SCENA V.
CLELIA, MARIO, FONSECA, CARSANTI.
Una voce
Non si può entrare, vi dico!
Fonseca
(di dentro) Siete matti!
Un'altra voce
Basta, signore! Indietro!
(Si odono altre voci confuse.)
Fonseca
(ancora di dentro) Ma io sono il medico! Lasciatemi passare!
Mario
(prima di comparire) Clelia!
Clelia
(scotendosi) Ah!... è lui! (Vorrebbe gridare per chiamarlo, e non può.)
Mario e Fonseca
(si slanciano nella camera, correndo verso il letto.)
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Carsanti
(si ritrae in disparte, sinistramente.)
Clelia
(aggrappandosi a Mario con uno sforzo disperato) Mario! Mario!
Fonseca
(la soccorre, le tasta i polsi, la fronte, lo stomaco.)
(Carsanti e Mario si scambiano un'occhiata di odio.)
Clelia
(soffocando) Ho un fuoco... un fuoco qui dentro... (Si tocca la gola.) Avrei dovuto scegliere un'altra morte...
Mario
(raccapricciato) È terribile!
Fonseca
(cercando attorno urgentemente) Con che si è avvelenata?
Carsanti
(affrettandosi a consegnargli la boccettina del veleno) Ecco.
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Fonseca
(la guarda e la odora appena) Perdio!... Nicotina!... Non arriveremo in tempo! (Esce a precipizio.)
Carsanti
(resta lontano dal letto, guardando sottocchi.)
Clelia
(le convulsioni interiori e gli stringimenti della gola le spezzano la voce e le parole. Il torpore aumenta. Ella fa degli sforzi per udire e parlare.) L'hai visto l'angioletto... nostro?
Mario
Sì, l'ho visto.
Clelia
Com'è bello!... Non dubiti più, ora?...
Mario
No.
Carsanti
(ha preso il cappello, e, rasentando il muro, camminando piano piano, come un'ombra, sta per dileguarsi.)
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Clelia
(chiamandolo sommessamente con un accento amicale) Carsanti, qua.
Carsanti
(le si avvicina un poco.)
Clelia
Carsanti, in questo momento così grave, dite: sono mai stata veramente.... la vostra amante?
Carsanti
(con un tono di vergogna, di dolore e di rispetto) Mai!
Clelia
(abbozzando un lugubre sorriso di trionfo) Grazie. (Pausa. — Poi, quasi affettuosamente) Addio, Carsanti.
Carsanti
(in uno strano misto di commozione e di avvilimento, sentendo di essere un estraneo, si allontanerà, mentre Mario e Clelia si scambieranno le ultime parole. Ma, giunto all'uscio e, apertolo, si fermerà come trattenuto da una forza magnetica e resterà presso lo stipite, fissandoli di sbieco.)
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Mario
(rompe in singhiozzi) Ah! non morire... non morire, Clelia mia....
Clelia
«Tua» hai detto?... Non è vero... Non m'hai voluta... (Parla in una specie di dormiveglia angoscioso, stentatamente, come se avesse la lingua paralizzata. Le sue parole sono interrotte da lievi singhiozzi spasmodici.) E io me ne parto come avevo promesso.... Egli, quando sarà grande,... non dovrà arrossire di... sua... madre... Soffoco.... (Le si offusca la vista, poi il bulbo degli occhi le biancheggia nelle orbite. — Lunga pausa) E tu sarai onesto, felice... con lei.... Sposala.... Dille... che... (le manca la voce)... che le raccomando... nostro... (Dopo un breve rantolo, s'irrigidisce, fra le braccia di Mario, morta.)
Mario
(la contempla atterrito, senza parlare.)