SCENA II

CLELIA e FONSECA.

Clelia

(come se si svegliasse) Chi è là?

Fonseca

Son io.

Clelia

Ah!... (Pausa) Dottore mio, se ti chiedessi una grazia?

Fonseca

Disponi di me, liberamente.

Clelia

(parla come inebetita) Ebbene, senza perdere tempo, devi cercare Mario e rimettergli una lettera....

Fonseca

Per ricominciare da capo?!

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Clelia

No, non per ricominciare da capo. Tutt'altro! Ma prima di partire, voglio vederlo.

Fonseca

In ogni caso, non partirai certamente oggi....

Clelia

Sì, oggi.

Fonseca

Se non hai neppure un soldo!

Clelia

(sorridendo lugubremente) Chi te l'ha detto? (Pausa) Mi farai questo piacere?

Fonseca

Ma egli non verrà.

Clelia

Verrà! Scriverò una parola che lo farà venire. Acconsenti? Di', di', acconsenti?

Fonseca

(acconsentendo volentieri) E va bene!

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Clelia

Ah! (Si leva, sfinita, va sino alla tavola, e, poi, mentre scrive in fretta poche parole, parla eccitandosi lievemente:) Sarà facile trovarlo a casa.... Qui scrivo l'indirizzo....

Fonseca

Conosco....

Clelia

È vicinissimo.... Salendo le scale accanto alla chiesa, arriverai in due minuti....

Fonseca

Conosco....

Clelia

S'intende che consegnerai la lettera nelle sue mani e che nessuno si deve accorgere di nulla. (Gli dà la lettera.)

Fonseca

Sta bene. (Scherzando un po', con tristezza) A un bell'ufficio adibisci il tuo medico....

Clelia

I medici non debbono fare che del bene, e tu me ne farai.

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Fonseca

(ricordando la decisione di Angiolina, s'imbarazza.) Senti... se quando viene Mario, qui c'è qualcuno....

Clelia

Chi vuoi che ci sia?...

Fonseca

Non so.... Voglio dire che sarà meglio evitare che qualcuno lo veda con te in questa camera di locanda....

Clelia

Nessuno lo vedrà...

Fonseca

Facciamo così.... Se ricevi, supponiamo, qualche visita —... sia anche quella strega di donn'Angiolina — tu baderai a mettere un panno al balcone affinchè egli aspetti che tu sii sola.... Intanto, io stesso lo avvertirò a voce.... Restiamo intesi?

Clelia

Restiamo intesi, ma non ce ne sarà bisogno.

Fonseca

(andandosene) Arrivederci presto.

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Clelia

(malcontenta) Presto? (Con fine celia malinconica) Ma... i tuoi clienti stanno tutti benissimo?...

Fonseca

Ho capito!... Ritarderò un poco.

Clelia

Non mi dai la mano?

Fonseca

Sì....

Clelia

(stringendogli la mano prolungatamente) Stringi forte, forte....

Fonseca

Sì!... (Preso da un subitaneo timor panico) È strano: mi hai messo un brivido....

Clelia

Vattene ora.... Corri. (Fonseca esce. Dopo un istante di concentrazione, ella, pallidissima, fragile, lenta, solenne, va fino al baule, e, con le spalle rivolte alla porta, ginocchioni, fruga in esso. Trova una boccettina e mormora:) Eccola! (La guarda con gli occhi fissi e spalancati. La mano che stringe la boccettina è tremante. Ella la contempla con evidente paura. Poi, diventa estatica, invasa dal pensiero della morte e del riposo.)

[pg!294]

(Si picchia alla porta.)