SCENA I.
Signora RENZI, il signor BRAMBINI, don BARTOLOMEO, MARIO, BEATRICE.
Presso la tavola, giocano a dama la signora Renzi e il signor Brambini. Dall'altra parte della tavola, don Bartolomeo è intento a ricamare un paio di pantofole su un telaietto. Mario ha dinnanzi molti giornali spiegazzati. Ne ha uno in mano e lo legge. Beatrice, seduta presso di lui, ha dinnanzi un cestino da lavoro e nastri e pezzi di mussola, e, ascoltando, cuce.
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Signora Renzi
Avete giocato?
Brambini
Sissignora, ho mossa questa pedina.
Signora Renzi
Ah! va bene. (Giocando) Dama!
Mario
State a sentire, dunque: (continuando a leggere a voce alta:) «La polizia, sempre tardi come i carabinieri di Offenbach, accorreva, e i signori Negrotti andavano cercando le tracce del notturno visitatore e andavano constatando le conseguenze della visita. Ma tutto era a posto. Si entrò ansiosi nella camera della signorina Margherita, una fanciulla sui diciassette anni, e la si trovò convulsa e piangente.»
Beatrice
Dio mio, che era accaduto?
Signora Renzi
(a Brambini che ascolta il racconto invece di giocare) Tocca a voi, capitano.
Brambini
Ma, quello lì mi stordisce con la sua lettura.
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Mario
(continuando:) «La fanciulla, sulle prime disse di avere udito un rumore e d'aver sospettato che un ladro si fosse intromesso in casa. Ma la finestra della camera era aperta; e la poverina, piangendo dirottamente, confessò....» (Impappinandosi per l'imbarazzo, interrompe la lettura.)
Bartolomeo
«Piangendo dirottamente»?... Che confessò?
Beatrice
Che confessò?
Bartolomeo
Avanti, avanti.... Andiamo....
Mario
(mettendosi subito il giornale in tasca) Niente, niente, don Bartolomeo.
Bartolomeo
Uhm! Ci avete lasciati sul più bello.
Brambini
Proprio!
Mario
Ma che! Non ne valeva la pena: scempiaggini!
Signora Renzi
(a Brambini) Benedetto Dio, ora spero che baderete ai casi vostri.
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Brambini
Aspettate.... Adesso, vi faccio una mossa magistrale, da quel vecchio capitano che sono.
Beatrice
(dando a tenere un lembo di mussola a Mario) Volete?
Mario
Sì, volentieri.
Beatrice
(taglia la mussola accuratamente.)
Bartolomeo
(gettando uno sguardo alla scacchiera) Eh! eh! la vostra tattica, capitano, è quella di quarant'anni fa.
Beatrice
(a Mario, alzandogli la mano) Un po' più su.... Bravo, così. (Poi gli dà a tenere un altro lembo di mussola, per tagliarla.)
Brambini
(a Bartolomeo, in tono canzonatorio) Che cosa lavorate, don Bartolomeo?
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Bartolomeo
Un paio di pantofole, a servirvi.
Brambini
Ebbene, pensate alle vostre pantofole, voi!
Signora Renzi
Io soffio, mangio e faccio un'altra dama.
Bartolomeo
Da quel vecchio capitano che siete, vi fate battere, se non vado errato. Veramente, da buon capitano borbonico, dovreste piuttosto capitolare.
Brambini
(un po' sul serio) Meglio capitolare che tradire, maestro mio.... (Giocando) Faccio anch'io dama.
Signora Renzi
Troppo tardi!
Mario
(a Beatrice, gentilmente) Basta?
Beatrice
(togliendogli di mano la mussola) Sì, basta. Grazie.
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Signora Renzi
Eh! sì, (riflettendo) troppo tardi...
Bartolomeo
Siete tardigrado, caro capitano.... Io, già, trattenuto sempre dai miei... sacri doveri di maestro di ballo, non ho mai fatto il soldato e tanto meno il comandante... Ho comandato, al più al più, qualche quadriglia, quando le quadriglie si comandavano... Ora non usa più... e le quadriglie si ballano a memoria... Ma, lasciamo andare... Volevo dire, a proposito della vostra lentezza, che se fossi stato un comandante, un pezzo grosso, insomma, nell'esercito, avrei introdotto nella milizia la scuola di ballo... (Gli altri ridono.) E c'è poco da ridere. Essa rende svelti, leggeri e veloci.
Brambini
(canzonando) Scommetto che avreste introdotto nella milizia anche una scuola di ricamo.
Bartolomeo
E perchè no?... Con l'avvenire non si scherza.... Io, per esempio, ora che non trovo più da lavorare coi piedi — perchè al giorno d'oggi tutti sanno ballare sin dalla nascita — lavoro con le mani.
Signora Renzi
(vantandosi e facendo l'ultima mossa) Mi dispiace, ma ho vinto io!
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Brambini
E si capisce!... Mi fanno distrarre maledettamente: quello lì col giornale, quest'altro col ballo e col diavolo che se lo porti!... Ma, adesso, la pace, veh! Una partita seria e mi ci metto di puntiglio.
Signora Renzi
Sì, sì, il signor don Bartolomeo è pregato di tacere....
Mario
(alzandosi) E io, intanto, vado a fare due passi e a fumare un sigaro. (Affettuoso) Voi, Beatrice, non avete più bisogno di me?
Beatrice
Bisogno, no...
Mario
(dandole la mano) Allora, permettete?
Beatrice
(graziosamente) Permettiamo.
Mario
(a lei) Se non vi ritrovo qui al mio ritorno, vi rivedrò certamente prima che andiate a letto: è vero?
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Beatrice
Ah! la solita cantatina dell'ultim'ora?
Signora Renzi
Ma stasera la vogliamo allegra, la cantatina.
Beatrice
Vi obbedirò.
Mario
Buona sera, capitano. Buona sera, don Bartolomeo. Vi raccomando: zitto, lasciateli giocare. (Alla signora Renzi) Mamma, vuoi che comperi le pasticche per questa notte?
Signora Renzi
Ma se non ho più tosse.
Mario
Sarà sempre meglio averne in casa. Arrivederci, mamma. (Via dal fondo.)
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