DEGLI IDOLI DI QUESTA GENTE E DELLA GRANDE DIVOZIONE CH'EGLI V'ÀNNO.
Item, san Tomaso giace in una bella e grande chiesa, la quale è piena di grandi simulacri, cioè di immagini di idoli loro, chiamati dii; delle quali la minore è per grandeza come due comuni uomini; e infra l'altre è una immagine assai maggiore dell'altre, tutta coperta d'oro e di pietre preziose e è a derisione de' falsi cristiani[18] rinnegati, et è sopra una cattedra molto nobile; e à intorno al corpo suo di larghe cintole lavorate d'oro e di perle e pietre preziose. La chiesa è tutta dorata: di dentro a questa chiesa si va comunemente in pellegrinaggio con gran divozione, a modo che vanno e cristiani a santo Antonio e a santo Iacopo di Galizia. E molte gente, che dilunge terre si muovono per andare inverso questo idolo, con grande divozione per tutto el viagio sempre sì tengono gli ochi bassi, nè ardiscono d'alzare le lor teste per risguardare d'intorno, per timore di non veder cosa che gli rimuova da la loro divozione. Alcuni vi vanno in pellegrinagio, che portono coltegli nelle lor mani, e sì si vanno fedendo et impiagando nelle braccia, ne le gambe e ne le coscie, e spargono el sangue loro per amor di questo idolo; e dicono che beati [sono] coloro che muoiono per questo idolo, Idio loro. Altri sono che menono i lor figliuoli per uccidergli e sacrificargli a questo idolo, e poi aspergono l'idolo del sangue de' suo figliuoli. Altri vi sono che, da l'ora che si partono di casa loro, a ogni terzo passo s'inginochiano tanto, che aggiungono a questo idolo; e quando e' vi sono arivati, lo incensono d'incenso e d'altre cose odorifere, a modo che fussi il corpo del nostro Signiore, e vengono ad adorare questo idolo dilungi più di Cº. leghe. E innanzi al munistero di questo idolo (sic) è a modo d'una peschiera, o vero laghetto pieno d'acqua, nella quale e pelegrini gettono oro e ariento e perle e pietre preziose sanza numero per offerta. Quando e ministri dell'idolo ànno bisogno d'alcuna cosa per la chiesa, subito vanno a la peschiera e pigliono tutto quelo che è bisogno per la rifezione della chiesa, sì che nulla vi manca, che subito non sia aparechiato. Item, quando si fanno le gran feste di questo idolo, come la dedicazione della chiesa, tutto el paese si viene d'intorno a questo idolo con gran riverenzia; il quale idolo sta sopra a uno carro molto bene adornato di drappi d'oro di Tartaria; e così lo menono intorno alla città. Inanzi al carro vanno primamente a processione ordinatamente, a due a due, tutte le pulzelle del paese; appresso le pulzelle vanno e pellegrini, che sono venuti dilungi confini, de' quali pellegrini alcuni si fanno o lasciono cadere in terra di sotto al carro, sì che il carro colle ruote gli passa a dosso; alcuni uccidono di subito, altri rompono braccia o gambe; alcuni le cosce; e tutto ciò fanno per grande divozione e per amor del loro Dio; e credono che, quanto magior pena e tribulazion patiscono per amor di questo idolo, tanto più presso saranno a Dio e in magiore allegreza. E brievemente in diversi modi fanno sì aspre penitenzie, e colli loro corpi portono e sofferiscono tanti martiri, per amor del loro Dio, che quasi niuno cristiano arebe ardire portare la centesima parte, per amore di Giesù Cristo. E poi io vi dico, che innanzi al carro, più presso, vanno e sonatori del paese con diversi istrumenti, che sono sanza numero, e fanno fra loro di grande melodie. E quando egl'ànno circundato tutta la città, e' tornono a la chiesa e rimettono il loro idolo nel suo luogo; e alora per amor de l'idolo e per riverenza della festa egliono uccidono CCº. o CCCº. persone, che di lor volontà si fanno uccidere, de' quali e corpi son posti dinanzi all'idolo; e dicono che costor son santi, imperò che, per sua buona volontà, son morti per amor del loro Dio. E così, come di qua un casato o provincia sarebe onorata per uno santo che fussi stato di quello o vero di quelli fatti, de' quali si metterebbono in iscritto per farlo canonezare, così tengono di là onorati quegli che s'uccidono per amore del loro Dio; egli gli mettono in iscritto colle loro letanie; e così si vantano l'un co l'altro, e dicono: io ò più santi del mio parentado, che voi non avete del vostro! E ànno questa usanza, che, quando egl'anno intenzione d'uccidersi pel loro Dio, fanno mandare per tutti e loro amici, e con grande abundanzia di pifferi vanno innanzi all'idolo, menando gran festa; e colui che si debe uccidere tiene nelle mani un coltello bene aguzato, e tagliasi un pezo di carne, e gittalo nella faccia dell'idolo, dicendo le sue orazioni, e racomandandosi al suo Dio; e poi si ferisce e impiagasi in qua e in là tanto, che cade morto. E allora gli amici presentono il corpo a l'idolo, e dicono, cantando: Guardate, Dio, che à fatto el vostro leale amico e servidore! lui à abandonato la moglie, figliuoli, richeze e tutti e beni temporali di questo mondo e' à rinunziato, per amor di voi, e à fatto sacrificio del suo sangue e carne; sì che adunque vogliatelo riposare allato a voi, fralli più diletti da voi, nella gloria del paradiso; perchè egli à bene meritato. E dopo questo e' fanno un gran fuoco e ardono el corpo, e ciascheduno piglia della cenere, e sì la conserva in luogo di reliquie: e dicono che questa è una buona cosa, che di nulla temono, mentre che gl'ànno di questa cenere sopra di loro.