SCENA VI.

FEDERICO, ALBERTO, MANINA.

Manina

Avete predicata la morale, la vostra morale! Ma tutte parole al vento. Almeno per me. Io, ne ho un'altra. Quell'uomo lì, purtroppo, si convince di quello che dite voi....

Alberto

(che è sulle spine, la guarda come per pregarla di non commettere imprudenze e di tacere.) Sss!...

Manina

Ma io no!

Federico

(ad Alberto:) Lo vedi che ricomincia?

Alberto

Aspetta.

Manina

(al marito:) Sì, aspetta che egli adoperi tutta la sua eloquenza, tutto il suo fascino, per riunirci. Aspetta che egli ci faccia muovere come delle marionette!...

Alberto

Prego, signora: io non ho altro scopo che di compiere una buona azione!...

Manina

A beneficio di vostra moglie!...

Federico

(ad Alberto:) Come?!... A beneficio di tua moglie?!

Alberto

(lanciando uno sguardo di rimprovero e d'imposizione a Manina) Già! Lei dice, capisci?... Dice così... dice così.... Dice che io tema... che la vostra separazione dia un cattivo esempio a mia moglie. Ma qui si sbaglia! Rosetta è una bonacciona. Non si separerebbe da me neppure con le cannonate!

Manina

Come mio marito!

Federico

Tu t'inganni a partito, mia cara. Oramai, io sono felicissimo che tu mi tolga l'incomodo.

Alberto

(in mezzo, tra Federico e Manina) Modera i termini, Federico!

Manina

Lasciate che cominci a pensare col suo cervello!

Alberto

Sono delle brutalità che certamente egli non pensa e non sente!

(Si animano sempre di più tutti e tre, alzando la voce, avvicinandosi e gesticolando.)

Federico

Io le penso, le sento, le dico e le ridico!

Manina

Ed io le ascolto con entusiasmo e me ne faccio una festa!

Alberto

Signora Manina!

Federico

(a Manina:) La tua superbia mi ha nauseato!

Manina

La tua nausea mi solleva lo spirito!

Alberto

Ma siete matti!

Federico

Io non resterei con te neanche se tu me ne pregassi in ginocchio!

Manina

E io con te neanche se tu tentassi di costringermi con un coltello alla gola!

(Tutti e tre insieme gridano, concitatamente, cercando ognuno di levar la voce più degli altri.)

Federico

E perchè, perchè dovrei io costringerti a restarmi vicino, se mi fai l'effetto d'una serpe, di una vipera? E mi sembri anche brutta. Mi sembri brutta come un accidente! Tu credi che non ci siano altre donne sul mondo? E se pure non ce ne fossero più, tu credi che io, pel gusto di averne una, subirei ancora la tua prepotenza, i tuoi capricci, i tuoi nervi, la tua cattiveria, la tua perfidia, il tuo veleno, la tua infamia? No che non la subirei. No, no, no, no. Oh!

Alberto

Ma io sono veramente meravigliato e scandalizzato di questi eccessi indegni di due persone per bene, che hanno, se non altro, il dovere di rispettarsi. Io comprendo, sì, io comprendo l'eccitamento eccezionale di cui siete vittime tutti e due, e ammetto perfino che si ecceda, ammetto che si trascenda.... Ma a tutto c'è un limite, vivaddio!... Io vi prego, io vi supplico, io vi impongo di tacere! Basta, signora Manina!... Basta, Federico!... Basta, basta, basta, basta, basta, basta! Oh!

Manina

Non ne posso più d'un uomo insensato, incretinito, attaccaticcio, che non vede, che non guarda, che non ode, che non capisce e non capirà mai niente! Sono stanca, sono stufa di un fantoccio che mi importuna, che mi annoia, che mi vuole, che mi si mette tra i piedi, che mi fa impazzire. Non ne voglio più sapere della sua bontà e del suo Codice, non ne voglio più sapere della sua balordaggine. Non voglio, non voglio più saperne di nulla. No, no, no, no. Oh!

(Con moto simultaneo, Manina e Federico si allontanano l'uno dall'altra e ai due estremi della camera prendono una sedia e seggono, voltandosi le spalle scambievolmente. Alberto va fino in fondo, poi torna, prende anche lui una sedia e siede nel mezzo, fra i due coniugi.) — (Un lungo silenzio.)

Alberto

(quasi fra sè:) E così, tutto è accomodato! (Ancora pausa. Indi, pazientemente, s'alza, s'accosta a Federico e gli dice piano:) Se fosse lei che venisse a te, come tu avevi stabilito, saresti davvero disposto a fare la pace?

Federico

(sommessamente — burbero) Se fosse lei che venisse a me?... Ci sarei disposto, sissignore.

Alberto

Be', sta tranquillo e aspetta. (Si abbottona il soprabito e, coraggiosamente, solennemente, si accosta a Manina. Poi, forte, a Federico:) Tu sei pregato di non ascoltare perchè ho da dire qualche cosa in segreto a tua moglie.

Federico

Io mi tappo addirittura le orecchie. (Ostentatamente, se le tappa con le mani.) Ecco.

Alberto

(pianissimo, a Manina:) Mi credi tu un uomo capace di mantenere i suoi giuramenti?

Manina

(pianissimo anche lei) Io ti credo capace... di tutto! Sbrighiamoci.

Alberto

(sempre a bassa voce, ma sottolineando le parole) Ebbene, senti. Ti giuro... che se ti separi da tuo marito, io ti pianto!

Manina

(ha un sussulto violento.)

Federico

Hai detto?

Alberto

Sì.

Federico

(non ha udito perchè ancora ha le orecchie tappate. E ripete:) Hai detto?

Alberto

(con un grido) Sìiii!

Federico

(lascia cadere le mani, liberando le orecchie.)

Alberto

(incrociando le braccia al petto, aspetta ansiosamente il risultato del supremo tentativo.)

Manina

(ingoiando la rabbia, gettando ad Alberto occhiate feroci, convellendosi, mordendosi le labbra, si alza, e, lentamente, va alle spalle di Federico. Cerca di parlare:) Feder... Federico.... (Le manca la voce.)

Federico

Cosa c'è?!

Alberto

(le si fa d'appresso, incitandola con molta mellifluità nell'accento e con gli sguardi minacciosi di chi sa di poter essere obbedito.) Andiamo, signora Manina!... Ma già, si sente che siete pentita....

Manina

(gli afferra un braccio e gli dà un pizzicotto terribile.)

Federico

(senza voltarsi) Io, in verità, non sento niente.

Alberto

(contraendo il volto per il dolore) Io, sì!... Animo, dunque, signora Manina!...

Manina

(soffocando di sdegno represso) Federico... io ci ho ripensato.... Noi....

Alberto

Benissimo!

Manina

Noi non ci separeremo!

Federico

(alzandosi giubilante e abbracciandola) Ora sì che dimentico tutto! E ti perdono tutto! Vedrai, vedrai che saremo ancora tanto felici! Vedrai che sarò un marito impareggiabile! Vedrai che.... (Cambiando tono a un tratto, e rivolgendosi ad Alberto) Ma, a proposito, come hai fatto?

Alberto

Ah, questo, poi, non te lo posso dire!

Manina

(tra sè:) Che canaglia!

(Sipario.)

Fine della Commedia.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (subito/sùbito e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.