XVIII

Discopre le sue pene per essere in signoria d'Amore.

Piggiore stimo che morso di capra,
ov'Amor fier d'artiglio e dá di becco;
ché quasi sembro lui albore secco,
quale 'n cui regni, e bene in lui non capra.
Ma dico che conven su' cor che s'apra, 5
a perder sa vertú rimane istecco,
ché non fa frutto, e 'n falso dir non pecco,
ché per me 'l provo e per altrui si saprá.
E poi fu' in signoria di suo soperchio,
mis'ha 'n tormento di mia vita il corso, 10
di greve affanno e di piager sí magra.
Tant'è sua signoria diversa ed agra,
chi sottoposto è lei, va a morte a corso:
per languir ch'ho di lui, ciò discoperchio.
Del mal diritto al contraro fa cerna, 15
perché chi non è ad esso sottoposto,
di ben a perfezion venir pò tosto.