SCENA VI

ISABELLA, FABRIZIO e CLEMENZIA balia.

ISABELLA. Io credevo del certo che voi fusse un servitor di un cavalier di questa terra che tanto vi s'assomiglia che non può esser che non sia vostro fratello.

FABRIZIO. Altri sono stati oggi che m'hanno còlto in iscambio: tanto ch'io dubitavo quasi che l'oste non m'avesse scambiato.

ISABELLA. Ecco Clemenzia, la vostra balia, che vi debbe venire a far motto.

CLEMENZIA. Non può esser che non sia questo, ché par tutto Lelia. O
Fabrizio, figliuol mio, che tu sia il ben tornato: che è di te?

FABRIZIO. Bene, balia mia cara. Che è di Lelia?

CLEMENZIA. Bene, bene. Ma entriamo in casa, ché ho da parlare a longo con tutti voi.