VI.

Qualche settimana prima in una camera d'apparenza modesta di una modestissima casa di Rimini la giovane donna, che il conte di San Giorgio aveva cercata invano a Pesaro, Gabriella, se ne stava sola, appoggiata ad una finestra, come se avesse bisogno di respirare un po' d'aria.

Pareva immersa in riflessioni dolorose.

Sì, quei grandi occhi neri e languidi, quel profilo dolce, eppure troppo spiegato, quel volto pallidissimo, vezzoso, ma triste, e sino il complesso della persona alta, ma delicata ed esile rammentavano in modo particolare donna Rosalia; erano i medesimi tratti, ma assai più affaticati e stanchi.

Gabriella vestiva a bruno, e ciò faceva sembrar maggiore la sua pallidezza.

Ad un tratto si mosse: aveva udito battere alla porta.

—Siete voi, Giovanna? disse; ma perchè ricondurre subito i bambini?…

Intanto apriva; le parole morirono sulle sue labbra.

Invece della servente e de' suoi figli vide un uomo ancora assai giovane intieramente avvolto in un gran mantello di color cupo.

Ella lo riconobbe; ed una specie di esasperazione parve impossessarsi di lei.

Il nuovo venuto rimase un momento immobile; indi rinchiuse la porta, e prendendo per una mano la donna, che non profferiva parola, la condusse nella seconda stanza, e la fece sedere.

—Sì; sono io, Gabriella, disse poi; e la mia presenza non deve incutervi alcun timore.

Ella lo guardò un momento in silenzio; indi:

—È vero, mormorò; chi vi disse che io ero in Rimini?

—Nessuno me lo disse, io stesso vi vidi; da qualche giorno ho arrestata in questo porto la mia nave; vi riconobbi in chiesa, ed attesi per venirvi a vedere che la vostra domestica fosse escita per qualche tempo. Oggi quando sortì la interrogai, seppi che per gran parte della giornata sarebbe assente, e venni… Venni come un amico, chè come tale, il sapete, vi amai sempre.

—È vero, rispose ella, grazie.

E gli stese la mano, che ei strinse in silenzio. Poi:

—Sventurata! disse; che fu di voi? che mai faceste? Dunque, una passione vi trascinò?

—No! esclamò Gabriella; voi vi ingannate, come certo s'ingannarono tutti. La fatalità soltanto mi ha trascinata, non passioni…

—E dove vi trascinò essa?

—Alla sventura, Marco. Mi chiedete ciò che fu di me in questi quattro anni? ciò che io feci? Nulla. Le pene, che ho patite, io non le ho cercate.

Il giovane la guardò con compassione profonda.

—Spiegatevi, Gabriella; pensate, che quanto a me direte nessuno lo saprà in eterno, se così bramate: parlate dunque.

—Prima di farlo, lasciate che io vi chieda una cosa.

—E quale?

—Vedeste mio fratello? Da quanto tempo?

—Da quasi due anni.

—Oh allora non sapete…. e nulla poteva dirvi di me….

—Nulla mi disse; sapete che io non gli ho parlato che due volte; egli ignorava perfino che voi avevate accettata la mia mano, durante la sua assenza….. D'altronde non si avvide di me; era in gondola con una donna….

Ed il giovane si arrestò, come se non volesse proseguire.

Gabriella fece un movimento di terrore.

—Sarà stata lei! mormorò a voce bassissima, ed il suo volto si contrasse.

—Che avete? le domandò il forestiero.

La giovano donna si alzò; poi dopo un istante si lasciò cadere di nuovo sulla sua sedia; le lagrime la soffocavano.

—Se il parlare deve riuscirvi troppo doloroso, ebbene tacete; esclamò il giovane, che all'accento si riconosceva facilmente per veneziano.

—No, no; voglio dirvi tutto, giustificarmi; vedrete che non sono indegna dell'interesse che mi dimostrate.

—Vi ascolto.

E prendendo una sedia, Marco Sabbia, tale era il nome di quel giovane, ricco armatore veneziano, si assise vicino a Gabriella.

—Sì, voi mi compatirete, cominciò ella; siete calmo e riflessivo; l'idea soltanto che mio fratello non poteva occuparsi di me vi spinse ad offrirmi la vostra mano una volta…. E tutto posso dirvi….

Egli la interruppe:

—No, Gabriella, io vi voleva bene; siete la sola donna, che avrei sposata; vi amava senza esaltazione. ma molto: e quando vi perdetti, rimasi profondamente rattristato…. Tanto che mi recai in Levante, viaggiai continuamente, quantunque avessi potuto vivere tranquillo a Venezia con ogni agio: ma la mia città natale mi era divenuta insopportabile, mi vi fermava soltanto il tempo necessario a ricevere nuovi incarichi dalla signoria, che tante volte mi aveva già spedito come mio padre in Dalmazia, in Morea, in Asia.

—E che diceste allorquando io sparii?

—Mi fu detto che eravate fuggita con un giovane; pensai fosse il vostro amante; mi pareva strano, il confesso, ma dovetti persuadermene…. Faccia Dio, mi dissi, che mai ella si penta dell'error suo!

—Ah! mormorò Gabriella: voi avete creduto ciò di me. No, mai avrei commesso una tal colpa, affrontata la collera divina!

—Infatti, voi sì pia, sì religiosa: ma dunque raccontatemi tutto.

—Marco, voi credeste la mia partenza una fuga, invece fu un rapimento.

—Come? Che dite? Chi fu il vile? Come mai potè effettuare?…
Proseguite.

—Negli ultimi giorni, che passai in casa della signora Lorini vostra zia, a cui mio padre mi aveva affidata, io vedeva, ogniqualvolta andava alla finestra, un uomo guardarmi fissamente, ed in modo che quasi mi spaventava. Credetti però non dovermene dar gran pensiero; per questo non ne dissi nulla alla signora Lorini. Voi eravate assente. Ah! credeste che io non fossi soddisfatta della sorte che mi promettevate, che mi attendeva…. ed invece la guardavo con fiducia… Oh, non fui io che volli cangiarla…. Una sera, mentre stavo discorrendo colla signora Lorini, si venne ad avvertir questa che una sua amica, le se ne disse il nome, stava per morire, e che chiedeva istantemente di vederla. Senza riflettere molto ella entrò nella gondola, che attendeva ai piedi della nostra casa, e che dicevano mandata dai parenti della inferma. Così io rimasi sola. Andai alla finestra, e stavo guardando allontanarsi la signora Lorini, quando ad un tratto mi sentii afferrare per un braccio. Mi rivolsi; al lume della lampada, che ardeva nella camera, riconobbi l'uomo che mi trascinava… Era lui!… quello, che da qualche giorno vedevo sempre dalla finestra. Feci per parlare, ma egli me lo impedì:—Gabriella, mi disse, non vi spaventate, siete con un uomo che vi adora; seguitemi… Ed intanto mi trascinava per le scale…. Stordita per la sorpresa, e per lo spavento, io non feci resistenza come lo avrei potuto del resto? Le forze mi abbandonavano, volevo gridare, chiamar soccorso, ma la mia voce moriva nella strozza. D'altronde e' continuava a minacciarmi; poi tutto fu l'affare di pochi istanti…. Giunti ai piedi della piccola scala, che voi conoscete, egli mi depose in una gondola; prima di allontanarsi, io lo vidi parlare ad una persona, che stava in un'altra gondola. La luna illuminava le lagune; uno de' suoi raggi cadde sul volto di quella persona, nell'atto che metteva fra le mani di colui che mi rapiva qualche cosa, che non distinsi; quantunque più morta che viva, ed incapace di muovermi, io concentrai tutto quanto potevo avere di forza visiva, di attenzione, sul volto della persona, che parlava col mio rapitore… Era una donna…. una donna giovine e bellissima.

Marco rabbrividì.

—Quale interesse, continuò Gabriella, poteva spingerla a prender parte a quel rapimento? ah non lo so ancora, quantunque….

Ella parve fare a sè stessa una domanda penosa; i singhiozzi, che avevano sempre interrotta la sua voce, cessarono un istante, la collera, l'odio quasi si dipinsero sulla sua fisonomia, abitualmente dolce.

—Infelice! esclamò il marinajo, che sembrava assai preoccupato.

—Infelice! aspettate a darmi tal nome; voi non sapete ancora quanto soffrii…. Dopo che ebbe parlato con colei, e fu per un momento, l'uomo che mi rapiva si assise vicino a me. Le ultime mie forze mi abbandonarono, e svenni…. Ei mi fece fiutare qualche cosa, che invece di scuotermi mi intorpidì affatto. Quando rinsensai, ero in una specie di cameretta di una nave straniera, sola con lui. Mi chiesi un istante con angoscia inesprimibile se non ero in preda ad un orribile sogno…. Ahimè no! lo compresi tosto. I miei sentimenti confusi si risvegliarono insieme, mi risovvenni con chiarezza di essere stata strappata a forza dalla casa ove abitavo, deposta nella gondola, e mi risovvenni benanco della donna, di cui vi ho parlato, che sembrava essere stata l'anima di quella trama, e che forse l'aveva ordita ella sola…. Quali penosi ricordi gran Dio! A misura che essi mi persuadevano della realtà crudele della mia situazione, il mio cuore si stringeva, il sangue mi affluiva con violenza al cervello: com'è che non divenni pazza? Pensai anche a voi, Marco, vi desiderai a me vicino; voi mi avreste forse salvata….

—Lo avrei tentato almeno! esclamò egli; e se non perdevo la vita nella lotta, sarei riescito.

—Lo credo. Per qualche istante rimasi silenziosa, poi mi rivolsi piangendo a colui. Insensata! credevo di commoverlo; mi gettai a' suoi piedi: Riconducetemi a casa, esclamai; Dio vi benedirà! Egli mi rialzò; Acquetatevi, Gabriella, mi disse; io non posso soddisfarvi.—Perchè?—Perchè vi amo, ed ho risoluto siate mia per sempre. Prima che rinunziare a voi io saprei uccidervi.—Egli pronunziò quelle parole in modo, che ne fui atterrita, e ritenni inutile ogni altra prece. Mi costrinse quasi a bere qualche goccia di un'acqua, che ei diceva mi avrebbe calmata. Tosto fui presa da un sonno pesante, che mi aggravava le palpebre. Benchè tentassi rimanere svegliata, non lo potei…. ogni sforzo fu inutile…. E m'addormentai…. Certo avevo preso qualche narcotico possente. L'altra volta il mio torpore non era durato molto; ma invece questa, lo compresi in seguito, aveva durato due giorni e due notti…. Mi risvegliai in una camera di locanda; ero sdrajata su di una lunga seggiola a bracciuoli…. Egli mi aveva coperta col suo mantello…. Stava in piedi dinanzi a me…. Cielo! che era mai avvenuto?… Mi misi a piangere…. Egli mi prese le mani. Gabriella, mi disse, perchè non vi rassegnate al vostro destino? Io sono giovane e vi amo: perchè non mi amerete voi pure? Sposatemi, e tutto sarà finito, chè veramente, non potrei sempre vedervi a piangere…. E certo io non voglio rinunziare a voi…. Mi sembra parlarvi ragionevolmente… Un prete ci attende. Venite….. Rimasi un istante perplessa tra l'idea di rachiudermi in un chiostro; narrar tutto ad un confessore; od accettare l'offerta di colui, che in quell'istante mi guardava dolcemente. L'onore mi spinse a prendere il secondo partito. Andiamo, esclamai alzandomi, andiamo tosto. Egli mi parve soddisfatto e sorpreso insieme da quel subito consenso. Mi condusse in una chiesa vicina senza indugio; sembrava temesse che io avessi a cangiarmi. Tutto era pronto per la cerimonia. Un'ora dopo io era sua moglie; e qualche giorno prima egli mi era straniero.

—Vi amò egli almeno? chiese il marinajo.

—Sì, benchè poi divenisse assai brutale e non mi lasciasse la menoma libertà.

—Ed in qual luogo lo sposaste?

—A Ravenna.

E riprendendo il filo del suo racconto:

—Ero maritata ad un uomo, di cui ignoravo la condizione e gli antecedenti. Chi era egli mai? Glielo domandai con qualche terrore, appena fummo di ritorno dalla chiesa. Esercitai sempre il mestiere dell'armi, mi disse; ora ne sono annojato, e voglio ritirarmi in campagna. Non sono molto ricco, ma possiedo una fortuna sufficiente per vivere. Questa fortuna. l'ho meco: e mi mostrò una gran borsa piena d'oro. Voi siete mia, continuò egli; nulla ormai può spezzare i legami, che a me vi uniscono; dunque prendete il vostro partito. Io vi amo. Rimasi silenziosa; non era il sapere che ei non fosse nobile, nè ricco che mi opprimeva; egli mi aveva strappata, è vero, ad un avvenire sicuro, ad un'esistenza agiata, fatto provare angosce terribili; ma infine io stessa ero figlia d'un guerriero di ventura, non possedevo ricchezze; mio padre era nobile sì, ma orfano, solo; insomma…. colui mi aveva sposata senza esitare; ciò tranquillava la mia coscienza. Intanto egli mi parlava d'amore, le sue parole, piene di una passione selvaggia, mi facevano tremare, ma risvegliavano in me sentimenti, sino ad allora sconosciuti…. Voi eravate il solo, che mi avesse prima amata; e, benchè mio fidanzato, eravate sempre stato per me più un fratello che un amante; io non conoscevo dunque l'amore, poichè non era amore ancora quello, che provavo per voi…. Eppure con voi sarei stata felice!… Poi colui, benchè in modo sì strano, era mio marito; io non poteva rifiutarmi ad ascoltarlo…. non potevo…. Il cielo istesso m'imponeva verso di lui dei grandi doveri…. Marco, aggiunse Gabriella alzandosi con vivacità passaggiera e convulsa, nella posizione, in cui io mi trovavo di fronte a quell'uomo che mi aveva rapita, che avevo sposato per necessità, che dovevo fare? Una donna altiera, energica avrebbe preferito morire prima che viver seco; si sarebbe precipitata nell'onde sin dalla notte fatale, anzichè rimanere sola con lui…. ma io, timida, inesperta, mi lasciai trascinare….. Marco, quell'uomo, che mi aveva strappata a forza dalla casa, ove abitavo, non poteva essermi indifferente; bisognava, o lasciarmi trascinare verso di lui, od odiarlo…. Ed io non sapeva odiare….

Gabriella si lasciò cadere nuovamente sulla sua seggiola, e nascose il volto tra le mani.

Il giovane veneziano rispettò un istante quel silenzio, come quello che proveniva da mille affetti diversi.

Egli la comprendeva, non si era condotta come una eroina, ma era sventurata, non colpevole.

—Dunque, lo amaste? le chiese con dolcezza.

—Sì, lo amai, come la schiava ama il suo padrone, di un amore, che mi avviliva a' miei proprj occhi…. In pochi giorni lo amai così… Tanto ei mi dominava, che un solo suo sguardo arrestava sulle mie labbra le parole, quando volevo rimproverargli il modo, col quale aveva agito meco; sicchè quasi non osai più tentarlo…. Fu virtù la mia, o fu viltà?… Ahimè! che io stessa….

Marco la interruppe.

—Gabriella, le disse con dolcezza ed insieme con dignità, io non vi chiedo di più; comprendo qual dolore si debba sentire nel narrare, sia pure all'amico più devoto, le umiliazioni patite…. Non devo esigere che a tal dolore vi assoggettiate per me….

—Grazie, mormorò la giovane.

—Io, riprese Marco, devo cercare soltanto di alleviare le vostre sventure; vi offro ancora la mia mano e la mia fortuna, che in questi anni coi traffici e colla mercatura divenne ancor più considerevole….

—Che dite?

—Che io sarò, se il volete, il padre dei vostri figli. Se avessi provato per voi una di quelle vive passioni che sconvolgono la fantasia, non potrei forse parlarvi in tal modo: avrei orribilmente sofferto nell'udire che amaste un altro; ma io che non ho la mente offuscata dalla gelosia, posso sopportare tale idea…. Comprendo lo stato, in cui vi trovaste, e vi compatisco… Accettate la mia offerta, e potrete essere ancora, se non felice, amata e tranquilla.

Gabriella rimase immobile: sembrava che la voce non potesse escire dalle sue labbra. Finalmente, dopo un forte accesso di tosse:

—Marco, mormorò, io non posso, non devo accettare.

—Perchè?

—Perchè non sono più quella che fui. Voi vi pentireste della vostra generosità; guardatemi!… Io non ho ancora venticinque anni, eppure il mio cuore non sa più schiudersi alla speranza…. D'altronde….

—Ebbene?

—Poco forse mi rimane di vita…. una malattia sottile mi distrugge…. I medici, che ho consultati, me lo lasciarono travedere….

Il veneziano la guardò con terrore; sin dal primo momento l'eccessiva pallidezza di lei lo aveva colpito.

—Perchè temer ciò? le disse. Siete pallida, sfinita. ma foste sempre delicata…. Una nuova esistenza, la pace soprattutto potranno facilmente, lo spero, rendervi la salute….

—Oh quanto siete buono! Come potei atterrirmi in vedervi?… Temere di essere disprezzata da voi?… Oh ma voglio terminare di narrarvi i miei casi….

—Vi commovete troppo; ciò vi affaticherà.

—No, no; lo desidero…. È tanto tempo che non parlo ad un amico….
Mai confidai ad alcuno le mie pene….

—Come credete, Gabriella.

—Mio marito si chiamava Ferdinando Alboni; era di Perugia. Comperò una casa ed un podere fra gli Apennini, in un luogo deserto, quasi nascosto; pareva volesse celarsi…. Là diedi alla luce i miei figli…. Io ero diventata una specie di automa…. La mia testa si era indebolita assai, assai…. Fu effetto dei narcotici presi?… Lo pensai tante volte….

Marco fremette.

—E talora, continuò ella, anche adesso io ho degli istanti, in cui mi sembra smarrire la memoria di ogni cosa…. Per più di due anni vissi in quel modo: mi angosciava talvolta il non saper nulla di Federico, il quale era assente quando avevo lasciata Venezia, il non saper nulla di voi, della signora Lorini…. Che era avvenuto di tutti?… Ahimè! non me lo chiedevo lungamente!… Accasciata sotto il peso della fatalità io non ardivo sperare più nulla…. non sapevo quasi avere una volontà…. mi lasciavo condurre da mio marito…. gli obbedivo senza rendermene ragione…. Eppure, a misura che io mi era fatta più dolce, egli era divenuto più imperioso…. Per lui ero un oggetto di sua proprietà esclusiva, non molto di più; ed io ne ero quasi persuasa….

Gabriella si arrestò un istante, indi:

—Mio marito mi aveva sempre amata materialmente; la mia poca energia, la mia obbedienza passiva, il non saper oppormi, nemmeno quando lo avrei dovuto, volse quel materialismo in brutalità… Marco, voi mi guardate sorpreso: voi temete che io soffra nel dirvi così…. No; certe pene io non le provo più….

Il veneziano si scosse.

—Cielo! pensò, dunque è vero che amare in tal modo, con tale sofferenza, possa condurre all'abbiezione?

Ed egli non interruppe quella sventurata.

Certo abbisognava tutto il suo buon cuore, tutta la sua indulgenza, perchè la pietà profonda, ch'ella gli ispirava, non avesse nulla d'umiliante per lei.

Gabriella era stata un istante silenziosa; poi ad un tratto il suo volto si animò, l'espressione di dolce ebetismo, che vi stava dipinta poco prima, disparve quasi.

Una specie di vivacità brillò nel suo sguardo. Era rossore di quanto aveva detto? Era la speranza, che le ritornava in cuore?… Fatto sta che ella riprese con voce più ferma:

—Non voglio abusare della vostra attenzione, Marco, amico mio; perdonate ad una povera donna, che alle volte non sa più quel che si dica…. Ascoltate: Tale dunque fu la mia esistenza vicino a quell'uomo. Dopo due anni di essa egli morì alla caccia, dove passava molto tempo…. venne ucciso da un bufalo selvaggio…. Dopo la sua morte un vecchio coltivatore, nostro vicino, che mi aveva sempre dimostrata molta premura, s'incaricò di far valere le mie poche terre, e mi promise d'inviarmi due volte all'anno i danari ricavatine, ovunque fossi…. Volevo lasciar quei paesi, avvicinarmi a Venezia, benchè non contassi ritornarvi. La mia salute già da qualche tempo era alterata; un medico, che quel vecchio coltivatore fece venire dalla vicina Spoleto, mi consigliò a soggiornare in riva al mare…. Mi recai a Pesaro, mi vi fermai otto mesi, vi sarei ancora…. quando…. un giorno, che mi ero recata a passeggiare in porto, fui riconosciuta da un guerriero della repubblica, amico di Federico, il quale mi disse aver appena veduto questo a Bologna, ove contava fermarsi un mese per affari…. Quel guerriero non aggiunse altro, chè soltanto di vista mi conosceva; ma aveva mostrata una gran sorpresa, vedendomi, perchè mi credeva morta. Federico era il solo parente che mi rimanesse: lo avevo sempre amato molto, benchè egli mi avesse un po' trascurata, a motivo anche della sua carriera, e poi ei mi credeva estinta o colpevole…. Non seppi resistere al desiderio di vederlo, di giustificarmi…. Partii per Bologna coi miei figli e colla mia servente, una buona donna, che intieramente mi è devota…. Presi meco il mio atto di matrimonio, chè non volevo arrossire dinanzi a Federico, buono, gentile, ma orgoglioso e suscettibile…. Giunta appena in quella città, chiesi di lui…. Volle fortuna che mi fosse tosto additata la locanda, ove aveva preso alloggio…. Era in casa…. chiesi al suo cameriere di parlare a lui solo, e fui introdotta all'istante…. Rimase più che sorpreso in vedermi; io, dopo poche parole, gli mostrai l'atto del mio matrimonio, perchè compresi esser ciò necessario a distruggere i sospetti, che leggevo sul suo volto. Fui rapita, Federico, gli dissi; non sono colpevole…. Allora egli, che è poi facile a commoversi, mi abbracciò: Vi credo, Gabriella, rispose; sono contento di ritrovarvi, e spero combineremo di poter vivere vicini. Nulla noi potemmo dire di più…. Non ebbi il tempo di raccontargli i dettagli del mio rapimento, nè di accennare alla donna, che vi aveva preso parte; neppure gli chiesi della sua posizione attuale…. Portava una brillante assisa militare; non mi pareva più vestito come prima però…. ma probabilmente sarà ancora al servizio della repubblica; vi sono tante fogge diverse di abiti, io non ne ho pratica…. Insomma, pochi minuti rimanemmo soli…. Una porta dietro a me si aprì, prima che io mi volgessi a vedere chi entrava:—Ecco mia moglie: disse Federico.—Che? siete ammogliato? domandai sorpresa, e mi alzai, mi rivolsi:… Vidi la sua sposa…. Oh mio Dio!… rimasi come colpita dal fulmine!… Riconobbi in lei la donna che aveva assistito al mio rapimento, che forse aveva dato a mio marito l'oro ch'ei possedeva, giacchè tale dubbio sempre mi aveva perseguitata, benchè egli mi avesse assicurata del contrario….

Marco parve spaventato, ma dissimulò tale spavento.

—Come? domandò.

—Sì; era dessa, riprese Gabriella: ah non è tal volto, che si possa dimenticare…. Un debole grido mi sfuggì, ma sì debole, che mio fratello non lo udì nemmeno…. Stava presentandomi alla sua sposa, narrandole in poche parole la mia storia…. Certamente ella mi riconobbe; forse sin da quella notte fatale sapeva che io ero sorella a Federico di Chiarofonte; ma non un atto la tradì, e fissò su di me il suo sguardo, ove non iscorsi il menomo turbamento….

Marco sempre più si atterriva; ma si sforzava di mostrarsi calmo.

Gabriella continuò.

—La moglie di mio fratello mi ripetè le offerte di lui, ma esse non facevano che spaventarmi: nel sorriso di lei continuo ed insinuante io leggevo la menzogna; ne' suoi begli occhi orribili minacce. Indi: Venite meco, mi disse, prendendomi per la mano; vi riposerete e vi ristorerete. Sì, sì, andate, interruppe Federico, io non vi pensava.—Che doveva fare? Dire a mio fratello tutto?… Ero sì confusa…. non avrei potuto parlare…. La seguii macchinalmente, benchè a stento; quando fui sola con lei, mi fece sedere, quindi ella pure sedette in faccia a me. La guardai un poco spaventata; poi torsi gli occhi; non sapevo che dire, che pensare…. Chi ci avesse vedute in quell'istante avrebbe creduta me colpevole verso di lei; poichè io sola mi mostravo confusa…. Non potevo dubitare dei miei occhi; l'avevo perfettamente riconosciuta: eppure fui quasi per chiedermi se non mi fossi ingannata; tal era la sua franchezza, la sicurezza che mostrava ed ostentava in faccia mia…. Certamente, od almeno lo pensai, ella mi condusse seco, onde vedere se le riuscisse possibile il farmi credere che io mi ero ingannata….. persuadermi che per la prima volta ci vedevamo…. Lo compresi dalle parole seguenti: Sono lieta, mi disse, dell'avermi mio marito fatto sperare che dimorerete con noi per qualche tempo almeno. Pronunciò questa frase lentissimamente, esaminandomi, onde giudicare dell'impressione cagionata in me. Ella sorrideva intanto, e nel suo esame sembrava mettere una certa sbadataggine…. Immaginate, Marco, come io dovevo sentirmi.

—Che faceste? dissimulaste?

—No; benchè un istante ne avessi avuta l'idea, ma nol potei, chè le lagrime mi soffocavano…. Dimorare con voi! signora, mormorai, quella che….—Che volete dire? non vi comprendo. In quell'istante io vidi come in un sogno la mia vita dal giorno, in cui avevo per la prima volta veduta quella donna, la sposa di Federico… Pensai quanto diversa, quanto tranquilla sarebbe stata la mia esistenza senza di lei!… Pensai agli avvilimenti sofferti senza poter lagnarmi; alla mia salute distrutta; provai un senso di dolore, che mi esasperò…. Ed alzandomi: Ditemi almeno il perchè, le chiesi convulsamente, mi avete fatta rapire…. Ella impallidì; si alzò alla sua volta: Voi mi scambiate con un'altra, mi disse. Io non sono molto fina, ma non le credetti però. Non abbisognava un'osservatrice profonda per notare in quell'istante sul volto di lei una passaggiera, ma indicibile espressione di terrore. Anche i cattivi non sanno sempre dissimulare colla stessa perfezione. Vi sono dei momenti, in cui Dio permette che si tradiscano loro malgrado. Vedendo che io non volevo crederle, che non le riusciva ingannarmi, prese ad un tratto altra via…. Si avvicinò a me, e stringendomi un braccio: Gabriella, mormorò con voce concitata, contate voi parlare a mio marito dei vostri sospetti?—I suoi occhi lanciavano fiamme: erano sì minacciosi, che non osai rispondere.—Voi nol farete, riprese ella collo stesso tuono, altrimenti…. Io feci uno sforzo e rialzai il capo…. altrimenti, continuò, voi avete dei bambini, Gabriella, gli amate?—Signora, perchè tale domanda? mormorai atterrita.—Se gli amate, vi premerà conservarli!—E si arrestò, guardandomi fissamente. Un brivido mi corse per le membra. Che mio marito non sappia mai, proseguì ella, mai!…. Che mai una parola mi accusi dinanzi a lui…. Mi avrete compresa…. Giuratemi di non dirgli nulla.—Spaventata, pensando ai miei poveri figli, io non seppi resistere.—Ve lo giuro, balbettai.—E non potendo più a lungo trovarmi sola con quella donna, corsi all'uscio più vicino, e mi precipitai fuori della stanza.—In un batter d'occhio ella mi raggiunse. Calmatevi, mi sussurrò all'orecchio; la vostra agitazione è pericolosa. Soggiogata, obbedii. Obbedire alla forza per me era un'abitudine.

—Povera Gabriella!

—Ah Marco! voi solo non mi atterrite. Come potei mai temere di voi?

E dopo avergli gettato uno sguardo, in cui si dipingeva tutta la sua gratitudine, la giovane donna continuò:

—Passai tutta la giornata presso Federico; sua moglie non mi lasciò un istante. Rimarrete dunque con noi un poco? mi disse mio fratello. Io non potevo rispondere. Ella vuol ritornare domani a Pesaro, interruppe sua moglie. Pronunciando queste parole, mi guardò; compresi ciò che ella voleva e non esitai.—Sì, dissi, voglio ritornare a Pesaro. Federico meravigliato di quel rapido cangiamento, me ne chiese il motivo.—Sono abituata a viver sola, risposi; mi dispiace cangiare: ho riflettuto che la mia salute ha proprio bisogno di una vita monotona; poi forse quest'aria mi farebbe male.—Mentiva; ma come non avrei mentito?—Federico si mostrò dolente, ma non insistè. Verrò io presto a trovarvi a Pesaro, mi disse. Credetti veder sua moglie spaventarsi; ma così non fu. Mio fratello parve persuaso delle mie ragioni, che il mio aspetto delicato e triste giustificava.—Mandò a prendere i miei bambini alla locanda, perchè voleva conoscerli, vederli. Fece loro molte carezze; sua moglie pure gli abbracciò…. Oh mio Dio! que' suoi baci mi fecero rabbrividire…. Ella che aveva detto…. Così passò quel giorno. La sera, dopo cena, abbracciai Federico, che volle accompagnarmi alla locanda: sua moglie con una gentile insistenza chiese seguirci, e venne con noi…. Così terminò la mia visita a Federico. Ero andata da lui, sperando averne qualche consolazione; sperando che la sua vista mi facesse dimenticare alquanto le circostanze orribili, in cui mi ero trovata…. Ed invece! fu là che i miei ricordi penosi dovevano maggiormente risvegliarsi; che dovevo provare terribili scosse…. E Federico?…. Ma come mai aveva amata quella donna? Come mai l'aveva sposata?…. Chi è dessa?…. Io nulla potei chiedergli, poichè, se anche mi avesse lasciata poi sola con lui, non lo avrei osato….

Marco era pensieroso: pareva non potesse decidersi a parlare.

—E così, lasciaste Pesaro allora? domandò, come per dir qualche cosa.

—Sì; mi recai qui a Rimini, perchè ella non sapesse ove io fossi: non per me, che di me poco preme, ma i miei figli…. Ah Marco! che sarà di loro?

—Voi me lo chiedete? Perchè non siete tranquilla sul loro avvenire?… Avete dimenticato quanto vi ho detto?

—No, Marco, no: ma…

Ed ella sospirò. Indi:

—Ora vi ho narrato tutto quanto mi è accaduto, dacchè lasciai Venezia: una cosa sempre mi chiedo; nè mai so rispondervi… Perchè quella donna assecondò mio marito, e lo spinse forse a rapirmi?… E se sino da allora amava mio fratello, quale ostacolo poteva io essere alla sua unione con lui?… Ajutatemi voi: ditemi quanto ne pensate…

Marco rifletteva.

—Non saprei, rispose quindi. Io pure non vedo una ragione chiara abbastanza… molte me ne suggerisce la fantasia… ma non una che mi persuada… Infatti, voi non potevate essere per lei un ostacolo, di cui le fosse necessario sbarazzarsi… Può darsi che, senza sapere chi eravate, avesse secondato vostro marito… che, legata a lui da qualche segreto, da qualche mistero, non abbia potuto rifiutarsi ad ajutarlo… Non vi disse egli mai di conoscerla?… Non le chiedeste mai di lei?…

—Più volte, ma invano. Mai voleva rispondermi su tal punto… Non vi dissi già come ei mi dominasse?… Non soleva darmi molti schiarimenti…. E quando gli faceva domande che il contrariavano, s'impazientava tosto… Ah Marco! voi forse conoscerete quella donna… Certo Federico la vide a Venezia.

—Guardate, Gabriella….

—Che cosa?

—Io inclino a credere che, quando agì in danno vostro, ella non vi conosceva.

Gabriella scosse il capo: benchè non ne comprendesse il motivo, era persuasa del contrario.

—Poi, continuò Marco, vostro fratello, un cavaliere brillante, che sempre frequentò le case patrizie, che ebbe già molti intrighi galanti, non può essersi impegnato eternamente con una donna così senza conoscerla bene…

—Oh lo avrà ingannato! Ingannerebbe voi pure… se la vedeste…. se la udiste….

—Può darsi: ma insomma io non lo credo…

—Ma perchè?…

—Non so. Ma io penso che ella sia soltanto l'amante di vostro fratello…. Non vi sarebbe nulla di strano….

—Ah se fosse vero! Se non la vedessi eternamente posta tra me e lui!

Ed un lampo di fuggitiva soddisfazione brillò negli occhi di
Gabriella. Ma ricadde poi subito nell'abbattimento consueto.

—Perchè, mormorò, se anche voi vi apponete al vero, io dovrei temere egualmente, più forse… Se Federico non è suo marito, maggiormente temerà di perderlo.

—Non vi lasciate dominare da soverchi timori: d'ora innanzi io veglierò su voi…. Io credo non sia sua moglie; però potrei ingannarmi. Sono persuaso esser ella la donna, che vidi seco lui in gondola…. Quanto udii da voi maggiormente me ne assicura…. È molto bella, diceste?

—Sì; immaginatevi una grandiosa statua, corretta, ed insieme espressiva…. che cammina, che parla…. ed avrete una idea della bellezza di lei….

—Ciò non fa che confermare le mie supposizioni; in ogni modo, se vostro fratello la sposò, la sposò affascinato senza sapere chi ella fosse…. Deve essere davvero colei che io vidi…. Dite che è grande….

—Sì, grande, maestosa….

—Bruna?

—Perfettamente.

—Occhi neri, brillanti, grandissimi, che volge continuamente, ma troppo aperti, sfrontati….

—Sì, sì….

—Il suo profilo è greco?

—Come una statua. Ma voi la conoscete, il vedo….

—Qual età potrà avere….

—Dai venticinque ai trent'anni, penso.

—Ha nome Camilla?

—Federico la chiamò così. Ditemene qualche cosa….

Marco stette alquanto perplesso; indi;

—Sentite: io vi dirò quanto ne so; non date poi maggior peso di quel, che è saggio, alle mie parole…

—Dite, dite….

—Se è la persona che io intendo, è dalmatina di nascita; ma suo padre viaggiava continuamente; si fermava ora in un luogo, ora in un altro…. Anche a Venezia aveva una casa…. Egli….

E Marco si arrestò, come non sapesse risolversi.

—Ebbene?

—Era di origine zingaro; guadagnò tesori in fabbricare veleni potentissimi, anche di quei veleni, che uccidono col solo olfato….

—Oh mio Dio! Ella forse pensava servirsi di qualcheduno di essi contro i miei figli, se io parlavo….

Gabriella impallidì come la morte; poi:

—E Federico vive seco! Oh sventurato!

—Vi dissi questo, per quanto mi dolga spaventarvi: così per una precauzione…. Del resto è probabile che non sarà scellerata al segno da adoperare la perfida mercanzia di suo padre. Ne è prova il non essersene servita contro di voi.

—È vero, sì: disse Gabriella rassicurata alquanto. Comincio a credere che voi aveste ragione nel pensare, che, legata a mio marito da qualche segreto, l'abbia ajutato senza conoscermi…. Egli l'avrà minacciata….

—Oh sicuro…. Ma verrà forse un giorno, in cui ne sarà dato scoprire tutti questi misteri….

—Purchè non sia per il peggio….

—Calmatevi, cara Gabriella.

—Mio fratello avrebbe sposato una donna di tal nascita….

—Insomma, che cosa volete fare?… Come avevo principiato a dirvi, suo padre divenne ricchissimo: non vendeva soltanto veleni, ma anche droghe strane per mille usi diversi, filtri, che so io?… Si andava la notte da lui: mi fu quasi accertato che anche molti principi vi ricorsero talvolta…. Ma non so se sia vero…. Egli morì che sua figlia non aveva più di vent'anni…. Ma siccome era sempre stata nascosta, nessuno la conosceva; dopo la morte del padre ella assunse il nome di Camilla Bosconero, ed apparve come una ricca orfana, senza parenti….

—Ma voi come sapete tutto questo?

—Oh io!… fu per un caso strano…. Sono diversi anni che ella transitò dalla Dalmazia a Chioggia sopra la mia nave…. Uno de' miei marinaj, che poi in uno scontro coi corsari, avvenuto qualche mese dopo, rimase prigioniero, me la mostrò; dicendomi che egli era stato inviato segretamente e a più riprese da suo padre: che ella però non poteva certo riconoscerlo, perchè una sol volta l'aveva veduta…. Mi narrò di lei in segreto quanto ve ne dissi, aggiungendomi che in avvenire io solo forse conoscerei con lui la vera origine di quella giovane e la sorgente delle sue ricchezze…. Ella era accompagnata da una vecchia domestica…. La imponente bellezza di Camilla aveva già attirato sopra di lei la mia attenzione…. Dopo quanto m'aveva narrato quel marinajo, la esaminai di nuovo; ma siccome non è mio costume incantarmi nella contemplazione di una donna, per quanto sia bella, cessai tosto dall'occuparmene…. Poi avemmo una notte di bufera orribile, nella quale Camilla pure arrischiò di rimaner sommersa, fu salva a stento, e mi deve quasi la vita….

Marco si arrestò, colpito da una subita idea…. Ma non lasciò scorgere a Gabriella il suo turbamento, eppure era grande. In quell'istante si era chiesto ad un tratto se quella donna, ch'egli aveva creduta addormentata, avesse mai udito il marinajo, quando gli rivelava i segreti di lei…. Ohimè! pensò, sarebbe mai possibile?… Sarei stato io senza saperlo cagione di…?

E guardò Gabriella colla più tenera compassione. Per qualche tempo rimase muto.

La giovane non si era avveduta di quell'improvviso arrestarsi; od almeno lo credette cagionato soltanto dai dubbj, dai sospetti, che entrambi provavano. E volgendosi al veneziano:

—Dopo non la rivedeste più? gli chiese.

—La rividi diverse volte, sempre con giovani cavalieri; è per questo che non mi meravigliai vedendola con vostro fratello, e la credetti sua amante…. Però, potrebbe averla sposata…. Ella è molto bella: in un istante di pazzia uno sproposito è presto fatto….

—Chi sa? Federico è un po' stordito: voglia il cielo non abbia a pentirsi!…

—Del resto, continuò Marco, io non so a carico di quella donna che quanto mi narraste voi stessa…. Non credo abbia commesso altre cattive azioni…. Potrebbe darsi davvero che vostro marito conoscesse l'origine di lei…. che per questo fosse stata trascinata a secondarlo, non per naturale perversità….

Il veneziano diceva questo, perchè gli sembrava crudele spaventar
Gabriella: ma invece pensava tutto all'opposto, e ne aveva ben d'onde.

—Ma, interruppe la giovane, e le minacce che ella mi fece in
Bologna….

—Avrà conosciuto che eravate dolce, timida; che era agevole atterrirvi, e vi avrà ricorso come ad uno spauracchio.

—Bisogna dire che le prema assai non alienarsi mio fratello.

—Così credo anch'io.

Marco era quasi pentito di quanto aveva detto. Temeva aver gettato nell'animo di Gabriella un nuovo germe d'angoscia: ma non aveva saputo resistere all'idea di premunirla…. Avrebbe richiamate le sue parole forse…. Ma no: potevano divenir necessarie…. E se fosse stato d'uopo dire anche più…. Ma non ne ebbe il coraggio…. Egli era in una di quelle situazioni dolorose, nelle quali non si sa a che risolversi: si teme dir poco, si teme dir troppo, e si finisce per prendere una via di mezzo, la più pericolosa sovente.

Ah se Gabriella avesse letto nell'animo dell'amico suo, quanto maggiormente sarebbe stata atterrita!

Il giovane veneziano, benchè d'indole più che calma, provava un'amarezza profonda; ma richiamò tosto la sua ragione: pensò che quanto di meglio gli rimaneva a fare era vegliar su Gabriella ed i suoi figli. Quindi:

—Ho veduto i vostri bambini, le disse: sono vezzosi e vi rassomigliano.

—Oh quanto temo per loro, Marco!

—Via, via, non inquietatevi: quando saranno più grandicelli, penseremo insieme al loro avvenire.

—Come devo io condurmi, secondo voi? Devo rimanere a Rimini?

Egli rifletteva. La voce della sua antica fidanzata lo tolse a' pensieri, che riguardavano però lei ancora. E con quella rapidità, colla quale si risponde sempre, quando si teme lasciare scorgere una preoccupazione qualunque, disse:

—Oh per ora non vi vedo alcun pericolo. Quest'aria vi fa bene?

—Così, non saprei: non ho migliorato, ma non ho peggiorato nemmeno.

—Bene, stateci per adesso: nessuno verrà a cercarvi, credetelo: non si sa nemmeno dove siate. Dei vostri figli non vi preoccupate; penseremo poi in seguito a tutto….

E si alzò.

—Quando vi rivedrò ancora? domandò Gabriella, alzandosi parimenti.

—Fra poco: devo fare un piccolo viaggio, da cui non posso esimermi, quindi tornerò da voi.

—Come mai posso ringraziarvi d'avermi serbata tanta affezione?

—Riguardandomi come il vostro migliore amico; mi conoscete da lungo tempo: sapete che quanto fo, lo fo di cuore.

—Ah finalmente non sono più sola!

—No, Gabriella: e se vi decideste ad accettare la mia mano, io sono sempre disposto, benchè non abbia voluto insistere, onde lasciarvi tempo a riflettere…. Addio intanto.

—Addio: vi attenderò con vera impazienza.

Marco le strinse la mano, la guardò qualche istante; indi sortì dalla stanza, soffocando un sospiro.

Gabriella volle accompagnarlo sino alla porta.

—Ah! esclamò: chi mi avrebbe detto, quando sono venuta ad aprirvi, che dopo tanto tempo vi ritroverei sempre lo stesso?…

Il veneziano cercò sorriderle:

—Vedete dunque, disse, che non bisogna mai disperare di nulla, e che non dovete più atterrirvi come lo faceste vedendomi.

E dopo averla salutata nuovamente, escì.