SCENA V.
NANNI dal fondo inosservato. Detti.
Maria. — S'egli vincesse almeno un terno! (Nanni si arresta sulla soglia). E io ci penso tanto, malgrado mio, che questa notte istessa, guardate, io ho fatto un sogno proprio sul serio... un sogno così curioso... che se avessi denari, questa volta, per questa volta sola, giocherei anch'io.
Fior. — Non ci mancherebbe altro!
Luigi. — Oh! per una volta! Diteci il vostro sogno, e poi me ne vado.
Maria. — Io ho sognato che la buon'anima di mia madre, entrata in questa stanza, mentre io dormiva, mi svegliò...
Nanni. — (Ventisette).
Maria. — E mi disse con una voce che andò al cuore...
Nanni. — (Cinquantadue).
Maria. — Figliola mia, se tu hai costanza vedrai che la fortuna verrà a picchiare anche all'uscio di casa tua... e poi sparì!
Nanni. — (Trentanove e settantotto) (assorto, scende al deschetto e, inosservato, segna col gesso i numeri).
Fior. — Ebbene? Che vuol dire? Che tu hai la febbre, nient'altro... Zitti, il babbo!
Nanni. — (Numeri di morti!... che tentazione... ma no... non gioco più!)
Luigi. — Ah! Io me ne torno a bottega... Buon giorno, Nanni.
Nanni. — Buon giorno.
Luigi (alle donne). — A rivederci (via dal fondo).
Fior. — A rivederci, Luigi. (a Nanni) E non l'hai trovato il lavoro?
Nanni. — Nessuno mi ha voluto dare un pezzetto di cuoio. Ora che sei senza pelle, lavora Nanni!
Fior. — Non sei andato da Andrea?
Nanni. — Che Andrea!
Fior. — Per oggi del lavoro ne hai ancora, mi pare...
Nanni. — Sì, una risuolatura già pagata!
Maria. — Ah! Come si fa ora?
Nanni. — Sarebbe meglio guardare se ci fosse qualche cosa in casa.
Maria. — Ormai non ci son più neanche le coperte del letto! Ma zitto che c'è la mesata dei pigionali di sopra.
Fior. — Senti...
Nanni. — A che serve far misteri? Sei licenziata.
Maria. — Ah! povera me che ci avevo fatto assegnamento sopra quelle sei lire! (piange).
Fior. — Mamma, mi fai un bel coraggio! E voi c'era una gran necessità di dirglielo subito!
Nanni (sentendo venir gente). — Silenzio! Quel signore, il cavaliere... (si pone a lavorare). (Chi sa che vedendola piangere non s'intenerisca e mi snoccioli qualche acconto sulle risuolature di là da venire!)
Fior. — Mamma, asciugati gli occhi...