SCENA VI.
Un SERVO dalla destra. Detti.
Ger. — Neanche venti lire? (aspro) Bene, tenga, tenga le sue venticinque lire... Ma io sono molto più discreto nei miei affari.
Gius. — Piglia quel denaro, Bernardo; lo darai al Vicario per i poveri a nome di questo signore.
Ger. (furioso). — Non ci mancherebbe altro che si sapesse che regalo cinque scudi ai loro preti! (al servo) Dite che è lui il donatore e vi crederà: il Vicario sa probabilmente come il signore fa presto a guadagnarli. (via dal fondo senza salutare, col cappello in capo)
Gius. — Ha sentito?
Silv. — Valeva proprio la pena che tanta brava gente consumasse la vita nell'esilio e sui campi di battaglia per avere di cotesti cittadini!