SCENA SECONDA
Assunta — donn'Emilia e dette
Assunta entra per la prima, quasi in fretta, e dà uno sguardo attorno come se cercasse qualcuno: poi viene più avanti, disillusa. Entra donn'Emilia, dimessamente vestita e con aria triste, un ombrello in mano e il manicotto. Cerca una sedia e si mette a sedere, con le spalle rivolte al comò. Resta silenziosa e pensosa.
Assunta
(a Olimpia, buttando la giacca sul tavolo)
È bbenuto nisciuno?
Olimpia
I' nn'aggio visto a nisciuno... (alle ragazze) Neh, picceré, è benuto quaccheduno?
Rachele
No...
(Le altre spallucciano)
Assunta
(seccata, nervosa)
E che facite ccà? State ancora ccà?!..
(Accende il lume sul comò. Donn'Emilia prende una seggiola e siede a destra pensosa).
Olimpia
E si nun venivene vuie! (a Michelina, che è salita sulla tavola e fa per smorzare il lume) Stuta, stu'!...
Assunta
(agitata, va a guardare accanto alla credenza)
E chillo mbrello ca stava ccà, chi s' 'ha pigliato?
Olimpia
Qua' mbrello? (si volta alle compagne come per interrogarle).
Michelina
(che ha smorzato il lume e scende dalla tavola)
Sì, ce steva nu mbrello. Ll'aggio purtato dinto... (indica la stanza interna).
Assunta
(va a quella porta e l'apre. Ne esce subito con un ombrello che appoggia accanto alla credenza).
(Un silenzio. Le ragazze si guardano in faccia e si fanno segno, come per incoraggiarsi a andar via).
Olimpia
(decidendosi)
Onn'Assù, nuie ce ne jammo. Ve lassammo 'a bona nuttata. E facite buono Natale!
Assunta
(la guarda e tentenna il capo)
Ernestina
Buono Natale, 'onn'Assù!
Rachele
Bonasera. Buono Natale!
Assunta
(mentre le ragazze escono salutando)
Grazie. Bonasera. Buono Natale pure a vuie...
Michelina
'Onn'Assù, io 'a chiudo 'a porta?...
Assunta
Chiude, chiude.
(Tutte le stiratrici escono. La porta si chiude. Si sente per un po' il loro chiacchierio fuori e qualche risata. Poi silenzio).