DI DUE ISOLE, NELLE QUALI ABITANO GIGANTI DI GRANDE STATURE, E FEMMINE TERRIBILE COME EL BASILISCO.

Appresso, oltre a questa valle, è una grande isola, che v'è giganti lunghi XXVIII. o vero XXX. piedi. Questi non portono altri vestimenti che di pelle di bestie sabatiche, le quali e' pongono sopra loro come si levano da dosso alle bestie, e non ànno pane, e mangiono carne cruda, e beono sangue; però che ànno assai bestiame; e non ànno case; e mangiono più volentieri carne umana che altra carne. In questa isola niuno v'entra volentieri, nè vi si apressa, però che se eglino vedessino una nave con gente dentro, e' mangerebono bene quelle genti. In un'altra isola di là da questa, sicondo che ci dicevono le genti di quel paese, v'erano assai giuganti magiori, come di grandeza XLV. o vero L. piedi, e altri vi sono lunghi L. gomiti; ma noi non gli vedemo punto, nè volontà avavamo d'aprossimarsi a quel luogo; imperò che niuno entra in quel paese, nè in altro, che non sia divorato. Fra questa gente son pecore così grande come sono buoi di qua, e ànno la lana grossa rispondente della grandeza. Io ò ben veduto di queste pecore molte volte, e molti sono stati veduti di questi giuganti pigliare la gente in mare, e portarne dua in ciascuna mano e andarli mangiando crudi. Un'altra isola è verso austro, dove sono molte crudele femine e malvage, le quale ànno pietre preziose negli orechi, e sono di tal natura, che se riguardono alcuna persona con ira, egli la uccidono solamente del guardare, a modo che fa il bavalischio.