SCENA VI.

CLELIA e MARIO.

Mario

(avanzandosi tutto gaio) Dormivi?

Clelia

No... Ero lì, sul letto... con un po' di mal di capo.

Mario

Ora te lo faccio passare io con un bel bacione (glie lo dà) e una buona notizia. Ho ceduto il ritratto... della scimmia... al mezzano imbroglione, che lo venderà, per conto suo, come quadro di Morelli o di non so chi; e questa cessione mi ha messo in grado di tappar la bocca al padrone di casa [pg!192] e di versare nella cassa del nostro amore l'ingente somma di cinquanta sette lire e cinquanta centesimi. Ecco qua. (Mette il danaro sul tavolino.) Siamo ricchi, perbacco! L'età dell'oro è cominciata!

Clelia

(dissimulando lo spasimo dell'anima nell'asprezza eccessiva) E per tua madre?

Mario

(imbarazzato) Ci ho il resto.

Clelia

Mentisci.

Mario

Clelia, perchè questo tono così acre? Se pure mentissi, non dovresti tu rimproverarmene....

Clelia

Il tuo primo dovere è di soccorrere tua madre.

Mario

Hai ragione.

(Pausa.)

Clelia

Io non debbo tollerare che quella povera signora malaticcia mi sia sacrificata... Riprendi quel danaro.

[pg!193]

Mario

(guardandola in faccia, riprende lentamente il danaro e lo intasca.) Ma tu hai qualche cosa contro di me.

Clelia

(con voce buona e commossa) Contro di te.... No, Mario mio. No! no! (Frenando la commozione e quasi con accento severo) Ma il fatto è che, per causa mia, tu trascuri la tua arte, trascuri la tua mamma....

Mario

Avanti... Continua... (Fissandole negli occhi uno sguardo intenso) Continua....

Clelia

(rabbrividendo) Mario, non guardarmi così....

Mario

Ma perchè non continui?...

Clelia

... Mi fai paura....

Mario

Paura?...

Clelia

Non guardarmi così.... (Impaurita, retrocede.)

[pg!194]

Mario

(scattando disperatamente) Ah! perdio! Non c'è più dubbio, tu hai deciso di lasciarmi!

Clelia

(sempre più tremebonda, con voce soffocata) Mario... Mario, non battermi, non farmi del male..., non sputarmi in faccia,... non dirmi niente.... Ti spiegherò tutto,... ti spiegherò tutto... Ora non so parlarti.... Ti scriverò.... Sii ragionevole.... Pietà di me.... Ti scriverò.... Sono una creatura debole.... Non battermi, no, non battermi... (Retrocede e si rincantuccia in atto di preghiera.)

Mario

(fremendo, si è trattenuto a stento, ed ora le si accosta molto vicino, e, con voce soffocata, le dice in faccia:) Sgualdrina!

Clelia

Mario....

Mario

Sgualdrina!

Clelia

Non chiamarmi «sgualdrina»!

Mario

Lo hai trovato l'imbecille che ti paga bene....

[pg!195]

Clelia

Taci....

Mario

E dimmi che non è vero.... Dimmelo! Dimmelo!... (Quasi lasciandosi vincere dalla speranza e dalla tenerezza) Clelia, te ne scongiuro, dimmi che mi sono ingannato, dimmi che son pazzo e che mi amerai sempre....

Clelia

(guardando con la coda dell'occhio la porta a destra, spingendolo paurosamente lontano da questa e fiatando appena) Ti amerò sempre, non amerò che te, sarò soltanto tua, sempre; ma vattene.

Mario

Mi scacci?

Clelia

(supplichevole) Vattene....

Mario

(al colmo dello sdegno) Ah!... Orribile! Orribile!... E giacchè tu mi scacci, io non ho più nulla da sapere. (Prende il cappello. — Ha un ultimo barlume di speranza) Clelia?... Addio?... (Aspetta invano; e, prima di uscire, le torna a dire con violento disprezzo:) Sgualdrina! (Esce.)

[pg!196]

Clelia

(va fino alla porta di scala. Trafitta, avvilita, indietreggia un po' e, singhiozzando, cade sulla sedia.)