SCENA V.

GUIDO, FRANCESCA e Detti.

FRANCESCA.

(Prima di uscire.)

Padre!

Stringer l'arme li veggio.

GUIDO.

(Vuol prima trattener Francesca; quindi si frappone tra Paolo e Lanciotto.)

Ferma.—Ah, pace,

O esacerbati spiriti fraterni!

PAOLO.

Più della vita mi togliesti: poco

Del mio sangue mi cal, versalo.

FRANCESCA.

Il mio

Sangue versate: io sol v'offesi.

GUIDO.

Oh figlia!

LANCIOTTO.

Il sacro aspetto di tuo padre, o iniqua,

Per tua ventura ti difende. Statti

Fra le sue braccia: guai s'ei t'abbandona!

Obblierò che regia fu tua culla:

Peggio di schiava tratterotti. Infame

È l'amor tuo: più d'una schiava è infame

Una moglie infedel... Questa parola

Forsennato mi rende. Io tanto amarti,

Tanto adorarti, e tu spregiarmi?... Altero

Ho il cor, nol sai? tremendamente altero:

E oltraggi v'han, che perdonar non posso.

Onor mel vieta... Onor? che dissi? noto

Questo nome t'è forse?

GUIDO.

Arresta.

LANCIOTTO.

Io intendo,

Io dell'onor l'onnipossente voce:

Nè allorch'ei parla, più altra voce intendo,

E vibro il ferro ovunque accenni.

FRANCESCA.

Ah padre!

Ei non m'uccide, uccidimi tu, padre!

LANCIOTTO.

Vaneggio?... Voi raccapricciate?...—Oh Guido!

Quando canute avrò le chiome anch'io,

E vivrò nel passato, e freddamente

Guarderò i vizi e le virtù mie antiche...

Anche allor rimembrando un'adorata

Sposa che mi tradia, tutta l'antica

Disperata ira sentirò nel petto,

Ed imprecando fuggirò col guardo

Verso il sepolcro, onde mie angosce asconda.

Ma non verrà quel dì. Verso il sepolcro

Mi precipita l'empia oggi: del mio

Vicin sepolcro già il pensier l'allegra:

Di calpestarlo essa godrà... Seco altri,

A calpestarlo verrà forse!

FRANCESCA.

Oh cielo!

Dammi tu forza, ond'io risponda.—Io sorda

Alle voci d'onor... Se Paolo amai,

Vil non era il mio foco: Italo prence,

Cavalier prode, altro ei per me non era.

Popoli e regi lo lodavan. Tua

Sposa io non era... Ah, che favello? Giusto

È il tuo furor; dal petto mio non seppi

Scancellar mai quel primo amor! E il volli

Scancellar pur... Con quell'arcano io morta

Sarei, se Paolo or non riedea, tel giuro.

PAOLO.

Misera donna!

FRANCESCA.

A lui solo perdona;

Non al mio amante, al fratel tuo perdona.

LANCIOTTO.

Per Paolo preghi? Oh scellerata!...Uscirne

Di queste mura ambi credete? Insieme

Di riunirvi concertaste. Al padre

Di rapirti fors'anco ei ti promise.

PAOLO.

Oh vil pensier!

LANCIOTTO

Io vil?—Partirà l'empia

Sì; ma più te mai non vedrà.—Di guardie

Si circondi costui. Passo ei non muova

Fuor della reggia.

PAOLO.

Tanta ingiuria mai

Non soffrirò nel tetto mio paterno.

(Vuol difendersi.)

LANCIOTTO.

Tuo signor sono. Quel ribelle brando

Cedi.

PAOLO.

(Oppresso dalle guardie.)

Fratel... tu disarmarmi... Oh come

Cangiato sei!

FRANCESCA.

Pietà!... Paolo!

PAOLO.

Francesca!

LANCIOTTO.

Donna...

GUIDO.

Vieni; sottrati al furor suo.