DI INDIA E DELLA DIVERSITÀ DELLA GENTE CHE VI SI TRUOVONO; E DE L'ISOLA DI ORIENS; E DE L'ISOLA DI CANNA, DOVE SI FANNO DIVERSE ADORAZIONE, E LA RAGIONE PERCHÈ FANNO QUESTO; E PERCHÈ NON SOTTERRONO E LORO MORTI.
In India sono molti diversi paesi e molte diverse contrade, ed è chiamata India per uno fiume, el qual corre per lo paese, apellato Indo. In questo fiume si truovono anguille lunghe XXX piedi; e le gente che abitono intorno a questo fiume sono tutte verde e gialle. In India, e qui intorno a India, son più di V. Mª isole, buone e grande, sanza quelle che sono inabitabili e piccole. In ciascheduna isola è grande numero di città e di ville e di gente sanza numero, però che gl'Indiani sono di così fatta maniera, che egli non escono del suo paese; perchè eglino non sono mobili, perchè e' sono sotto el primo clima, cioè Saturno, ch'è tardo e poco mobile, però che sta XXX. anni a voltarsi pe' XII. segni del zodiaco, e la luna passa quegli XII. segni in un mese: e perchè Saturno è di così tardo movimento, per questo le gente che son sotto poste a lui non curono di muoversi del luogo loro. Nel nostro paese è tutto el contrario; noi siamo sotto el settimo clima, cioè della luna, la quale è di legieri movimento, ed è di pronta via da caminare per diverse vie, di cercare cose strane[15], e la diversità del mondo; però che ella circunda la terra più presto che altro pianeto, come di sopra ò detto. Item, pel mezo d'India si va per molte e diverse contrade infino al mare Occeano, e poi si truova una isola che si chiama Ormes, dove vanno spesso mercatanti viniziani e genovesi e d'altri confini per comperare mercatanzie. In questa isola è così gran caldo che, per la stretta del caldo, gli testicoli degli uomini gli escono di corpo, e ivi pendono infino alle gambe per la grande disoluzione; ma le gente che sanno la natura del paese, si fanno legare bene fermamente e ugnere d'uno unguento ristorativo e rinfrescativo per tenere e testicoli nel corpo, che altrimenti non poterebono vivere in questo paese. E in Etiopia e in altro paese le gente stanno nude nelle riviere dell'acqua, uomini e femine tutti insieme, da l'ora di terza in fino a bassa nona, e giaciono nell'acqua infino alla faccia pel caldo, ch'è tanto ismisurato, che apena si può fugire; e non ànno le femine punto vergogna de gl'uomini, ma giaciono privatamente a lato a lato infino che 'l caldo è abattuto. Ivi si possono vedere di molte brutte figure ragunate, spezialmente apresso a di buone ville. Ad Ormes sono le nave di legnio sanza chiovi di ferro per li sassi della calamita, della quale nel mare è tanta quantità, che è una maraviglia. E se per questi confini passassi una nave che avessi ferro, di subito perirebe; però che la calamita tira a sè per natura el ferro. Per la quale cagione tirerebe a sè la nave, nè più di là si poterebe partire. Di qui si va per mare a un'altra isola, chiamata Cana, nella quale è grande abbondanza di biade e di vino. Quella isola soleva essere grande e solevavi essere buono porto, ma al presente il mare l'à fortemente guasta e sminuita. Il Re di questa soleva esere tanto potente, che guerreggiava col Re Alessandro. Le genti di queste terre ànno diverse legge, però che alcuni adorono il sole, alcuni il fuoco, alcuni gli alberi, alcuni e serpenti, alcuni altri la prima cosa che iscontrono la mattina, alcuni simulacri e altri idoli; ma tra' simulacri e idoli si fa diferenzia. Simulacri sono figure fatte a similitudine d'uomo o di femine o del sole o di bestie, o vero d'altre cose naturali: idolo si è una certa immagine fatta stoltamente, la quale non si potrebe assimigliare ad alcuna cosa naturale, come sarebe una immagine di quattro teste e uno uomo colla testa d'un cavallo o d'un bue, o d'altra bestia, che non vide niuno giammai, sicondo la disposizione naturale. E sapiate, che ognuno che adora simulacri, il fa per riverenzia d'alcuno valente uomo, già stato, come fu Ercole, e molti altri, e quali nel tempo loro feciono molte maraviglie. E però queste gente dicono, che egli sanno bene, che questi tali valenti passati non sono dii, anzi è un solo Dio di natura, il quale criò tutte le cose, ed è suso nel cielo; e che e' sanno bene, che loro non poterebono fare le maraviglie che fanno, se none per la speziale grazia di Dio; e perchè costoro furono amati da Dio, loro li adorono. E il simile dicono del sole, però che egli muta il tempo e dà caldo e nutrimento a ogni cosa sopra la terra: e però che il sole è di tanta e sì perfetta virtude, e' sanno bene, che questo aviene, perchè Dio l'ama più che l'altre cose, onde egli gl'à donato le magiore virtù che a cosa che sia del mondo. Adunque è ragionevole, come e' dicono, che sia onorato e fattoli reverenzia. E il simile dicono nelle loro ragioni degl'altri pianeti e del fuoco, però che gli è utile. E degl'idoli dicono, che il bue è la più santa bestia che sia in terra e dell'altre la più utile, imperò che fa di molti beni e niun male; e sanno che ciò non poterebe essere sanza spezial grazia di Dio; e però loro tengono il loro Dio mezo bue e mezo uomo, imperò che l'uomo si è la più nobil criatura, che sia in terra, e à signoria sopra a tutte le bestie. E il simile fanno de' serpenti e de l'altre cose che iscontrono la mattina, spezialmente tutte le cose che ànno buono incontro; e questo ànno lungamente sperimentato; e però dicon loro, che buono iscontro non può venire se none per la grazia di Dio, e però fanno fare gli dei simiglianti al buono iscontro, per riguardargli e adorargli prima la mattina che egli scontrino cosa contraria. Alcuni cristiani dicono, che alcune bestie ànno buono iscontro, e alcune cattivo, come si dice ch'è stato provato molte volte, che la lepre è cattivo iscontro, un porcello, e più altre cose. Per lo simile, uno sparviere e altri uccegli da rapina, volando innanzi a gente d'arme, se 'l piglia, è buon segnio; e se nol piglia, è cattivo. E altri dicono, che 'l corbo è cattivo iscontro. In simili cose molte volte le genti credono (ma non se gli debba dare fede, ch'è gran peccato, da poi che li cristiani, che sanno la santa dottrina, sono a lor vietate queste oppenioni) e a tal credenza egli dànno credito. Adunque ora non è da maravigliare, se' pagani, e quali non ànno altra dottrina che la naturale, e' per la loro semplicità più largamente le credono. E veramente io ò veduto pagani e saracini, che chiamono auguri, che, combattendo noi in arme, o vero in alcuna parte contro ai nostri nimici, per voli d'uccegli egliono ci promettono per tutto quel dì vittoria; e tutto quello che poi noi troviamo e facciamo, egli molte volte mettono per pegnio la lor testa, che così sarà; e quantunque tutto ciò, ch'egli dicono, avenisse, niente di meno non si debe dar fede a così fatte cose, anzi si dee avere ferma credenza nel nostro Signiore, il quale può fare e disfare tutto ciò che gli piace. Questa isola di Canna ànno guadagnata e saracini, e sì la tengono. In questa isola e in molte altre non si sotterrono e corpi morti, però che 'l caldo è sì grande, che in brieve tempo la carne si consuma infino all'ossa. Da questa isola si va per mare verso India magiore, e a una gran città chiamata Zarba, la quale è bellissima e buona. Quivi stanno di molti cristiani di buona fede, e quivi sono molte religione, e spezialmente di mediani. Da questa città si va per mare insino a Lomba. In questa terra cresce il pepe in una foresta, chiamata Combar, la quale dura XVIII. giornate.