SCENA QUARTA.
(Si bussa lievemente alla porta in fondo.)
Amalia
(a Claudine) Bada che bussano.
Claudine
Entrez. Entrez.
(La porta si apre. Comparisce Nanetta. È molto invecchiata: più invecchiata di quanto per gli stessi anni trascorsi ella dovrebb'essere. I pochi resti della sua graziosa bellezza sopravvivono sperduti nelle tristi avarìe. I bei capelli abbondanti sono brizzolati, pressochè grigi. Le armoniche linee del corpo snello e flessuoso si sono deformate nell'arida rigidità. Le guance, non soccorse da verun artificio, sono scolorate e un po' flosce, e fanno già una piega agli angoli della piccola bocca. Le labbra vizze smorzano la lucentezza perlacea dei denti. E anche i grandi occhi, tra la crudeltà delle prime rughe, sembrano due grandi fiori quasi appassiti. Alle tempie, alla fronte, le si stende come un'ombra gelida. Veste un abito da viaggio, di austera signorilità.)
Nanetta
(ritraendosi immediatamente per andarsene) Oh, scusino... Credevo che...
Claudine
Ma di chi cercate?
Nanetta
(sostando) ... Cerco del signor Enrico Carmineti. Il portiere dell'hôtel non ha creduto opportuno di farmi annunziare e mi ha mandata qui, al numero ventotto... Sarà stato uno sbaglio.
Claudine
Mais non, mais non, mais non. (Sforzandosi di parlare il suo migliore italiano) Questo è l'appartamento del signor Carmineti; ma lui è sortito da il mattino.
Nanetta
E potrei, almeno,... avere qualche notizia?
Claudine
Del duello, forse?
Nanetta
Appunto.
(Tutte la guardano attentamente.)
Claudine
Abbisogna che lui sarà ritornato.
Nanetta
(con dubbioso ritegno) Sicchè,... dovrei... dovrei tentare più tardi?
Claudine
Ce n'est pas la mer à boire! Del resto, (con prosopopea da gran signora) si lei non vulete andare e venire, lei putete attendere qua.
Nanetta
(incerta tra la ritrosa timidità e l'ansia di sapere) Temo... d'incomodare...
Claudine
Pas le moins du monde! (Con un gesto d'invito) Favorischi! Favorischi!...
Nanetta
(si avanza un po', esitando.)
Rossana
(a Claudine, passandole vicino, alle spalle) Sarà la madre.
Claudine
(a Nanetta, insistendo) Ma favorischi!
Nanetta
(avanzandosi di più) Allora, profitterò... perchè mi preme di essere informata al più presto possibile.
Claudine
E, prego: con chi aggio l'onore di parlare?
Nanetta
Io sono... una cugina del signor Carmineti.
Claudine
Una cucina? (Incredula, guardandola da capo a piedi) Lui non mi ha mai detto di avere una cucina.
Nanetta
... Non gli sarà parso interessante per lei.
Claudine
(con una punta d'umorismo) Voyons! Il vous a fait du tort! Sedete, sedete. (Affrettandosi a indicarle il divano) Una cucina di Enrico, toujours la bienvenue!
Nanetta
(senza decidersi a sedere) Troppo buona!...
Claudine
(rivolgendosi alle altre con uno zelo e con un sussiego di padrona di casa) E sedete tutte, per carità! Non mi fate i cannelieri!
Amalia
Ma certo che sediamo!
(Gran movimento di sedie e scambi di occhiate.)
Claudine
(accostando una sedia a Rossana) Questa per te.
Rossana
(di sfuggita, senza curarsi di abbassare la voce quanto dovrebbe) Non è sua madre: è una sua ex amante.
Claudine
(subito, assentendo) C'est évident!
Rossana
Ci divertiremo.
Nanetta
(coglie le parole e ne ha una scossa brusca. Non sa in che modo regolarsi. Resta lì, presa come in una trappola.)
Claudine
(voltandosi a lei) Ancora all'in piedi? Lei vi mettete forse appaura di sedere?
Nanetta
Ma no... Seggo... Grazie. (Siede.)
Rossana
(ha comunicato immediatamente la sua scoperta ad Amalia, ad Albertina, a Ninì, che le si trovavano dietro.)
(Esse ridacchiano, s'incuriosiscono. Ninì è un po' più riservata. Prendono posto intorno come per assistere a uno spettacolo.)
Claudine
(si è già seduta presso Nanetta e ha taciuto aspettando che le altre sedessero) E... prego: il vostro riverito nome?
Nanetta
Nanetta d'Altuna.
Claudine
«Nanetta»?
Nanetta
Già: «Nanetta». Mi hanno sempre chiamata così, e non so pensare di chiamarmi altrimenti.
(Le altre quattro donne sono attentissime, di una burlesca attenzione.)
Claudine
(per prolungare l'interrogatorio) «Signora» o «Signorina»?
Nanetta
(subendo penosamente lo scherno che intuisce) Come vuole.
Claudine
Lei avete l'aria di essere una vedova.
Nanetta
Non ho mai avuto un marito vivo: non posso avere un marito morto.
Claudine
(in un tono di omaggio) E allora, vi attocca: «signorina».
Nanetta
(stringendosi nelle spalle) Benissimo.
Amalia
(frena un piccolo scroscio di riso.)
Nanetta
(ode e si rassegna, paziente. Poi, a Claudine) E lei... sarebbe...?
Claudine
Claudine Ranier, s'il vous plaît.
Nanetta
Grande amica — si vede — del signor Carmineti...
Claudine
Oh, quelque chose de plus, voyons!
Nanetta
Si, si, capisco.
Rossana
Siamo tutte grandi amiche del signor Carmineti, signorina. (Ricalcando) Claudine è la sua amante, ecco: la sua amante di oggi.
Claudine
E di domani, si la signorina permette.
Nanetta
Per conto mio, s'accomodi.
Amalia
Ne ha avute, eh?, delle amanti quell'ometto lì!
Claudine
Parbleu!
Albertina
Chi sa quante!
Amalia
Chi sa quali!
Rossana
Lei, signorina, non ne ha mai conosciuta nessuna?
(Sorridono tutte.)
Nanetta
... Non ne ho avuta l'occasione.
Rossana
Forse, vive molto appartata...
Claudine
Molto ritirata...
Nanetta
Ritirata, no. Passo il mio tempo a viaggiare.
Albertina
«Chi viaggia non invecchia»... dice un proverbio.
Nanetta
È un proverbio che non conosco, ma non importa!
Rossana
E viaggia sola, la signorina?
Nanetta
(fingendo di non accorgersi della continua canzonatura) Sì, ho l'abitudine di viaggiare sola.
Albertina
(come se la commiserasse affettuosamente) O Dio! Sola sola?!
Claudine
C'est assommant!
Amalia
(con comica serietà) Viaggerà per lo meno con un cagnolino, che diamine!
(Danno in una breve risata Claudine, Albertina, Rossana e anche Ninì.)
Amalia
Ma, scusate: che c'è da ridere?
Nanetta
(si leva di scatto, livida in volto.)
Claudine
Qu'est ce qu'il y a, signorina?
Nanetta
No... niente... Pensavo d'andarmene...
Tutte e cinque
(alzandosi simultaneamente) Perchè?... Perchè?...