NATIVITÀ.
Perch'io ti vedessi appena nata,
o piccola cosa,
son venuti a chiamarmi,
perchè ti salutassi
con il mio sorriso,
o appena nata.
Ho interrotto la pagina,
sospesa alla parola innocenza:
dicevo l'innocenza della natura,
della mia natura femminea,
passione, meditazione.
Nel rustico stanzone
ti dibattevi non ancor fasciata;
m'hanno mostrato il tuo sesso
poi, composta la prima volta nei lini,
t'hanno,
di braccia in braccia
passata
sino alle mie.
Dimentico le stelle,
o nata di sera,
vedute venendo,
dimentico la pagina sospesa
e tutte l'altre attese.
Guardo i tuoi occhi,
che sembran guardarmi,
e le aperte manine,
meravigliate meraviglie,
e ti sento,
o venuta a me per quest'istante solo,
viva fra le mie braccia e sotto il mio sguardo
come non sarai più mai nei cent'anni augurati,
non nell'ora dell'amore nè in quella dell'agonia,
mai più così accesa
dinanzi ad una mente,
mai più
così nel tuo mistero
religiosamente baciata.
E nostalgia
per sempre forse t'accompagnerà,
di me, d'un'ignota sera trasfigurata,
o appena nata....
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