NOTE
[51] Bellermann, p. 140-44.
Della presente romanza reca l'Hardung (I, p. 225-32) tre altre lezioni, molto inferiori in bellezza a questa, che l'Almeida-Garrett compose di vari frammenti.
Cfr. Wolff und Hoffmann, op. cit., t. II, p. 48; Gerinaldo, in Jahrbuch, 1861; Puymaigre, Chants ecc., t. I, pag. 74; Nigra, op. cit., fasc. VI, p. 186; Ferraro, Canti monferrini, N. 42 ecc. Sennonché i vincoli di affinità che legano alla nostra romanza le canzoni citate, sono per la massima parte assai debolucci: mi somigliano, sto per dire, certe parentele còrse, ognun sa quanto strette.
[52] Eccoci da capo alle piante sorte su dalle sepolture di amanti ch'ebbero fine infelice. Qui mi è venuto fatto di ripensare a ciò che l'Arbaud (op. cit., I, p. XX-XXIV) scrive molto assennatamente circa la diffusione delle fiabe e delle poesie popolari nell'età di mezzo. Dopo aver accennato ai cantori vaganti, da cui si vuol riconoscere in principal modo cotesta diffusione, soggiunge: È un pregiudizio volgare il credere, come tanti fanno, che la gente, nel medio evo, si movesse di rado e mal volentieri da casa: altro se si movevano, massimamente quelli d'umile condizione! Vedete i pellegrinaggi: non sono essi forse una prova manifesta di quel bisogno che, a dispetto di chi adopravasi ad impedirli, spingeva sí gran quantità di persone a lasciar patria e famiglia? Ora i pellegrini furono come chi dicesse il giornale del medio evo. Aggiungi poi le fiere, a cui convenivano spesso uomini d'ogni qualità e d'ogni nazione; aggiungi i perdoni e tante altre feste religiose di gran richiamo; aggiungi in ultimo tutte quelle bande di mercenari onde allora si componevano gli eserciti; e si vedrà quante e quanto facili strade si aprivano ai racconti ed alle canzoni d'origine popolaresca, perché potessero correre speditamente dall'un capo all'altro d'Europa, e mettere alle volte cosí profonde radici in terra non propria, da sembrare anche ai piú intendenti native di quel tal luogo. Quest'ultime parole, per verità, non si leggono, e né meno altre corrispondenti, nel passo dell'Arbaud da me compendiato: ve le ho aggiunte di mio, perché ne sono in certa guisa come una conseguenza, e perché nessuno, credo, vorrà contraddirmi.
DON ALESSIO
(Dom Aleixo)