SCENA VIII.
Cappelli — Marino — La Giliardi.
La Giliardi
Se disturbo posso anche tornare.
Cappelli
Non disturba affatto.
La Giliardi
Mi era parso.
Breve silenzio.
E così, professore, la marchesa?
Marino
È andata.
La Giliardi
Marino
Niente raccomandazione per il nipote. Altra roba.
La Giliardi
Meglio così. Bella, eh?
Marino
Sì, sì, bella.
La Giliardi
Cappelli, ringrazi.
Cappelli
seccato, cercando di evitare.
Che c'entro io?
La Giliardi
non cede e incalza.
Non è un ammiratore? Scommetto ne avete parlato sino ad ora!
A Cappelli.
E lei s'è interrotto quando mi ha visto apparire. Ma ci sto anch'io a cantarne le lodi, che diavolo! È una civetta della specie più pericolosa, ma....
Cappelli
Lei non dica sciocchezze.
La Giliardi
Sciocchezze?
A Marino.
Giudicherà lei, quando la conoscerà meglio, se dico sciocchezze. A meno che anche lei non perda la testa. E la perderà, è probabile: è l'omaggio di rito. Anche lei cadrà in ginocchio. Ma badi che la signora marchesa non è di quelle che si compromettono. È di quelle che prendono, lei: non di quelle che dànno.
Cappelli
quasi la investe.
Io non arrivo a capire questa sua sfuriata a freddo.
La Giliardi
Scommetto che Serralunga capisce.
Marino
Io le assicuro che....
La Giliardi
va avanti senza badargli.
Figuriamoci se Del Basso non l'ha sùbito informato!
Marino
Io le giuro....
La Giliardi
Ma sì, di me col signore.
Indica Cappelli.
Cappelli
cercando d'imporsi.
Ora basta, eh? Lei forse non se ne accorge, ma tutto quello che dice e che fa adesso è grottesco e di pessimo gusto.
La Giliardi
E lei? Anche lei! Anche lei, che mezz'ora fa, davanti ai colleghi mi ha chiesto perchè non sposo il Burlandi, che mi consigliava a sposare il Burlandi. Lei lo sa, il perchè. Perchè io non porto a un galantuomo gli avanzi di nessuno, io non imbroglio nessuno.
Cappelli
la investe ma è addolorato più che offeso.
Che cosa vuole da me? Vuol proprio una spiegazione? Meglio che ci sia un testimone. — Non erano offensive od ironiche le mie parole di prima. Per lo meno la mia intenzione era un'altra. Dissero — io non lo sapevo — che un signor Burlandi la vuole per moglie. Poichè — in altri tempi — io avevo avuto la sorte d'interessarla — non sono stato io a raccontarlo a Serralunga: lo ha detto lei — e poichè tutto è finito — non per volontà mia — lei lo sa — mi pareva un dovere dichiararle — sia pure di sfuggita, in forma leggera quasi scherzosa — ch'io la consideravo perfettamente libera di sè.
La Giliardi
Ah! lo so. Lei m'ha sempre considerata libera. Perchè lei si è sentito libero sempre. Ma la mia con lei non è stata un'avventura, per me. Per lei, sì, per me no. Uomini cui piacessi per divertirmi, non avevo che da scegliere. Ma io non vedevo che lei, non amavo che lei. E solo in apparenza, io ho voluto finire, ma in realtà è stato lei.
Cappelli
debolmente.
Io?
La Giliardi
Che crede? che non sapessi, che non vedessi? Mi ero voluta illudere e tacevo, ma si sopporta fintanto che si spera di salvare comunque un brandello d'amore. Trattenendolo a forza non salvavo nulla; nemmeno la mia dignità. E così, tornando a Salduggio, dopo mesi, dopo poche lettere gelide ho detto: basta e ho voluto finire. Lei è tornato qui da quindici giorni: così, per convenienza o per abitudine, ha tentato, una volta, di riprendere. Ho detto di no: non mi ha chiesto nemmeno il perchè, tanto era contento di riscattarsi, di tornare finalmente sincero.
Cappelli
dopo un breve silenzio.
Ebbene: se anche tutto questo fosse vero....
La Giliardi
È vero.
Cappelli
Se anche fosse vero, non occorre mischiare il nome di persona che non ha nulla a che fare con queste nostre miserie.
La Giliardi
Non ha nulla a che fare? Perchè mentisce ora? Se è stato con me ma non pensava che a lei? se non ha amato, se non ama che lei? Neghi, se può!
Cappelli
accennandole a tacere.
La prego. La prego. — Tu Serralunga, ti fermi ancòra? A più tardi.
Esce.