I

A Natuccio Cinquino

Si duole della sua dolorosa vita e chiede pietá a Dio.

Meo fero stato — nato — è sí forte,
non credo morte — sia con piú dolore,
ché d'ogni lato — dato — sommi sorte,
e non giá corte, — piene di malore.
Viv'affannato, — pato — male storte; 5
oimè! che porte — tienmi d'amarore
non ben agiato — fiato, — di che tort'è!
Cotale scorte — son date al meo core!
Che gran fallire — dire — posi 'ntero
è del nochero — c'ha esta balanza, 10
se piú tardanza — fa, tanto 'l desiede.
Al sommo Vero — chero — sua mercede
con pura fede, — ne lo quale spero,
me partagerò — d'esta malenanza.
Conforto — porto — alcuno non par Deo, 15
ch'eo tegno 'n feo — la mia vita scura
ed ho paura — non mai viver meo.