Livree a manto non perfettamente uniforme.

Avendo già definita la natura di queste livree all'esordio di questo capitolo, ora non ci resta che ad esaminarle nel loro dettaglio e ne enumereremo solamente le principali, che le secondarie, quelle cioè che da queste derivano, non meritano particolareggiata menzione, ma solo un accenno fugace. Difatti queste livree secondarie concordano nei particolari, nella disposizione delle loro graduazioni sul piumaggio dell'animale perfettamente colle principali e ne differiscono soltanto nel fondo di colore. Due soltanto sono le livree fondamentali di questa categoria e cioè la livrea bleu e la livrea gialla: sia la prima che la seconda danno origine a colori di differenti toni, ma che tutti hanno, nel primo caso il fondo bleu e giallo nel secondo.

La livrea bleu è diffusa in quasi tutte le razze dell'Avicultura e perciò la considereremo separatamente per ogni singola specie che più frequentemente appare sotto queste spoglie.

La livrea tipica bleu è propria della gallina di razza andalusa e per lo passato si può dire che era esclusivamente rappresentata da questa razza spagnuola, tanto che si designava allora come livrea andalusa: attualmente le razze a livrea bleu tipica della gallina andalusa sono in soprannumero, ma tutte vennero formate coll'intervento del sangue andaluso, così p. es. la nostra italiana bleu, la Langshan bleu, l'Orpington bleu, ecc. Potrebbe forse darsi che vi fossero eccezioni alla regola, specie nelle razze del Mediterraneo e così p. es. si potrebbe includere in queste eccezioni la gallina italiana bleu e perciò dichiararla non proveniente da intromissione di sangue andaluso nella nostra gallina comune; però se si considera che la livrea bleu nella Italiana è in opposizione al colore giallo del becco e dei tarsi e che spesso presso buoni soggetti, d'altronde sempre molto rari sotto la spoglia andalusa, si riscontrano tarsi quasi grigiobleu come nell'andalusa, si può a priori concludere che il sangue della splendida razza spagnuola bleu a guance rosse non vi è estraneo affatto.

Veramente non mancano nelle nostre campagne soggetti la di cui livrea sia bleu, e che presentino tarsi e becco perfettamente gialli, ma trattasi sempre di mantelli che abbiamo definiti come secondari in rapporto al colore fondamentale e tipico della razza andalusa, cioè di mantelli il cui fondo di colore entra nella categoria delle livree bleu, ma che si discosta dal tono tipico della razza andalusa, di tinte infine che sfumano in grigio o in acciaio, ma mai in bleu ardesia. Chi non ha visto simili polli nelle nostre campagne aventi ben rappresentati i caratteri essenziali della razza? Per ogni dove si vedono polli di colore grigio chiaro, grigio affumicato, grigio brunastro e grigio finalmente quasi nero: trattasi sempre di tinte non perfettamente uniformi come la tipica livrea andalusa, ma talvolta, specie nei grigi chiari, si verifica l'uniformità precisamente come nei manti bianchi e neri e da ciò è facile arguire che spesso trattasi di fusione di caratteri dovuti appunto all'unione di polli bianchi con neri. Non ho creduto di accludere simili livree fra le uniformi, primo perchè raramente si mostrano tali, e poi perchè trattasi di livree indefinite e non entranti ancora nell'orbita del codice di pollicultura.

La livrea bleu tipica, infine la livrea andalusa delle differenti razze di polli deve consistere, come prescrive il codice di pollicultura, in un vivace bleu ardesia, che non deve sfumare nè in grigio e nè in acciaio. Un orlo bruno oscuro, quasi nero ad ogni penna, forma un disegno rimarchevole, che avrebbe potuto indurci a classificare questa livrea fra le variopinte, ma che abbiamo invece preferito di ritenerla fra le non perfettamente uniformi, dal momento che non abbiamo un vero e proprio disegno marcato e molto variato. Il gallo ha le lancette del collo e della sella e la coda sempre un po' più scure. Gli animali perfetti sono dotati di forte riflesso che, secondo la luce, appare d'un untuoso argento chiaro. Il colore fondamentale varia in diverse graduazioni, che sono tutte ammesse dal codice sempre che rappresentino tinte bleu ardesia. Si escludono come riproduttori i galli con rosso o giallo al collo ed al dorso, le galline con giallo paglierino alle ali; remiganti striate d'altri colori e similmente le falci escludono anche gli animali dalla riproduzione. Poco o nulla diffusa nell'allevamento industriale, la livrea bleu tipica andalusa è straordinariamente coltivata nello sportivo e quasi tutte le razze che appariscono sotto diverse livree hanno sempre la corrispondente varietà bleu.

Anche nell'anatra riscontriamo livree bleu, ma trattasi d'un bleu grigiastro piuttosto tendente al cenere anzichè no... e non già d'un vivace bleu ardesia come nella gallina. Due soli sono i rappresentanti di questa livrea e cioè l'anatra svedese e l'anatra Orpington, quest'ultima però è maggiormente coltivata nella livrea gialla. La livrea bleu dell'anatra è mollo apprezzata nell'allevamento sportivo, specie perchè rara, e non è come nel pollo parzialmente uniforme, ma uniforme completamente, precisamente come il nero ed il bianco, però soltanto nella Orpington, giacchè la svedese porta una grande bavetta bianca all'avancollo. In tutte le anatre comuni appariscono le traccie della livrea bleu, quindi non sarebbe difficile di selezionare gradatamente allievi bleu, ma ove più si accentua la livrea bleu è nell'anatra muschiata pezzata e spesso si vedono animali quasi esclusivamente pezzati di bleu.

È semplicemente attraente la livrea bleu nel tacchino, ma per ora assai rara. Una coppia colossale, assolutamente splendida, si vide per la prima volta alla mostra di Roma nel 1903 e giustamente formava la meraviglia di tutti i visitatori. La livrea bleu nel tacchino non raggiunge però mai la tinta bleu ardesia vivace del pollo ed assomiglia piuttosto al grigio bleu dell'anatra, ma è sempre alquanto più vivace di tono.

La livrea bleu abbonda nei colombi e non potrebbe essere diversamente, visto che il loro capostipite, il torraiuolo, è di colore bleu ardesia. Spesso razze variopinte danno allievi che mostrano spiccata tendenza al bleu e si raggiunge questo colore in breve tempo se siffatti allievi si fanno riprodurre fra di loro. Una volta raggiunto lo intento, la livrea è bella che fissata e pochi allievi mostrano riversione di caratteri, cioè ritorno alla livrea variopinta che avevano i progenitori. La grande maggioranza delle razze di colombi che contano diverse livree ha sempre rappresentata la livrea bleu (viaggiatori, gozzuti inglesi, di Lilla e tedeschi, parrucchi, pavoncelli, romani, ecc.)

La livrea gialla è pure, come le precedenti, largamente rappresentata in diverse specie della Avicultura ed è assai diffusa nelle galline, un po' meno nei colombi e meno ancora nell'anatra e nel tacchino. Sotto la denominazione di livrea gialla si comprendono gradazioni di tinte le une diverse dalle altre che hanno di comune solo il fondo giallo del colore; così abbiamo la livrea fulva più o meno chiara e più o meno scura che è propria della gallina cocincinese come la bleu è propria dell'Andalusa, la livrea isabella, la livrea giallo paglierina o cedrata, ecc. ecc. che compaiono in quasi tutte le specie dell'avicultura e che ordinariamente si designano come livree gialle, di modo che spesso i cocincinesi fulvi si chiamano cocincinesi gialli, i colombi di manto isabella colombi gialli e così via. Comunque sia le livree gialle sono molto popolari e gli avicultori le hanno estese, oltre che alle razze di galline, anche alle razze di altre specie, formandone delle varietà d'indiscussa utilità.

Nelle razze galline la livrea la più caratteristica, fra le gialle è la fulva, anzi si può dire che è la tipica, poichè tutte le altre tinte come p. es. la paglierina, la cedrata, ecc. sono poco o nulla rappresentate.

Prima dell'importazione in Europa della mastodontica razza Cocincinese non si conoscevano polli fulvi, quindi si può supporre che in tutte le razze a manto fulvo non vi sia estraneo il sangue asiatico ed a comprova di ciò vale il fatto che sono assai instabili nel mantello la maggior parte delle razze fulve, l'Italiana gialla insegni, ma che per lo contrario la razza della Cocincina ha livrea non stabile e relativamente non tendente a mostrare difetti come nelle suddette razze. La mastodontica Cocincina a livrea fulva mostra tre gradazioni di colore e così abbiamo la varietà fulva chiara, la varietà fulva scura e la varietà fulva rossiccia o scurissima. Il gallo fulvo chiaro è così colorito: petto e parte inferiore del corpo (fulvo chiaro); testa, collo, sella, dorso e coverture delle ali (fulvo più scuro, cioè fulvo dorato); coda (fulvo abbastanza scuro sino a diventare fulvo nerastro). Le altre due varietà fulve, la scura e la scurissima, tranne nell'intensità del colore, corrispondenti alla fulva chiara. Costituisce difetto di poca entità la presenza della coda più chiara nella varietà fulva chiara e quasi nera nella fulva scura, ma la varietà chiara è squalificata completamente se ha coda nera e penne punteggiate di nero al collo. Nelle varietà scure non di rado appare qualche po' di bianco alla coda e talvolta anche alle ali, tutto ciò contribuisce a squalificare gli animali egualmente.

Relativamente si offrono poche difficoltà per conservare a norma del codice le livree suddette ma nella razza Italiana gialla si affacciano enormi contrarietà per ottenere animali irreprensibilmente colorati di giallo. Nessun altro colore offre tanta difficoltà come questo. L'intera livrea, dalla testa alla coda, al petto ed alle ali deve avere la stessa intonazione gialla. È ammissibile un colore chiaro o scuro, ma si preferisce quest'ultimo, poichè gli allievi spesso appariscono più chiari dei genitori e finirebbero per divenire troppo sbiaditi se si utilizzassero riproduttori chiari. Il colore intenso e giallo dorato, speciale della razza Cocincina, è preferito. Il gallo ha le lancette del collo e della sella, specie le coverture mediane dell'ala, ordinariamente un po' più oscure, cioè giallo rossastre, ciò non è desiderato dal codice, ma è quasi inevitabile. Il petto ed il ventre sono senza riflessi in ambedue i sessi, più matti del resto del piumaggio; parte posteriore spesso più pallida quasi giallo grigiastra e ciò squalifica l'animale. Le remiganti e le penne della coda sono spesso più scure, quasi nero-bruno. Ciò costituisce vantaggio nell'allevamento, ma non per la gabbia d'esposizione. L'animale da esposizione deve essere giallo intenso anche alla coda, al massimo giallo bruno, mentre che il resto del corpo si richiede uniformemente dorato di giallo appena giallo-rossastro alle spalle. Occorre badare che gli animali da riproduzione non abbino la voluta coda bronzata mista o striata di grigio. Il colore della coda può al massimo essere giallo bruno, lo scuro, disegno bronzino si richiede verdognolo o bruno castagno. Macchie grigie da rigettarsi e similmente le penne della coda quasi nere e con stelo idem. Orli più chiari alle penne del petto, del dorso, delle spalle e della parte posteriore sono da escludere fra i riproduttori. Piccole striature alle lancette del collo si considerano come difetto insignificante se il colore fondamentale è assolutamente ed intensamente giallo dorato; se il colore fondamentale è chiaro allora la listatura al collo costituisce difetto grave. Da escludere nella riproduzione il bianco negli italiani gialli in qualsiasi parte del piumaggio. La piuma alla parte inferiore del corpo si richiede d'un bel giallo e non grigio pallido o grigio biancastro.

Colombi gialli ve ne sono pure a dovizia e sono rinomati i bastardoni caldani (Sottobanca di Modena), i sauri della stessa razza, ecc.; bellissimi i colombi romani gialli di diverse gradazioni, isabella, caldani, sauri, ecc.; molto rappresentato è il giallo cuoio in diverse razze di colombi come p. es. nei Carrier, negli Indiani, ecc. Se solo si volesse compendiare le liste dei colombi gialli questa sarebbe assai lunga e ci basta di avere citato solo tre o quattro razze tipiche.

L'anatra anch'essa è entrata da qualche tempo in quà a far parte in questa categoria e solo due razze vi sono per ora rappresentate, anzi se vogliamo, una sola e questa è l'Orpington gialla o fulva detta altrimenti Khaki. Il corpo del maschio è interamente giallo bruno, mentre che la testa, il groppone e la coda sono bronzati, ma non così la femmina che è interamente giallo bruno. La corritrice indiana è pure prevalentemente fulva, ma in sostanza ha mantello variopinto.

Una delle più attraenti livree nel tacchino è certamente la fulva, che si riscontra frequentemente in quel di Casalduni, Solopaca, Solofra (Benevento). In quelle amene plaghe trovai sempre soggetti di merito e che esposi con pieno successo a Torino (una coppia che presi al mercato di Solopaca riportò medaglia d'oro). E' una varietà che meriterebbe maggior diffusione assolutamente e che quando è perfetta deve rispondere alle seguenti caratteristiche del mantello: collo, petto, dorso fulvo rossastro con riflessi untuosi. Covertura dell'ala fulvo rossastro più scuro delle precedenti penne, quasi bruno. Remiganti fulvo chiaro, quasi bianco con bande trasversali di colore quasi bruno. Coda e treno posteriore come le remiganti, ma con bande assai più larghe. Secondo la mia esperienza conviene utilizzare per la riproduzione i soggetti i più scuri, altrimenti i più pallidi daranno molti allievi aventi le remiganti e la coda di colore bianco sbarrato di fulvo quasi bruno: i primi daranno soggetti di colore assai vivace, uniformi di colore, cioè con sbarratura alle remiganti, alla coda ed al treno posteriore poco visibili. Il colore fulvo che sia quanto più possibile rossastro ed allora risulterà quella tinta calda e vivace che dà trasparenze di fuoco quando l'animale fa la ruota. Chi vuol mantenere questa livrea all'altezza della sua fama, segua le norme che ho esposte e vi troverà il suo tornaconto: altrimenti non proverà che disillusioni nell'allevamento di questi bellissimi tacchini.