SCENA I.

CLELIA, Signora RENZI, CARMELA, ANGIOLINA, FONSECA.

(Come s'alza la tela, si vede nel corridoio, presso la porta aperta, un gruppo così formato: Carmela, con in braccio un bambino avvoltolato negli scialli; Clelia, che, pallida e desolata, si aggrappa a Carmela e al bambino; Angiolina che cerca di staccarla da lui; la signora Renzi e il dottor Fonseca che la circondano premurosamente.)

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Clelia

(con voce rotta, stanca e singhiozzante) Figlio, figlio mio....

Signora Renzi

Coraggio... coraggio!... (È assai commossa anche lei e parla con dolcezza materna.)

Clelia

(spasimando) Sì... mia buona signora, ne avrò, (bacia e ribacia il bambino) ... ne avrò.... Non vedete che sono forte?

Carmela

Facciamo piano.... Meglio profittare adesso che il bambino dorme.

Signora Renzi

Coraggio... via... coraggio!...

Clelia

Aspettate... aspettate... un altro poco....

Angiolina

Ma così non ve ne staccherete mai!

Clelia

Aspettate... aspettate... per pietà.... Pensate che non lo bacerò mai più..., mai, mai più! (Continua a baciarlo.)

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Fonseca

Ma sì, ma sì, lasciate che si sfoghi!

Clelia

Addio, figlio mio... Addio, angioletto mio... Addio... addio.... E a voi, signora, grazie. (Le vorrebbe baciar la mano.)

Signora Renzi

(invece si stringe Clelia al petto) Qui... qui.... Voi non dovete ringraziarmi; voi.... (La parola le si rompe nella gola stretta dall'emozione.)

Clelia

Grazie... grazie....

(Mentre la signora Renzi abbraccia e bacia Clelia, Carmela, col bambino, si allontana e sparisce.)

Clelia

(si slancia per seguirlo.)

Fonseca e Angiolina

(la trattengono.)

Signora Renzi

(con uno sforzo, esce.)

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Clelia

(dà un grido disperato.) (Cade fra le braccia di Fonseca e di Angiolina, che la sostengono e l'adagiano sopra una sedia; indi, a poco a poco, rinviene.)

Fonseca

(dopo una lunga pausa, a Clelia) Sei stata un'eroina.

Clelia

(appena col fiato) Vedrai....

Fonseca

Ho visto già abbastanza.... Nessuna madre, credi a me, seppe mai essere più nobilmente martire dell'amore materno.

Clelia

Era necessario....

Fonseca

E sì.... Sei malata, non avevi neppure come nutrirlo.

Clelia

E se anche lo avessi potuto nutrire!...

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Fonseca

Già, già: intendo.... Almeno ora sai che sarà allevato in una famiglia per bene....

Clelia

E Mario legittimerà il suo figliuolo.... La signora Renzi me l'ha promesso.... E anche io ho promesso qualche cosa. Dovrò... partire per sempre. E partirò. Egli non incontrerà mai sua madre. È tanto giusto che debba avvenire così! (Si abbatte, resta come impietrita, senza sguardo.)

Fonseca

(chiamandola) Clelia... Clelia....

Clelia

(non l'ode.)

Fonseca

(mormorando:) Che depressione di nervi!

Angiolina

(tirando a sè per il soprabito il dottore) Dottore... «Partire» è una bella parola.... Ma come si fa a partire o a restare? Qui c'è bisogno di soldi....

Fonseca

(accingendosi a cavare di tasca il portamonete) Per ora, io posso....

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Angiolina

Ma che!... Ce ne vogliono molti. Ci ho io la persona adatta.

Fonseca

Non c'è che dire, sei sempre la stessa.... (Si mette la mano sulla bocca.)

Angiolina

Ohe, non m'offendete!

Fonseca

Va' là che non t'offendo. Si sa, io faccio il medico e tu fai.... Basta, chi sarebbe questa persona?

Angiolina

E come? Non capite? Sempre lui, il signor Carsanti.

Fonseca

Ah?... Evviva la costanza!

Angiolina

Gli ho già parlato.... Mi aspetta nel caffè all'angolo della via.

Fonseca

Sei una gran donna!

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Angiolina

Lo so.... Arrivederci.... Io vado.... Datele un po' di forza.... Ih! che razza di medico siete! (Via affaccendata.)