SCENA IV.

ALBERGATORE, CLELIA, CARSANTI.

Albergatore

(dal corridoio, senza mostrarsi) Che è questo chiasso?

Carsanti

Un medico! Presto: un medico!

Albergatore

(comparendo nel corridoio) Ma, insomma, che è accaduto?

[pg!297]

Carsanti

Si è avvelenata... Non c'è tempo da perdere!... Custodite questa camera!... Non fate entrare nessuno!... Andrò io stesso!...

Albergatore

(trattenendolo con prudenza diffidente) Perdonate, signore, voi non vi muoverete di qua. Andrò io, andrò io... Provvederò io.... (Via.)

Carsanti

Ma sbrigatevi, per pietà, sbrigatevi.... (Torna subito a lei) Volete che v'adagi sul letto? (Sta per darle aiuto.)

Clelia

(supplichevole, ma pur rivelando l'antico ribrezzo, come alla fine del primo atto, gli dice:) No, non mi toccate!... Ci vado da me. (Faticosamente, si accosta al letto, e vi si distende quasi di traverso, presa da vertigine.)

Carsanti

(rabbrividendo, mormora amaramente:) Sempre la stessa... sino all'ultimo!

Clelia

(agitando le braccia) Questa culla... questa culla... Toglietemi dinanzi questa culla vuota....

[pg!298]