D'UN'ALTRA ISOLA, E DELLA USANZA CHE ÀNNO QUANDO NASCE UNO E QUANDO MUORE, E DEL RE DI COSTORO, E DELLA BUONA GIUSTIZIA CHE S'OSSERVA IN QUESTO PAESE.
Apresso è una grande isola, dove le femine fanno gran dolore quando nascono e figliuoli; e quando e' muoiono fanno grande allegreza e gran festa; e così morti gli gittono in un gran fuoco ardente. E quelle che amono i lor mariti, se gli lor mariti muoiono, egli si gittono nel fuoco con loro e li figliuoli, e dicono, che 'l fuoco gli purgherà da ogni immondizia e da ogni vizio, e puro e netto se n'anderà nell'altro mondo, e i mariti loro gli meneranno seco. E la cagione perchè lor piangono, quando e figliuoli nascono, e che fanno alegreza quando e' muoiono, si è, che dicono, che quando e figliuoli nascono, e' vengono nel mondo a la fatica, al dolore e a tristizia; e quando e' muoiono e' vanno al paradiso, dove ànno fiume di latte e di mele, e vivono in allegreza e in abundanza di beni, sanza dolore e sanza fatica. In questa isola si fa un Re per elezione, e non si elegge il più nobile, nè il più rico, ma tutta via si elege colui che è stato di buoni costumi e di virtù dotato, e che è di grande etade, e che non abia alcun figliuolo. In questa isola sono gl'uomini molto leali e molto diritti, e fanno diritto giudicio a ciascuno, così del grande come del piccolo, sicondo il delitto commesso. El Re di questa isola non può giudicare l'uomo a morte sanza el consiglio de' suoi baroni, e conviene che tutta la corte se n'accordi. E se 'l Re, lui medesimo fa omicidio, o vero commetta cosa da morte, conviene che muoia così bene, come farebe una spezial persona; non però che a lui sia messa mano, nè toccato, ma è divietato che niun sia tanto ardito che gli faccia compagnia, nè che gli sia parlato, nè che gli sia donato, nè venduto alcuna cosa, nè che uomo gli ardisca a servire, nè che li sia dato mangiare e bere; e in cotal modo gli conviene murire in miseria. Egli non perdonono ad alcuno che abia fallito, nè per amore, nè per favore, nè per richeza, nè per grandeza: a ognuno è fatto giustizia, secondo el loro delitto. Tra quelle isole v'è un'altra isola, dove è grande abundanzia di gente, le quali per cosa alcuna non mangerebono carne di lepre, nè di gallina, nè d'oca; e nondimeno molte ne notricono per vendere e solamente raguardare; e mangiono carne d'ogni altra bestia, e beono latte. In questa isola e' pigliono i lor figliuoli, le sorelle sue, li lor parenti per moglie; e se in una casa sono X. o XII. uomini, tutte le moglie loro sono comune a ognuno, sì che ogni uno dorme con chi gli piace, ma per una notte con una, e l'altra coll'altra; e il figliuolo è dato a colui che prima giace colla madre; e a questo modo non si sa di chi si sia il figliuolo. E per questo modo ànno un proverbio, che dice, che se egli notriscono e figliuoli d'altrui, e altri nutricono i suoi. In quella isola, e per tutta India, è gran moltitudine di coccodrilli, e quali sono una ragione di serpi, come ò detto di sopra, che abitono di notte nell'acqua, e di dì sopra la terra nelle grotte, o vero nelle cave di sassi, e non mangiono per tutto verno, e stanno in questo tempo freddo tra due terre (sic) umide, a modo che fanno l'altre serpi. Queste serpe, mangiando, muovono le mascelle di sopra, e non quelle di sotto, perchè in esse non ànno giunture.