VIII. La scopa.

Misera condizione del sesso debole! Sempre disparità di privilegi coll'uomo fino nella magìa: invece della bacchetta, alle streghe era concesso il manico della scopa. Questo vile arnese di casa, questo scettro delle fantesche era l'amico dello streghe. Esse potevano ad ogni loro piacere convertirlo in un serpe volante, in un quadrupede, in un uccello; vi si ponevano a cavallo e le trasportava lesto per l'aria ove desideravano; con questo viaggiavano specialmente al Sabbath.

Alcune streghe usavano del manico della scopa come di una bacchetta magica, e Cardano dice avere veduta una che uccise un figlio toccandolo solo al dorso col manico della scopa. È facile comprendere che questo fatto può esser vero, e se di quel manico ne fosse toccato per avventura sul dorso anche al credulo filosofo, avrebbe sentito di qual peso era la magìa della strega.

Però anche i maghi talvolta non isdegnavano scendere a questo vile arnese. Guglielmo Edeline confessò di essersi reso al Sabbath a cavallo di una scopa: erano come i nostri cavallerizzi, che nella campagna non isdegnano mutare il somarello col cavallo arabo.