DEL PAESE DI CADISSA E DELLE COSE CHE IVI NASCONO, E DELLI MONTI CASPI, NEI QUALI SONO RINCHIUSI E GIUDEI, E DI MOLTE ALTRE COSE.

Io v'ò iscritti di molti paesi che son di qua dallo grande reame di Catai, i qua' molti paesi ubidiscono al Gran Cane; ora farò discrizione, seguendo, d'alcuni altri paesi e d'alcune isole che sono di là. E dicono, che passando tutta la terra di Catai, verso l'alta India e verso Bacaria, si passa poi per una regione chiamata Cadissa, la quale è paese molto grande e bello. E ivi crescie una region di frutti a modo che carobe, ma assai più grossi: e, quando sono maturi, si fendono pel mezzo, e truovasi dentro una bestiuola in carne e in ossa e in sangue, a modo d'un piccolo agnello sanza lana, sì che si mangia insieme col frutto: e questo frutto è di gran maraviglia e di grand'opera di natura. Niente di meno io dissi ad alcuno del paese, che io non tenevo questa opera per gran miracolo, però che son così alberi (sic) nel nostro paese, de' quali e frutti sono uccegli; e ancora ne sono in altre parte, che nelle nocciuole è il vermine, che è animal sensitivo, benchè non abia ossa. Ivi son pomi di buono odore e sapore, lunghi, de' quali ne sta insu nun ramo più di Cº., e tanti insu un altro ramo; e ànno foglie grande e lunghe un piede e più, e un altro piede e più larghe. In questi paesi e in altri, quivi intorno, crescono molti alberi, che fanno chiovi di gherofani e noce moscade e grosse noce d'India, e altre spezie. Ivi sono vigne che fanno grapoli de uva sì grandi, che uno uomo arebe affanno a portare una palmetta[47] co' grappoli. In questa medesima regione sono e monti Caspii, chiamati Uber: alcuni di quegli del paese gli chiamono Gothet e Magoth. In questi monti sono ancor serrati i X. tribi d'Israel co' loro Re, nè uscir possono. Ivi furono rinchiusi per lo Re Alessandro con XXII. Re di corona col popol loro, el quale sta ne le montagnie di Scizia; e infra questi monti Caspii dal detto Re furono incalzati. Vedendo il Re Alessandro che non gli poteva rinchiudere per opera degli uomini suoi, come e' credeva, pregò lo Idio di natura, che gli volessi aempiere quello che aveva cominciato; e quantunque non fusse degnio d'esere esaudito, non dimeno Dio, per la sua grazia, chiuse e monti insieme, sì che quivi stanno serrati intorno da altri monti; salvo che da uno lato, dal quale è il mare Caspio. Potrebono domandare alcuni: poi che 'l mare è da uno lato, perchè non escon egli, e vadino dove a lor piace? A questo rispondo, che questo mare Caspio esce fuori di terra di sotto a questa montagna, e corre pe' diserti da una costa di quel paese e si stende infino a' confini di Persia; e quantunque sia chiamato mare, non dimeno non è però mare, nè rocca d'altro mare[48], anzi è un lago magiore del mondo. E quantunque e' si mettessino in questo mare, non saperebbono dove arrivare; però che non sanno altro linguaggio, che il loro propio; e però non si metterebbono a uscire. Ma non crediate però, che siano quegli proprio che incalciò il Re Alessandro, ma sonvi quegli che son discesi di loro, però che quegli non sarebbono vissuti tanto tempo. E sappiate, che gli Giudei non ànno terra propria in tutto el mondo, se non quella fra quegli monti; e anco di quella rendono tributo alla Reina d'Amazonia, la quale fa molto ben guardare quegli monti, acciò che non eschino, perchè la terra sua confina con quegli monti. Alcuna volta aviene, che alcuno giudeo sale su per quegli monti, ma la moltitudine non vi potrebe montare, nè dismontare, perchè e monti sono sì aspri, forti e alti, che a malgrado loro vi possono stare, perchè non ànno uscita da parte alcuna, salvo che per un piccolo sentiero e stretto, el qual fu fatto a mano per forza, e dura forse quatro leghe e è tutta terra diserta, dove per niuno ingegno si può trovare acqua. Per la qual cagione non vi si può abitare; e sonvi tanti dragoni e serpenti e altre velenose bestie, che non vi si può passare, salvo per grande verno; e chiamasi questo passo Olirem: e questo fa guardare la reina d'Amazonia. E se pure alcun ne esce, non sanno altro linguaggio, che 'l suo, e non sanno parlare con altra gente che si truovino; ma dicesi ch'egl'usciranno al tempo d'Anticristo. E per questa cagione tutti e giudei che son dispersi per tutte l'altre terre, imparano il parlare ebreo a speranza, che que' de' monti Caspi escino fuori e egli si possino intendere co loro: e questi conduceranno quegli per cristianità, per distruggere e cristiani; imperò che gli giudei di qua dicono, che egli sanno per profezie, che quegli de' monti Caspii usciranno e spargeransi pel mondo. E così, come e giudei sono stati sotto posti a' cristiani, così e cristiani saranno sotto posti a' giudei. E se voi volete sapere a qual modo e' troveranno uscita, sicondo che io ò inteso, io vel dirò. Nel tempo d'Anticristo sarà una volpe, la quale arà una tana in quel luogo, dove il Re Alessandro fece fare una delle porte; e tanto anderà questa volpe cavando e perforando la terra, che ella passerà oltre questa terra verso questi giudei; e quando e' vederanno queste volpi, forte si maraviglieranno; però che e' non vidono mai sì fatta bestia, e però che d'ogni bestia ànno con loro, salvo che delle volpi. Allora cacceranno questa volpe e seguiteranla tanto, che enterrà nella sua tana; e egliono v'anderanno drieto, perseguitandola infino alla tana tanto, che egliono troveranno le porte, che fece fare il Re Alessandro, di pietre grosse. Queste pietre romperanno, e a questo modo troveranno uscita.