo giuramento! O, almeno, non fatelo a me!... Io non posso accettarlo. Non mi spetta. Lasciate ch'io resti nel martirio che ho saputo prepararmi e meritare. (Parla sottovoce, preso da uno strano tremito interiore, stranissimo in lui.) Ciò che accade è la degna punizione d'un uomo che non ha il diritto di gettare le braccia al collo di suo figlio... e di chiamarlo figlio. (In un rigurgito di rimorsi e di tenerezza inane, il suo pensiero s'indugia.) Del resto, noi ci siamo già separati per sempre questa notte, e oggi... voi dovete già considerarmi... come un assente,... come una persona... lontana... (Ha davvero la sensazione che gl'incomba d'essere un assente. — Si leva in silenzio. Prende il cappello. — Gli sfugge un singhiozzo. Con passo lento e malfermo va sino alla soglia in fondo.)
Nanetta
(senza voltarsi, lo sogguarda, scrollando il capo, compassionevolmente.)
Corrado
(si appoggia un istante con un braccio allo stipite. Indi si fa forza, e sparisce.)
Nanetta
(appena uscito Corrado, ha un momento d'intensa e agitata riflessione. Indi, cede all'impeto di affrettare la soluzione liberatrice. Alla porta di sinistra, chiama urgentemente:) Enrico! Enrico!... (E più forte ancora:) Enrico, vieni qua! Subito!