SCENA IV.

Il servo GAETANO, il DUCA, LIVIA, LOLOTTE, GUIDOLFI.

Il servo Gaetano

(dalla destra) Eccellenza, sono venuti la signora Lola Bernardi e il signor Guidolfi.

Lolotte

(di dentro) Ma che cos'è quest'etichetta? Che novità stupide! Io posso entrare da per tutto. (Sulla soglia, voltandosi indietro) Tu no, tu non puoi.

(Il servo esce.)

Guidolfi

(di dentro) Scusa, tu entri da per tutto perchè sei in casa del duca di Vallenza; ed io entro da per tutto perchè sono in casa di Livia Blanchardt. (Entrando e scorgendo Livia) Eccola lì, difatti. Ne avevo sentito l'odore.

Il duca

Siete due blagueurs!

Guidolfi

(va a stringere la mano a Livia.)

Lolotte

(è una donnina molto graziosa, dal viso capricciosetto, un po' avariato e un po' imbellettato. Ha una toilette ricca e gaia. Il suo décolleté rivela che la sua primavera tramonta.) (Corre verso il Duca.) Duchino mio, come stai? Da quanto tempo non ci vediamo! È un secolo! Hai fatto bene, sai, a invitarmi. Meriti un bacino e te lo do.

Guidolfi

(a Livia:) Ed io lo do a te. (Sta per darglielo.)

Livia

(scansandosi) No.

Guidolfi

Oh, oh! Che aria da duchessa!

Lolotte

(al Duca:) Ma come sei sciupato, duchino! Hai una faccia pallidissima, sai! Dunque non era un canard. Me lo avevano detto, sai, che eri stato tanto male.

Il duca

Ho una malattia inguaribile, mia cara Lolotte.

Lolotte

Dio mio, quale?

Il duca

Invecchio. (E siede come stanco.)

Lolotte

Che mi dici!! Invecchi?... Livia, tu senti?... E non lo smentisci?... All'epoca mia, sai, io avrei potuto attestare della sua gioventù.

Guidolfi

Aveva dodici anni di meno.

Lolotte

Ma tu sei pazzo! Io non l'ho mica conosciuto dodici anni fa. Dodici anni fa io portavo ancora le vesti corte, sai!

Guidolfi

Sfido io: facevi la ballerina!

Lolotte

Avevo tredici anni ed ero una ragazzina onesta, capisci!

Guidolfi

Onesta sei anche adesso, almeno con me. Non mi costi niente.

Lolotte

Dovresti vergognartene.

Guidolfi

Io sono superiore a certi pregiudizi. E poi, visto che le donne si affaticano a diventare uomini, è giusto che gli uomini ne profittino per fare delle economie.

Livia

(è in disparte, biecamente assorta.)

Lolotte

Duchino, tu non la pensavi così. Sei ancora un galantuomo, tu, con le donne.

Guidolfi

È lui che guasta la piazza!

Lolotte

(al Duca:) Se ti ripescassi, duchino?

Il duca

(celiando) Tenta.

Guidolfi

Per me, accomodatevi pure. Ma bisogna fare i conti con Livia Blanchardt.

Lolotte

Che ne dici, Livia?

Livia

Niente.

Lolotte

(al Duca:) È di cattivo umore?

Il duca

(che sinora è stato con le spalle volte a Livia, torce il collo per vederla) Forse. (Nota l'atteggiamento pensoso e sinistro di lei.)

Livia

No, tutt'altro! Ascolto volentieri.

Lolotte

Sei proprio mutata, sai. Una volta eri più matta di me. Già, intendo. Oramai, è diverso. Anzi, a proposito, (al Duca e a Livia:) è poi vero che vi sposate? Dopo tutto, sarebbe una cosa di spirito.

Guidolfi

Specialmente per lui!

(Un lungo silenzio imbarazzante.)

Guidolfi

A che ora si pranza?

Il duca

Alle sette. Prendi un vermouth?

Guidolfi

No, grazie.

Il duca

E tu, Lolotte?

Lolotte

Nemmeno io. Prima di pranzo preferisco di fumare, per non avere appetito a tavola. Se mangio, ingrasso; e allora, come si fa?

Il duca

Lassù ci sono delle sigarette.

Lolotte

No, no. Ne offro io a te. (Cava fuori un portasigarette e lo porge al Duca.) Sono deliziose.

Il duca

(ne prende una.)

(Fumano il Duca e Lolotte.)

Guidolfi

Gliele ha regalate a Nizza, Mister Colbin, ex Presidente degli Stati Uniti.

Il duca

Quando è che gli Stati Uniti hanno avuto per Presidente un Colbin?

Guidolfi

Mai; ma non importa. Nei viaggi che fa senza di me, Lolotte ha sempre l'occasione di respingere la corte di un re spodestato o di un ex presidente di repubblica. Lei me lo racconta e io mi guardo bene dal contraddirla. In fondo, ciò sodisfa il mio amor proprio.

Lolotte

Sei molto banale, sai.

Il duca

Vieni qua, Lolotte. Di' a me: come è andata questa faccenda dell'ex Presidente degli Stati Uniti? (Le circonda la vita col braccio, e la fa sedere sul bracciolo della poltrona.)

Lolotte

Mister Colbin era un ex Presidente che mi faceva una corte spietata. Questa è la pura verità. Aveva una moglie splendida, sai. E quando io gli facevo osservare che sua moglie era un ostacolo, egli mi rispondeva di no, e diceva che, essendo io e lei di due generi diversi, l'uno non escludeva l'altro.

Guidolfi

Ecco gli Stati Uniti!

Lolotte

(al Duca:) Ma io ritirai i ponti....

Guidolfi

(rifacendola)... sai!

Il duca

Lasciala parlare. (A Lolotte:) Perchè ritirasti i ponti?

Lolotte

Perchè di questa vitaccia ne ho abbastanza. A lungo andare, ci si stanca. Non è così, Livia?

Livia

È proprio così.

Il duca

(torcendo il collo, nota di nuovo il contegno di Livia e un chiodo gli si mette nel cervello.)

Guidolfi

Lolotte vuole maritarsi.

Lolotte

(con festevolezza) E avere dei bambini!

Il duca

Una bella idea!

Lolotte

Perchè no? Io sarei una madre eccellente.

Il duca

Non ne dubito. Ma, a trovarlo un marito!

Lolotte

Ti garantisco che lo trovo. Ho la mia dote, sai. E me la son fatta da me.

Guidolfi

Questo è innegabile.

Il duca

(a Guidolfi:) Io poi dico: sposala tu, giacchè il matrimonio sembra anche a te una cosa spiritosa.

Lolotte

Ah! Lui sì che vorrebbe.

Il duca

Ebbene?

Lolotte

Sono io che non voglio. Sposarlo addirittura, sarebbe troppo!

Guidolfi

Mi piacerebbe di sapere chi è che vuoi per marito.

Lolotte

Un uomo per bene.

Guidolfi

Ma gli uomini per bene non sposano più neanche le fanciulle!

Lolotte

La mia amica Zizì d'Arnau non sposò forse un conte vero?

Guidolfi

Che c'entra! Quello lì era un imbecille.

Lolotte

Ma un imbecille per bene, sai.

Guidolfi

Il marito imbecille non fa a' casi tuoi. E la ragione è semplice. Tu hai questa particolarità: se l'uomo che ti sta accanto non si accorge delle infedeltà che gli commetti, tu sei profondamente infelice. Con me sei felicissima. Ma perchè? Perchè io me ne accorgo.

Lolotte

(alzandosi) Non sempre, sai!

Il duca

(ride ostentatamente) Parola d'onore, siete più divertenti del solito.

Livia

(va alla finestra.)

Guidolfi

Il che non impedisce alla duchessa... Livia di essere lugubre come non l'ho vista mai.

Il duca

Non tormentarla. (Con finta credulità) In fondo, è preoccupata per la mia salute.

Guidolfi

Preoccupata per la tua salute? Che gentile pensiero!

Livia

(in un falso tono di gaiezza) Vengono in comitiva tutti gli altri. Una vera carovana! Io vado, Paolo.

Il duca

Sì, fate gli onori di casa intanto che io metto il frac (Si leva.) Vi raggiungo subito. E... compiacetevi, Livia, di ordinare che il pranzo sia servito alle sette precise. Guidolfi ha fame. (La segue con lo sguardo.)

Livia

(senza affrettarsi, esce dalla destra.)

Lolotte

(andando allegramente alla finestra) Vediamo chi altro hai invitato, duchino. (Guardando attraverso le invetriate, con uno scatto di entusiasmo) C'è anche Riccardo Dalgas! (In fretta, abbracciando il Duca) Duchino, tu sei un angelo! (Esce correndo dalla destra.)

Il duca

(a Guidolfi:) E tu non vai? (È agitatissimo, impaziente, angosciosamente cogitabondo.)

Guidolfi

(osservando dalla finestra gl'invitati che giungono, risponde al Duca.) Preferisco di arrivare dopo l'incontro di Dalgas e Lolotte. Che vuoi! Dalgas è il più timido dei miei rivali, ed io ho per lui una speciale considerazione.

Il duca

(senza averlo ascoltato, ansimando) Fammi un favore, Guidolfi. Prega Livia di venire qui immediatamente.

Guidolfi

Che hai?

Il duca

Nulla, nulla. Non è altro che una curiosità... una semplice curiosità.

Guidolfi

(esce.)