SCENA II.

MARIO, CLELIA, TERESA.

Teresa

(dietro la porta in fondo, tossisce forte, e batte all'uscio) Ohè, ci siamo, ci siamo....

Mario

(ne ha un evidente senso di fastidio e di disgusto.)

Clelia

(imbarazzata, s'affretta a ricomporsi, frenando la commozione da cui era invasa.)

Teresa

(entrando e chiudendo presto la porta) Subito, sbrighiamoci. Il signore è per le scale coi suoi amici.... Ho già mandato il servitore a fargli i salamelecchi.

Clelia

(convulsa, a Mario) Tu, un momentino in questo cantuccio. (Lo spinge in un angolo della stanza.) Abbi pazienza, Mario mio.... Quando Teresina t'avvertirà, te n'andrai, come al solito, pel corridoio.

[pg!208]

Teresa

(affaccendata, dando a Mario il cappello e il bastone) Ah! se non prendiamo una casa con due uscite, qui, una volta o l'altra, facciamo il patatrac!

Clelia

(sempre in gran fretta, a Teresa) Taci, ora! (Poi a Mario, dandogli un bacio e guardandolo negli occhi) Ci vediamo domani?...

Mario

(abbassa lo sguardo.)

Clelia

(perplessa) Mario, ci vediamo domani?

Mario

(stringendosi nelle spalle) Non so....

Clelia

Come non sai?...

(Si ode dalla stanza contigua il vocío delle persone che arrivano.)

Teresa

(impaziente, tirando Clelia verso il fondo) Vi vedrete, vi vedrete; ma, adesso, fuori! fuori!

Mario

(a Clelia) Va, va....

[pg!209]

Clelia

(apre la porta — e in quell'istante il vocío giunge più forte —; indi, ella, uscendo, la richiude. Si odono le sue parole dette vivacemente:) Oh! bravi! bravi! (E la sua voce si confonde con quella degli altri.)