QUI SI FA MENZIONE DI MOLTI LUOGHI SANTI E DI GRAN DIVOZIONE.
E per questi gradi montò il nostro Signiore quando portò la croce sopra sè; e di sotto a questi gradi è una capella, ove cantono messa preti indiani, ma non sicondo la nostra legge, ma sicondo la loro; che ogni volta che fanno el sacramento dell'altare, egliono lo fanno di pane, dicendo el Pater nostro con alcune altre orazioni, e le parole del sacramento, perchè egli non fanno alcune delle addizione fatte pel papa; ma assai divotamente cantono. E ivi apresso è il luogo dove, per lo portare della croce, essendo il nostro Signiore istracco, si riposò. Inverso la chiesa del santo sepolcro è più debole la città che non è altrove, pel gran piano che è tralla chiesa e 'l muro della città e fra la valle di Iosaffat, la quale toca le mura a modo d'una gran fossa. Di sopra della fossa della città si è la chiesa di santo Stefano, ove fu lapidato; e ivi dallato è la porta dorata, la quale non si può aprire. Per questa porta entrò el nostro Signiore el dì di pasqua d'ulivo insu nuno asino; e, quando volle lui andare al tempio, le porte s'aprirono verso lui; e ora appare ogni passo dell'asino in tutti i luoghi de' gradi, che sono di pietre durissime; e innanzi alla chiesa del santo sipolcro sono CCº. torse[53]. Inverso el mezo dì è el grande spedale di santo Giovanni, dal quale e cavalieri di Rodi ànno lor principio. Ivi dentro dal palagio di questo spedale sono CºLXIIII. pilastri di pietra, e nel muro del palagio, oltre a questi, ve ne sono LIIIIº. che sostengono la chiesa chiamata nostra Donna maggiore. E ivi, assai d'appresso, è un'altra chiesa, chiamata nostra Donna latina. E ivi Maria Cleofe e Maria Maddalena si scapigliorono, quando il nostro Signiore fu posto in croce. E di là dalla chiesa del santo sipolcro, verso oriente, è una bellissima casa ritonda, alta, coperta di piombo, e d'intorno vi sono grandissime piaze sanza case; ed è tutta la piaza lastricata di marmo bianco; e i saracini non vi lasciono entrare nè cristiani nè giudei, però che e' dicono, che così brutta gente non debono entrare nè tocare così fatto luogo. Ma io v'entrai, e altrove, dove i' volli, per la virtù delle lettere del Soldano, ne le quali era speziale comandamento a tutti e suoi sudditi, che loro mi lasciassino entrare dove che io volevo, e generalmente a fare quelo che io volevo, salvo cosa che fussi contro alla reale degnità del Soldano e della sua legge.