D'UN'ALTRA ISOLA, E DELLA USANZA CHE TENGONO IN ISPOSARE LE LOR MOGLIE, E PERCHÈ NON DORMONO LA PRIMA NOTTE CON LORO, MA E' VI DORME UN ALTRO.
Un'altra isola v'è molto grande e molto buona e bene popolata, nella quale è usanza, che, la prima notte che lo sposo debe giacere co la moglie, e' fanno giacere un altro uomo con lei per dispulzellarla[54], e di ciò gli donono buon salario: e, per questo mistiero, in ogni villa sono certi valletti o vero servidori, i quali non fanno altro che questo; e chiamono questi in suo linguaggio cadeberia, e suona in nostra lingua, matto, disperato; però che quegli del paese riputono questo così gran cosa, e tanto pericolosa, cioè ispulzellare una femina, ch'a lor pare, che quegli che la dispulzellano si mettino a dubio di murire; e se la seconda notte e mariti non truovono le moglie dispulzellate per alcuna cagione, egli si lamentono del valletto, el quale non à fatto el suo dovere, non altrimenti che 'l servidore l'avessi voluto uccidere. Ma oltra la prima notte, da poi che sono dispulzellate, egli le guardano strettamente, che non ànno tanto ardimento che ardischino a parlare ad alcuno. Noi gli dimandamo per qual cagione e' tenevono sì fatta usanza: e' risposono, che, per dispulzellare femine, anticamente alcuni ne sono morti; però che eglino avevono serpi nel ventre. Per questa cagione e' mantengono questa usanza ancora; tutta via si fanno fare credenza del passo, prima che egli si menino alla ventura.