SCENA III.

CLELIA, ANGIOLINA, MARIO.

Clelia

(arriva tutta scalmanata, con in mano un mazzo di fiori sciolti e alcuni cartocci. Giungendo, va difilata a dare un bacio a Mario.) Il portinaio m'ha detto che eri qui, e non so perchè mi son messa a correre per le scale, come se non t'avessi visto da una settimana.... Ah!... non ne posso più. (Pone sopra la tavola i cartocci, mette i fiori in un vaso, e si lascia cadere, trafelata, su una seggiola.) Male! Male, Mario mio! Le cose vanno male! Ma non te ne affliggere....

Mario

Si direbbe che vanno bene: hai fatto perfino una provvista di fiori.

Clelia

Me li ha regalati....

Mario

Chi?

Clelia

Un bel giovanotto. Ah! ah! ah! Saresti capace di crederlo?... Me li ha regalati la solita vecchietta.... Ella sa che io non ci posso stare a lungo [pg!162] senza fiori, come io so che ogni tanto una buona colazione la rende felice!... (Rivolgendosi ad Angiolina con dissimulazione) E tu, Angiolina, come sei capitata qui? Che vento ti ha portata da questa parte?

Mario

È inutile di fingere, cara Clelia: lo so che avevi mandato a vendere anche questa vesticciola di lana.... Ti ridurrai come una pezzente da non poter più uscire di casa.

Clelia

(con un sorriso di bontà) Eh! Chi sa! Non tutti i giorni sono uguali! Bisogna sempre sperare! Ma a te, Angiolina, com'è saltato in mente di dire a Mario la faccenda della veste?

Angiolina

Egli mi rimproverava ch'io fossi venuta, e per giustificarmi....

Clelia

Intanto, la veste è qui.... Perchè?

Angiolina

Perchè, signorina mia bella, se vi contentate di poche lire, io farò un'altra giratina e cercherò di venderla; altrimenti è proprio impossibile.

[pg!163]

Clelia

Poche lire! Come sarebbe a dire? Una cinquantina?

Angiolina

Scherzate! Meno di dieci. Per dieci me l'hanno rifiutata.

Clelia

Caspita! Mi arricchirò. Beh! Vendila come meglio puoi. Siano pure otto lire. Saranno sempre guadagnate.

Angiolina

(riavvolgendo la veste nel panno bianco e rimettendosela sul braccio) Volevo poi dirvi, se il signorino permette, un'altra cosa... (timida e prudente) riguardante.... quell'altro abito....

Clelia

(schietta) Quale altro abito?

Angiolina

(vorrebbe spiegarsi con gli sguardi) Ma come?! Non vi ricordate?... (Le si avvicina e le dice all'orecchio:) Vi debbo parlare di premura....

Mario

Alzate la voce, donn'Angiolina! Alzate la voce! Qui non c'è bisogno di far tanti misteri, e, soprattutto,... non c'è bisogno dei vostri servigi. Voi [pg!164] volete mettermi con le spalle al muro, volete. Non mi fate perdere la pazienza.... Ve l'ho fatto capire, sì o no, che mi siete antipatica?

Clelia

(rimproverando con mitezza) Mario!...

Angiolina

Ih! che maniere!... Vi ho messo forse la mano nella tasca?

Mario

No, non me l'avete messa.... (La prende per un braccio conducendola verso la porta) Non me l'avete messa; ma, per ora, andatevene.

Angiolina

(opponendo una lieve resistenza e guardando Clelia come se aspettasse un cenno di risposta) Un momento....

Mario

Andatevene.... (La tiene sempre pel braccio.)

Angiolina

Ma....

Clelia

(con un gesto la prega di pazientare.)

Mario

Andatevene. (L'accompagna sino alla porta, e glie la chiude in faccia.)

[pg!165]