SCENA V.
CLELIA, ANGIOLINA, indi CARSANTI.
Clelia
(si sente male; le manca il respiro; è abbattuta.) Ahi!... Ahi!... (S'alza, va fino alla tavola apparecchiata, e beve avidamente il vino già versato nel bicchiere. Quindi, respira come si sentisse meglio. — Resta assorta, in piedi, con le spalle voltate alla porta.)
Angiolina
(entra, non vista, circospetta) Io sono qui.
Clelia
(voltandosi) Hai venduto l'abito?
Angiolina
Ma che abito!! (Sempre guardinga) Ero abbasso a far la spia. Appena il signor Mario è uscito, io ho infilato il portone. Non sono sola. C'è per le scale il signor Carsanti.
Clelia
(scattando con violenza) E chi t'ha dato il permesso di condurmi questo seccatore?
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Angiolina
Nessuno! E se dovevo aspettare che me lo deste voi il permesso, sarei stata fresca! (Umilissima) Ma quel poveretto mi ha tanto pregata, che io ne ho avuto pietà. E poi non è un appestato, che diamine! Almeno state a sentirlo per cinque minuti. Non vi costa niente. E diteglielo voi stessa in faccia un bel no come glie lo avete mandato a dire tante volte per mezzo mio.... E allora se ne persuaderà e lascerà in pace voi e me. (Esplodendo) Oh! io sono stanca di andare e venire ogni giorno inutilmente! (Mutando tono) Lo posso fare entrare?
Clelia
Bada che lo tratto male!
Angiolina
Trattatelo come volete: io me ne lavo le mani. (Corre verso la porta.)
Clelia
No, Angiolina: ti proibisco....
Angiolina
Meglio levarselo d'attorno una volta per sempre. (Sull'uscio, a voce bassa) Ehi, ehi, signor Carsanti....
Clelia
«Ti proibisco» dico!...
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Angiolina
(senza darle retta) Signor Carsanti, favorite... favorite.... La signorina ha acconsentito a ricevervi....
Clelia
(non ha l'energia di ribellarsi, ed esclama quasi tra sè:) Bugiarda!
Angiolina
(facendo strada a Carsanti) Avanti... Avanti....
Clelia
(si concentra nella rabbia e nella debolezza.)
Angiolina
(chiude l'uscio non appena Carsanti è entrato.)
Carsanti
(timidamente) Grazie d'avermi finalmente concesso....
Clelia
(severa) Non c'è da ringraziarmi, perchè non ho concesso nulla. Ho tollerato che voi entraste soltanto per dirvi... per pregarvi di non importunarmi più.
Carsanti
(paziente e galante) È dunque un odio?
Angiolina
(resta indietro vigilando.)
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Carsanti
Ma che cosa ho fatto io per essere da voi odiato?... In altri tempi, una persona come me non sarebbe stata odiata da voi: anzi voi l'avreste accolta con cortesia, con molta cortesia....
Clelia
(crudamente) Che ne sapete voi?...
Carsanti
Suppongo.
Clelia
Non avete il dritto di fare delle supposizioni sul conto mio.
Carsanti
Perdonate.... Non ho la menoma intenzione di offendervi, nè d'irritarvi....
Clelia
E allora perchè siete venuto mio malgrado?
Carsanti
Perchè... ho avuto in mente di fare una buona azione.
Clelia
Quale?
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Carsanti
(sempre timidamente) ...Io so che le vostre condizioni finanziarie non sono floride; io so che siete stata obbligata a vendere i pochi abiti che vi restavano; io so che menate una vita di privazioni, di sagrifizii, di torture; io so che avete dei debiti....
Clelia
Non è vero! In ogni caso, ciò non vi riguarda: io non vi conosco!
Carsanti
E io desidero che mi conosciate. La buona azione che intendo di compiere basterà, spero, a rendermi meno ignoto. (Pausa.) Per una donna come voi, abituata al lusso e alla spensieratezza, per una donna così bella, così fine, così preziosa, la miseria... è un'offesa! E io voglio, a qualunque costo, comprendete, a qualunque costo, voglio salvarvi dalla miseria....
Clelia
Non lo potete!
Carsanti
Sono ricco....
Clelia
Ma non vi amo.
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Carsanti
(con un sorriso maligno, sommessamente) Non è stato poi sempre necessario che amaste per....
Clelia
(interrompendolo e smettendo un po' l'aria burbera) Ma ora, vedete, non sono più la stessa.... Signore, apprezzate la mia franchezza: non vi amo (recisa) e non potrei essere da voi posseduta mai! Ve lo chiedo in grazia: non insistete.
Carsanti
(insinuante) Io insisto....
Angiolina
(non vista da Clelia, gli fa dei cenni come per ricordargli il consiglio datogli, di fingersi, cioè, un semplice benefattore.)
Carsanti
(non intende bene, e a ogni parola guarda Angiolina per secondarla) Voi non siete più la stessa? Lo credo.... Voi non mi amate, voi non potete essere mia?... Sta bene. E se io... offrendovi il mio appoggio... non vi chiedessi che... la vostra....
Angiolina
(approva e lo incoraggia, coi gesti, a continuare.)
Carsanti
... che la vostra amicizia?
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Clelia
(si stringe nelle spalle sorridendo d'incredulità.)
Angiolina
(accorgendosi che la conversazione piglia una piega amichevole, vorrebbe lasciarli liberi) Io, intanto, me ne vado a sbrigare qualche faccenda.... Torno più tardi.
Clelia
(presa dal panico) No, Angiolina. Resta qui! (Le si avvicina repentinamente per trattenerla, le si aggrappa alla veste e le dice sottovoce:) Ma se viene Mario, qui scoppia una tragedia.... (Sussultando di spavento) Ah! mi pare la sua voce! (Va alla finestra e guarda giù, trepidante.)
Angiolina
(ne profitta per accostarsi a Carsanti. Parlano tutti e due sommessamente.) Battete sempre sull'amicizia; ve lo avevo detto: battete sempre sull'amicizia.
Carsanti
Ma non mi crederà. Che diamine! Non mi crederà....
Angiolina
Glie lo faccio credere io.... Lasciate fare a me. Adesso glie ne do a bere una delle mie. Tutto sta a preparare la trappola; — e quando sarà in trappola dovrà cedere.
(Si staccano subito perchè Clelia si è voltata.)
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Clelia
(rassicurata) No, non è lui.... Che batticuore!....
Angiolina
(le si avvicina.)
Carsanti
(per discrezione, si allontana guardando i muri.)
Angiolina
(a Clelia, sottovoce) Spicciatevi! Ma come? Non avete ancora capito?
Clelia
Che cosa?
Angiolina
(misteriosamente) Che un uomo di questa specie si trova una sola volta in vita. Non vi accorgete che è uno di quelli che... con le donne... non hanno niente da concludere? (Guarda Clelia negli occhi per scorgere l'effetto della sua menzogna.)
Clelia
(reprimendo la gioia) Davvero?!
Angiolina
Ssss! zitta! (Poi, alzando la voce) Una volta che debbo restare, piglio aria alla finestra. (Si mette alla finestra, canticchiando.)
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Carsanti
(a Clelia) Dicevamo, dunque.... Se io non vi chiedessi che un poco d'amicizia?
Clelia
(fissandolo) Signor Carsanti, pensate che io sia una donna da potersi canzonare?
Carsanti
Non lo penso. Io vi parlo con tutta la lealtà d'un perfetto galantuomo. (Continua con simulazione:) È una stranezza ciò che vi propongo; ma io sapevo già che voi non m'amate e che non volete amarmi, e avevo risoluto di ottenere da voi, comunque, il permesso... di farvi del bene. (Egli le si accosta troppo. Ella lo scansa.) Amicizia?... (Fingendo di contentarsene) Vada per l'amicizia. Voi non dovete che accettare tutto quanto io vi offro.... Io vi farò abitare come una gran dama; io metterò a vostra disposizione il mio avere;... io interpreterò i vostri bisogni, i vostri desiderii, i vostri capricci, e li soddisferò, e sarò sempre ai vostri piedi, umile, devoto, rassegnato....
Clelia
(che lo ha ascoltato trasalendo all'idea della ricchezza, lo interrompe) Rassegnato?
Carsanti
A tutto!... (Con trepidazione) Fuorchè a essere ridicolo in faccia al mondo.
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Clelia
(fredda) È dunque la vanità che vi rende così generoso?
Carsanti
(cinico) E se ciò fosse, che ve ne importerebbe?... (Cambiando tono) Ma è anche l'amore. Per il mondo, desidero che siate ufficialmente la mia amante; — per me, per il mio cuore, desidero che non siate l'amante di un altro.
Clelia
Siete più esigente che non crediate. (Pausa.) Non avete altre concessioni a fare?
Carsanti
(grave) No, signora.
Clelia
(tormentandosi nell'incertezza, con gli occhi bassi) E siete sicuro di mantenere la vostra parola?
Carsanti
Ne sono sicuro. (Sogghigna senza lasciarsi scorgere.)
Angiolina
(canticchia più allegramente.)
Carsanti
Acconsentite? (Pausa. Poi, con voce affabilissima) Non più debiti, non più sagrifizii, non più [pg!189] l'urgenza di costringere la delicata personcina forse anche alla volgarità del lavoro materiale..., e non più il pericolo di dovere obbedire, un giorno o l'altro, a una più dura necessità e di dovervi arrendere, non si sa mai, a qualcuno che sia meno buono, meno affettuoso, meno ricco e più esigente di me. Acconsentite?
Angiolina
(con un grido di spavento) Madonna santa, il signor Mario!
Clelia
(avendone una scossa violenta) Mio Dio, che avverrà adesso?!...
Carsanti
Il vostro amante!
(Tutti sono in orgasmo.)
Clelia
Sì, lui... Cioè no.... Ma adesso, che avverrà?.. Ho paura... ho paura....
Angiolina
(spiando alla finestra, in preda all'emozione) Non sale ancora le scale.... Se tornasse indietro!... Parla con un uomo grasso....
Clelia
Il padrone di casa....
[pg!190]
Angiolina
Si abbaruffano un poco.... Se si picchiassero, sarebbe una fortuna!... Aspettate.... Il signor Mario cava di tasca del danaro, e glie lo dà.
Clelia
(quasi fra sè, tremando) Ha venduto il quadro....
Angiolina
Si stringono la mano.... Siamo perduti.... Il signor Mario sale!
Clelia
Dio! Dio!... T'ha vista?
Angiolina
No.
Clelia
E allora... entrate tutti e due in questa stanza... (Sulla soglia della porta a destra) Signor Carsanti, scusate il disordine....
Angiolina
(afferrando Carsanti pel soprabito) Venite con me, voi.... (A Clelia — affaccendata ed emozionata) Mandatelo via subito!... Già, (all'orecchio) una volta dovete dirglielo: il meglio è che glie lo diciate ora. Così non ci pensiamo più....
Clelia
(confusa e perplessa) Sì, hai ragione: Meglio ora....
(Si ode una forte scampanellata.)
[pg!191]
Angiolina
Misericordia!... (A Carsanti, quasi trascinandolo) Venite, venite con me.
Carsanti
(prima di entrare a destra — a Clelia) Siamo d'accordo?
(Un'altra scampanellata. — Angiolina e Carsanti entrano a destra.)
Clelia
Eccomi! (Va ad aprire l'uscio di fondo.)