SCENA II.
Signora RENZI, BRAMBINI, BEATRICE, BARTOLOMEO.
Signora Renzi
(dopo aver aggiustato le pedine) Ci siamo.
Brambini
Ci siamo. (Sta per giocare.)
Signora Renzi
Oh! scusate, la prima mossa spetta a me.
Bartolomeo
Non gli date quartiere, signora Maria.
Brambini
(con uno sguardo di rimprovero, a Bartolomeo) Be'?...
Bartolomeo
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(chiudendosi le labbra con le dita, borbotta.) Vado a sedermi lontano. (Si alza.) Se resto qua, tanto, io mi conosco, alla tentazione di parlare, non ci resisto. (Va a posare il telaietto sopra un piccolo tavolino molto distante dalla tavola. Canticchiando la mazurca del Ballo in maschera, cava di tasca un mozzicone di stearica e lo accende.) Taran, taran, taran, taran, tarèra... (Fa colare un po' di cera sul tavolino, e, sulla cera colata, mette il mozzicone acceso. Indi, ricomincia a lavorare.) Oh! benissimo! Ciascuno per sè e Dio per tutti.... Taran, taran, taran, taran, tarèra... (Pausa) Silenzio generale. (Brontolando:) Il momento è solenne: le sorti della patria sono in pericolo.
Brambini
(assorto nel gioco) A vele gonfie!
Beatrice
(che, cucendo, si è interessata alla partita e ha guardato la scacchiera dietro le spalle della signora Renzi, avverte a un tratto:) Attenta, attenta, signora Renzi!... Dovete soffiare.
Brambini
Bella prodezza! Due contro uno!... E tu, birichina, (celiando) ti metti a combattere tuo nonno? Vattene di lì!
Bartolomeo
Venitevene qua anche voi, signorina Beatrice. Lasciate che il nonno perda tranquillamente quest'altra partita.
Brambini
E voi possiate perdere la lingua!
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Beatrice
Sì, maestro, ora me ne vengo da voi per non cadere in contravvenzione. (Si alza e, portando seco il lavoro, va a sedere accanto a don Bartolomeo.) Santa pazienza!
Brambini
Oh! si respira!...
Bartolomeo
(a Beatrice) Vicino a me, vicino a me. Parliamo un po' di cose gravi.
Beatrice
Cose gravi non ce n'è.
Bartolomeo
Uhm! (Abbassando la voce) Come va la faccenda?
Beatrice
Quale?
Bartolomeo
(furbescamente) Quella del cuore.... Il frutto mi sembra maturo: coglietelo a tempo.
Beatrice
(compiaciuta) Non vi comprendo.
(Tutti e due parlano piano.)
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Bartolomeo
Eh! non tante storie! Che gli volete bene, se ne accorgono anche i muri.
Beatrice
(sospirando) E se pure ciò fosse vero, a che basterebbe?
Bartolomeo
Andate là. Anche lui c'è entrato, oramai. Vi dico che il frutto è maturo. Io me ne intendo. Bisogna fare in modo che egli si decida, ecco. Volete che, con garbo, glie ne parli io?
Beatrice
Per amor di Dio, non fate questo!
Signora Renzi
(che, più del capitano, è vicina a Beatrice e a don Bartolomeo, ode qualche parola, e vorrebbe udir meglio.)
Bartolomeo
Che male ci sarebbe? Anzi! Un amico comune è la persona più adatta a stringere, come suol dirsi, i sacchi.
Beatrice
No, don Bartolomeo, no! no! Io tremo al solo pensarci.
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Brambini
(alla signora che si distrae per udire) Ma ora siete voi che vi distraete.
Bartolomeo
(a Beatrice) Tremare! Nientemeno che tremare?
Beatrice
(accalorandosi) Sicuro! Si trema quando si sta per sentire la parola che deve dare tutto o togliere tutto!
Signora Renzi
(ha udito, ed esclama senza volerlo:) Cara!
Brambini
Avete detto?
Signora Renzi
Niente! Giocate.
Brambini
Io ho giocato e ho fatto dama; ma voi... dove avete la testa?
Signora Renzi
Via, non vi arrabbiate. (Giocando e parlando piano) Vi dirò poi un'altra volta dove ho la testa, e sono certa che mi assolverete.
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Brambini
Provvisoriamente, vi mangio due pedine e vado avanti.
Beatrice
(a Bartolomeo) Vi siete ammutolito?
Bartolomeo
Mi sono ammutolito perchè con voi non c'è mezzo di spiegarsi.... Dovreste intendere che se don Bartolomeo parla, ne ha le sue buone ragioni. (Quasi all'orecchio di lei) Insomma... insomma, stamane, il signor Mario è venuto su, da me, a farsi prestare, com'egli ha detto, un po' di sole per mettere non so che tinte a un suo bozzetto. Quaggiù, poveraccio, al primo piano, egli non ha altro sole che quello che gli mandate voi dalla finestrella dirimpetto....
Beatrice
(abbassa gli occhi e il capo, arrossendo.)
Bartolomeo
Inutile arrossire, adesso: rossore sprecato! Egli, dunque, è venuto da me, e mentre imbrattava una tela, io ho cominciato a stuzzicarlo: — «Signor Mario, se allo stesso piano vostro non abitassero quei due occhi che sapete, io vi proporrei uno scambio di case. Tanto, io, del sole non so che farmene, e, [pg!253] quanto a ballare e a ricamar pantofole, so farlo anche all'oscuro.»
Beatrice
(ascoltando acutamente) E lui?
Bartolomeo
Lui: — «Non vi preoccupate, don Bartolomeo: quelli lì, vicini o lontani, nessuno me li porta via.»
Beatrice
Ah?
Bartolomeo
«E se io, signor Mario, volessi farvi la concorrenza?» — scherzavo, capite?
Beatrice
Capisco!
Bartolomeo
Per tutta risposta mi ha azzeccata una pennellata di biacca sul naso. (Si tocca il naso come per constatare il fatto.)
Brambini
(giocando) Povera Signora Maria, è bell'e spacciata!
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Bartolomeo
Ma io gli ho detto: — «Ohè, badate, giovinotto, di non far troppo il gradasso. Io ho un vantaggio su voi.» «Quale?» — m'ha domandato. Ed io, subito: «Le ragazze cercano il marito! il marito!, e appunto io, (eccitandosi) mi voglio ammogliare.»
Beatrice
Bravo! E lui? lui?
Bartolomeo
Lui mi si è accostato affettuosamente e mi ha fatto: «Vecchio volpone, so che mi siete affezionato e m'accorgo che volete scandagliarmi a fin di bene.» E, con la voce un po' commossa, m'ha soggiunto: «Don Bartolomeo, gli uomini non sentono veramente il bisogno di prender moglie che quando hanno trovata la donna che amano forse non più delle altre, ma... meglio delle altre.»
Beatrice
(ansiosissima) E allora?
Bartolomeo
(emozionato) Allora, s'intende, io ho arrischiata la domanda decisiva: «E voi — gli ho detto — l'avete trovata, questa donna?»
Brambini
(inebriandosi del gioco) Caricat'arm!
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Beatrice
(perplessa) Che ha risposto?
Bartolomeo
(mal riuscendo a frenare la voce vibrante di tenerezza) Perbacco, signorina Beatrice, la sua bocca ha taciuto, ma i suoi occhi, per quanto è vero Dio, m'hanno detto di sì!
Beatrice
(levando un po' la voce nello slancio della gioia) Ah, don Bartolomeo, vi abbraccerei!
Signora Renzi
(ha udito le ultime parole di don Bartolomeo, e, presa da una gioconda commozione, prorompendo simultaneamente allo slancio di Beatrice, esclama:) Ma sì, ho perduto, capitano, ho perduto.... Mangiatevi quest'altre pedine, e non se ne parli più! (Alzandosi e ridendo) Ah! ah! ah! Che battaglia! Che battaglia!
Brambini
Che trionfo!
(Si alzano tutti.)
Signora Renzi
Sì, che trionfo! (Cambiando tono, a Don Bartolomeo) E voi, maestro, che avete borbottato sinora? [pg!256] Che avete fatto da meritare — almeno, così m'è parso d'udire — il desiderio d'un abbraccio?
Bartolomeo
Che ho fatto? Un bel mestiere, signora Maria, un bel mestiere!
Brambini
Beatrice, che ora è?
Beatrice
(guarda il suo orologetto.)
Bartolomeo
(piano alla signora Renzi) Le ho parlato d'amore...
Beatrice
(avvicinandosi a Brambini) Nonno, sono le nove e mezzo. (Resta presso di lui, aggiustandogli il soprabito.)
Signora Renzi
(in disparte, a don Bartolomeo, celiando) Le avete parlato d'amore! Con quel viso e con quegli anni?
Bartolomeo
(tristemente) Eppure, il cuore non domanda permesso al viso nè agli anni quando vuole voler bene... [pg!257] Ah, signora Maria, quante cose ridicole sono molto serie!...
Signora Renzi
(stringendogli la mano) Siete un brav'uomo!
Brambini
Sicchè, io vi lascio.
Bartolomeo
Per me è ora canonica, e vi lascio anch'io. (Prende con una mano il telaietto e con l'altra la candela accesa.)
Signora Renzi
Di già?
Brambini
Eh! stasera si lavora perchè siamo alla fine del mese.... Da trent'anni che sono amministratore del marchese Bonaldi, non ho mai cominciato un mese senza chiudere i conti di quello precedente.
Bartolomeo
(in un tono di declamazione umoristica) E, riconoscendo i vostri meriti, il marchese Bonaldi, un giorno o l'altro, vi otterrà dal vostro ex re la promozione a... generale borbonico.... al riposo![1].
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Brambini
Mi meraviglio che, come maestro di ballo, non siate ancora neppure commendatore!
(Tutti ridono.)
Beatrice
Nonno, vorrei restare un pochino a far compagnia alla signora Renzi.
Brambini
Resta, se vuoi.
Bartolomeo
(alla signora Renzi, salutando) Signora mia, buona notte! (A Beatrice) Signorina Beatrice,... cantatina allegrissima, stasera! Io, lassù, non la sento; ma, tanto, (mostrando la candela) mi rassegno anche a questo.
(Scambio di saluti e molta animazione.)
Brambini
Buona notte! buona notte!
Signora Renzi
Buon lavoro, capitano!... Arrivederci, don Bartolomeo.
[pg!259]
Bartolomeo
(presso la porta, caricatamente) Passi, generale...
Brambini
Prego, commendatore.... Prima lei.
Bartolomeo
(passando altezzosamente) Grazie!
(Brambini e don Bartolomeo vanno via, e la signora Renzi e Beatrice li accompagnano sino alla porta che s'apre sul pianerottolo, continuando a scambiar con essi saluti e celie.)