NOTE

[59] Bellermann, p. 168-70.

“O romance da Romeirinha, un d'aquelles que tiveram origem nos perigos que corriam os romeiros, e sobretudo as romeiras em suas peregrinações, é conhecido em Trás-os-Montes e no Minho. Almeida-Garrett, Rom., III, p. 9-14, traz uma lição apurada pelas duas versões d'estas provincias, e pouco differente da versão de Trás-os-Montes.„ Hardung, I, p. 118, in nota. Di questa bella romanza il Braga dà un testo che offre qualche piccola diversità: la mia traduzione è condotta su quello dell'Almeida-Garrett. Il lettore cortese mi scuserà se non reggo alla tentazione di riferire parte di una stupenda lettera di Giovanni da Catignano, detto ancora il beato Giovanni dalle Celle, dove una pia monaca, certa Domitilla, è da lui sconsigliata di mettersi a cammino del santo Sepolcro: “Ho udito come tu, con molte vergini e donne oneste et altri giovani, volete andare oltre a mare. Piatoso desiderio è quello nella corteccia. Ma nella midolla è piú crudele che ogni crudeltà; nimico d'ogni onestà; porta di perdizione e dispersione di tutte le virtudi; perdizione d'ogni innocenza e puritade.... Forse dirai:—Io voglio andare per lo perdono.—O perché vogli andare a rischio d'essere cibo dei pesci del mare? et a rischio di perdere la onestade.... quando tu puoi avere il perdono nel paese tuo?.... E forse pensi andare con tanta agevolezza col corpo in Gerusalemme, con quanta agevolezza tu vai con lo spirito? Ma e' non sarà cosí; anzi ti voglio contare parte de' pericoli che potrai trovare. In prima, entrerai nel mare. Nel quale infermerai; e non potrai mangiare nulla, anzi vomicherai ciò che tu arai dentro. Nella qual nave sarai messa nel fondo cogli uomini mescolatamente; e non veggono né lume né luce. E dove tu prima fuggivi la veduta degli uomini, allora ti converrà stare stretta con loro. E per li disagi farai faccia di meretrice; e non ti curerai piú d'onestade. Uscirai fuori del mare; andrai fuori negli alberghi: et arai una camera ove alberga soldati masnadieri et ogni mala gente. Et in queste mescolanze potrai diventare sepolcro d'ogni immondizia.... Dico adunque che il diavolo non udí mai predica che piú gli piaccia, che questa del passaggio. Perocché migliaja di donne onestissime farà meretrici; e migliaja di giovani che portano il fiore di verginitade, la lasceranno tra via. Mento, se queste cose non intervennono, quando s'andò a Roma per lo cinquantesimo [il giubileo del 1350]; e s'io non udi' da uno masnadiere:—Noi facemmo quello strazio delle belle donne, che se elle fossono state pecore.... E gli occhi tuoi onestissimi perderanno il loro timore. Perderai l'umile tuo digiuno e le genove [genuflessioni, prostrazioni], che tu suoi fare. Affaticherai il corpo, senza divozione. Spegnerai lo spirito tuo.... Priegoti mi scriva se questo è vero, che tu debba andare; ovvero che mi sia stato detto per darmi fatica, non poco utile a molti semprici giovani e purelle di Cristo, le quali vogliono volare senz'alie, nella fine ed ultime parti del mondo; essendo di ciò confortati dal diavolo, e non da Dio. Il quale ama piú l'anime pure, che terra di repromissione o che la pietra del sepolcro suo ecc.„ Questo furore dei perdoni e dei pellegrinaggi pare invadesse, piú che altro, le donne inglesi; di cui molte, giovani e belloccie, incorsero nei pericoli sopraccennati, e se ne tornarono a casa tutt'altro che purelle di Cristo.

“V'è un capitolare di Carlomagno indirizzato contro i penitenti vagabondi, i quali probabilmente consideravano la catena di ferro che portavano al collo, espiatoria dei peccati futuri al pari che dei passati.„ Hallam, L'Europa nel M. E. (traduz. di G. Carraro), Firenze, 1874, p. 271.

“Braga a rappelé dans les notes de son Cancioneiro popular l'histoire de dona Ximena, qui, prise par un More, feint de céder à son amour, l'embrasse et l'entraîne avec elle dans la mer. On a attribué au mari de cette autre Lucrèce, Mendo Vasquez de Britteiros, des vers où il est fait allusion à cette mort, et qui se trouvent dans l'Histoire chronologique et critique de l'abbaye royale d'Alcobaça, par Fortunato de Sam Boaventura.

Outre ce romance de la Pèlerine, les Portugais ont sur le même sujet deux imitations du romance castillan Rico Franco.„ Puymaigre, Romanceiro, p. 216.

“O romance de Dom Franco, recolhido pela primeira vez, por Th. Braga, é conhecido na Hespanha sob o titulo do Rico-Franco (Duran, Romancero General, t. I. p. 160). N'uma das versões da Ilha de S. Jorge, Dom Franco é substituido pelo Duque da Turquia, o que justifica a classificação do romance como romance mourisco.„ Hardung, II, p. 61, in nota.

[60] Invenzione delle meglio accètte ai poeti popolari è quella di una giovine che, o per vendetta o per salvar l'onestà, uccide un uomo con l'armi sue proprie: le canzoni italiane di siffatto argomento sono parecchie. Questa (di Alessandria), tutta forza e rapidità, è nel Marcoaldi, raccolta cit., p. 166-67:

LA VENDICATRICE.

“Oh, varda ben, Munfren-na,
oh, varda quel casté:
i è trentatré fanten-ni,
ch a j'ho menaji me.
I m'a negà l'amure,
la testa a j'ho tajé.„

“Ch'u' m digga lü, sior conte;
ch'u 'm lassa la so' spà.„

“Oh, dimi ti, Monfren-na;
cosa ch'a 't na voi fa'?„

“A voi tajé 'na frasca
per ombra al me' cavà.„

Lesta con la spaden-na
al cor a j'ha passà.

“Va là, va là, sior conte;
va là 'nte quei boscon;
le spen-ni e li serpenti
saran toi compagnon.„

Ha riscontro in altra piemontese edita dal Ferraro (Canti Monferrini, p. 4):

LA LIBERATRICE.

“Vostu viní, Gianfleisa,
vostu viní cum mi?„

“O si vurrei ca vena,
pruntème d'un cavà.„

“Cavà l'è bela prunt;
t'j manche anma che ti.„

Sa l'è muntà a cavà,
singsent mija senza parlée.

“O varda là Gianfleisa,
'r casté ca ti voi minée;
tanti ca j' ho minaje
i'n sun pí riturnée.„

“Sa te digo ti, Gilardu,
prestme ra to spà.„

“Csa vosti fé, Gianfleisa,
dra me spadin-ha d'or?„

“Avôi tajée ina rama
da fé umbra ar me cavà.„

Quindi r'ha aví ra spà an man,
ant ir cor a i r'ha piantà.

“Stà lí, sta lí, Gilardu,
a ra fresca rusà;
e mi ca sun Gianfleisa,
purtrò ra nova a cà.„

Cfr. Nigra, Canzoni ecc., fasc. V. p. 153 (Monferrina). Tolgo la seguente dal Bernoni, racc. cit., punt. IX, p. 2:

LA INCONTAMINATA.

“O Betina de l'aqua fresca,
me daressi un po' da bevare?„

“Va da basso a le fontanele,
che de l'aqua ghe ne sarà.„

“Toca, toca gli spironi,
bela; in Franza te vôi menar.„

Quando in Franza fu rivata,
la mia bela trà un sospir.

“Ma perché sospiri, bela?
tanto tempo che moro per ti!„

“Me xe morta la mia mama;
me convien morir 'nca mi.„

“Non pensar piú a la tua mama;
pensa a mi che so el tuo amor.„

“Maledeto sia 'l sartore
che m'à fato questo busto:
'l me l'à fato gnente giusto,
che no posso respirar.
Cavalier, dame la spada,
ché la steca [del busto[61]] me vôi tagiar.„

El ghe dà la spada in mano,
e nel cuor se la impiantò.

“Me xe morta la mia bela;
me convien morir 'nca mi.„

Cfr. Ferraro, La Monferrina incontaminata; Nigra, fasc. V, serie 2, Il Corsaro.

“Gerard de Nerval raconte dans la Bohême galante que la fille d'un pâtissier, ayant porté des gateaux chez son seigneur, fut forcée de passer la nuit dans le château de celui-ci. Elle lui demanda son poignard pour couper le noeud d'un lacet, et s'en perça le coeur.„ Puymaigre, Chants ecc., I, p. 139. Dubita l'egregio uomo che da questo fatto abbia avuto origine la canzone La fille du pâtissier (ivi, p. 137-38). Altre canzoni che piú o meno si accostano alla romanza portoghese ed a quelle italiane dianzi citate, sono in Puymaigre, stessa racc., I, p. 140; De la Villemarqué, Barzaz-Breiz, I, p. 354; lo stesso, ivi, p. 305, Les trois moines rouges; La filleule de du Guesclin; Bujeaud, Chants et Chansons popul. des provinces de l'Ouest, Paris, 1866, II, p. 177, La fille des Sables; Luzel, Gwerziou Breiz-Izel, ed. cit., I, p. 319, 325, Rolzmel chon, Jeanne le Roux; Beaurepaire, Etudes ecc. pag. 56, ecc. In altre canzoni italiane e straniere incontriamo ragazze, che dando spesa al cervello, sanno uscire d'impaccio senza ricorrere al sangue. Vedasi, p. es., La fuga e il pentimento in Marcoaldi, p. 162; Puymaigre, Chants, ecc., Les damoiselles du Château de Bonfort, I, p. 131 e 134; Arbaud, op. cit., Les tres capitanis, I, p. 143; Champfleury et Wekerlin, op. cit. p. 95, La jolie fille de la Garde ecc. ecc.]

[61] Metto le parole del busto dentro parentesi, perché la lezione è visibilmente sbagliata.


LA FIDANZATA

(A noiva)