DELLA GRANDEZA DI TUTTA LA TERRA.
E quantunque sia pussibile circundare tutto el mondo, non dimeno de mille l'uno non si dirizerebe così bene per ritornare inverso il suo paese, come fece colui, per la grandeza della terra e del mare. Si poterebe andare per mille altre vie, delle quali niuna sarebe perfettamente diritta per ritornare verso le parti donde si mosse[19]; che quantunque sia pussibile circundare la terra, come ò detto, non dimeno non poterebe andare nè dirizarsi per la diritta via, se ciò non fussi fortuna, o per grazia di Dio; perchè la terra è molto grande e alta, cioè larga; e dura la ritondità d'intorno, di sotto e di sopra, sanza el mare, ventotto milia CCCCº. XXV. miglia. Di queste, sicondo l'oppinione degl'antichi e savii, la quale io non ripruovo, ma sicondo la parvità del mio intelletto a me par di dire, salvo la lor grazia, che sie più migliaia. E perchè intendiate meglio quelo ch'io ò detto, io sì ò immaginato una figura, nella quale sia un gran compasso orbiculare e sperico, in mezo del quale sia un punto, el quale chiamo centro. E in questo compasso grande ò fatto un piccolo compasso; poi ò partito tutto il gran compasso in XL. passi, partiti per le vie diritte, che tutte cominciono dalla superfice del grande compasso, e sieno terminate al centro del piccolo compasso; doverebe esere così partito in XL. parte, come il grande, quantunque le parte sieno minore che e suoi spazii. Or facciamo che 'l gran compasso, il quale è d'intorno al centro, ripresenti la terra; e conciò sie cosa che tutti gli astronomi sappino, che 'l firmamento è partito in XII. parte, cioè di XII. segni, e ciascheduno di questi segni è partito in XXX. gradi, che verrebe il fermamento eser partito in CCC.º LX. gradi. E il simile la terra è partita in altrettante parte, e corrisponde ciascuna parte della terra a un grado del firmamento, che sarebe ottanta volte trentuno migliaio e cinque cento migliaia, e ciascuno di otto stadii; sì che tanto à la terra di ritondità e di circuito d'intorno, sicondo quel che io posso comprendere per lo detto delli Astrolomi, come io ò detto di sopra. E per meglio intendere il fu giustificato per termini mensurali, io metterò questa distinzione: Quinque pedes passuum faciunt, passus quoque centum viginti quinque stadium dant, sed miliaria octo faciunt stadia, duplicata dant tibi legam: una torsa fa X. piedi. E, seguendo la mia materia, io dico, che non debe dispiacere a quegli che legono di ciò, che io dico, che una parte di India è sotto a' nostri piedi, e che per lo simile una parte del nostro paese è di sotto a una parte d'India dirittamente. A lo opposito, sì come al diritto oriente è opposto el diritto occidente, e sì come a la parte meridionale è la parte settentrionale, de le quale io v'ò di sopra parlato, quantunque a la grossa gente pare che non si possi andare sotto la tera, e che si deba cadere verso 'l cielo di sotto, così a noi doverebe parere, che siamo sotto a loro. E se vero fussi, che l'uomo potessi da la terra al cielo cadere, molto magiormente la tera e il mare, che sono tanta materia e sì possente e grave, doverebono cadere infino al firmamento; e questo sarebe impossibile e contro a natura, perchè non sarebe cadere, ma sarebe salire; e però dice el nostro Signiore: Ne timeas me, quia suspendi terram in nihilo. Ora tornando: è vero ch'io ò misurato collo astrolabio, che quegli che stanno nelle parte settentrionale, stanno piè contra piè a quegli che stanno dalla parte verso 'l mezo dì, e così siamo noi contro a una parte delle isole di India. E se verso oriente e verso occidente fusson segni immobili o vero stabili, pe' quali si potessi misurare le parte, a modo che si fanno le parte che sono verso settentrione o verso mezo dì, per le due stelle immobile, cioè artico e antartico, certamente si troverebe l'isole, che a la terra del prete Giovanni serien declinate. E circundando più la terra di sotto, che non sono le parte di settentrione e di mezo dì, de' quali io ò fatto menzione di sopra, io so bene, che io ò fatte più giornate andando verso settentrione e diritto verso mezo dì, che da occidente verso oriente. E poi che la terra è ritonda, adunque è altrettanto da settentrione verso mezo dì, come dal diritto oriente al diritto occidente. Per la qual cagione io dico come si passa oltre a questa misura: e di sotto a noi circulando la tera, non è però di sotto più, quantunque si dica per intelligenzia.