VII.

Quasi subito dopo Marco entrava nella locanda, ove dimorava dopo il suo arrivo a Rimini, cioè da pochi giorni; durante i quali aveva preso tutte le informazioni, che gli era stato possibile avere su Gabriella, che egli credeva disonorata e perduta.

La vita che ella conduceva sì ritirata ed oscura, la tristezza letta sul suo volto le poche volte, che nascostamente l'aveva veduta; l'affetto, che mostrava a' suoi bambini, tutto ciò lo aveva deciso ad andare da lei.

Gabriella, se era stata colpevole, era pentita; poichè sembrava aver molto sofferto. Questa idea, unita a timori ancor vaghi, lo aveva guidato alla dimora della giovane vedova: e quando ella gli ebbe detto che non era fuggita, ma stata condotta via suo malgrado, egli non aveva dubitato un istante: lo aveva mostrato, offrendole la sua mano.

La sua emozione, nell'udire i casi di Gabriella, era stata profonda; assai più di quanto si sarebbe potuto supporre dal contegno serbato da lui dinanzi alla giovane donna.

Appena fu solo nella sua stanza, vi si rinchiuse: aveva bisogno di riflettere, di non vedere alcuno. Non pensava, come si sarebbe potuto immaginare, che, se Gabriella non era fuggita di sua volontà con un altro aveva finito però per amarlo, od almeno per rassegnarsi.

No: la cognata di Gabriella soltanto lo preoccupava. La sentiva come un incubo pesargli sul cuore: la vedeva, nell'immenso orizzonte della fantasia, apparirgli ora minacciosa, ora insinuante; ma sempre fatale a Gabriella, fors'anche a lui medesimo…. E rabbrividiva, temeva, esitava….

Poi provava come una specie di rimorso, che non meritava avere, eppur crudele assai, nel dire a sè stesso che egli solo forse aveva cagionato le sventure di Gabriella.

—Ohimè! pensava, sarebbe vero? Sì, pur troppo lo temo…. Ecco dunque per una trama, ordita da colei, che cosa è divenuta una fanciulla pura, buona, che io avrei resa una donna rispettata e felice! Ah! se avessi potuto prevedere tutto questo in quella notte d'uragano…. Ma no, non avrei avuto cuore…. Eppure gettarla in mare non sarebbe stato meglio? Non avrei evitato con ciò mille sciagure, anche per l'avvenire forse?… Ah perchè una di quelle onde impetuose, che entravano nella nave, non l'ha travolta seco?… Ed io che feci il possibile per salvarla?…. Dunque, si può pentirsi del bene, rimpiangere di non aver fatto il male?…. Non lo avrei mai creduto, ma, a quanto vedo, sì….

E seguendo il corso delle sue idee:

—Ma non è possibile che Federico di Chiarofonte l'abbia sposata…. Oh perchè non indovinai la perfida mano di Camilla nella disparizione di quella povera ragazza? Certe perversità io non so nemmeno immaginarle…. Le immaginerei ora, ne immaginerei molte, ma a che varrebbe? il male è fatto. Ah se avessi saputo tutto il giorno ch'io la vidi in gondola con Federico! sarei corso a loro…. l'avrei accusata innanzi a lui, poichè è questo che ella teme…. Ma dunque lo ama…. Ma che? tali donne possono amare?… Perchè no?… Non amano talvolta anche i più grandi scellerati?… Ed allora…. Ohimè! guai a chi è posto tra essi e le loro passioni!…. Sì, ella potè invaghirsi perdutamente di Federico di Chiarofonte:…. egli è di quegli uomini, pei quali si fanno pazzie…. Non se ne fecero già molte per lui a Venezia, persino da orgogliose patrizie?… Ed io, che sempre provai una specie di terrore per le passioni sfrenate, devo occuparmene per gli altri?… Oh fui felice io ascoltando la sola ragione!

Una specie di sorriso ben amaro, come derisorio verso sè medesimo, gli sfiorò le labbra:

—Chi mi avrebbe detto che Gabriella…. Ah gli eccessi d'ogni genere sono sempre pericolosi! Se io avessi amato quella fanciulla con passione, se non fossi stato sì fiducioso, sarei stato spinto dalla gelosia ad occuparmi maggiormente di lei; a badare, osservare con cura se alcuno ne fosse invaghito…. avrei scoperto colui, impedito forse quel rapimento…. Disgraziata! Di chi dunque fu sposa? Chi amò dessa? A chi perdonò?… Oh potessi almeno metterla al coperto da ulteriori perigli!… Ma Camilla! come potrò io mai lottare contro di lei? Indovinare i suoi raggiri?… E se il motivo, che la guidò a far rapire Gabriella, è quello che io presumo, com'è che non cercò colpire me a dirittura?… Ma non lo avrà potuto…. Ero sempre in mare…. E se m'inganno?… Se…. Pure, è impossibile quasi che sin d'allora ella amasse Chiarofonte…. Nulla discerno in questa confusione d'idee, d'impressioni….

E, ritornando ad un pensiero, che un istante prima lo aveva preoccupato:

—Chi sarà stato mai il marito di Gabriella? Certo egli promise a Camilla che mai avrebbe riveduta la fanciulla che rapivano: pare fosse un uomo rozzo, un militare di ventura…. Non compresi bene…. Povera Gabriella!…. Ove fuggì quel suo sorriso, sì calmo e puro, in cui leggevo le promesse di un avvenire sereno? di una esistenza senza scosse, senza dolori, la sola che potesse tentarmi?… Ohimè! non provo che amarezze, inquietudini tormentose, terrori orribili!…

Marco si assise dinanzi ad una tavola, col capo fra le mani.

Per la prima volta in sua vita aveva provato emozioni fortissime, terribili…. ed esse, come per vendicarsi di averle egli sino ad allora sapute evitare, gli facevano sentire tutta la loro forza; lo agitavano; gli destavano in cuore tormenti sconosciuti; rimpianti inutili, e perciò crudeli: l'opprimevano insomma; lo schiacciavano….

Marco soffriva! Egli, che aveva con tristezza, ma senza disperazione sopportata la fuga di una fidanzata, fuga che credeva allora spontanea; non sapeva resistere all'idea di aver egli involontariamente cagionate le sventure di Gabriella.

Non aveva fatto nulla di male, ed era pentito; non aveva mai provato gli entusiasmi dell'amore; ma ne sentiva tutte le amarezze, tutti i disinganni.

E, più che tutto, temeva l'avvenire.

Lo temeva, ed a ragione.

Non era soltanto il modo indegno, con cui Gabriella era stata data in mano ad uno sconosciuto, che gli faceva credere scellerata l'amante, o la moglie di Federico di Chiarofonte; no, per quanto odioso fosse stato un simile procedere, egli, come aveva detto e lasciato pensare a Gabriella, avrebbe trovata nell'origine di Camilla, nel suo timore di vederla rivelata, una scusa, o piuttosto una causa: ed avrebbe dubitato, diffidato di quella donna; ma non si sarebbe lasciato prendere da sì grande spavento, da sì crudeli angosce….

Ben altro sapeva di Camilla, benchè avesse assicurato Gabriella del contrario.

Una vecchia, sconosciuta a tutti, era morta due anni prima in Venezia in modo strano, improvviso: talchè si era detto da un medico fosse stata avvelenata…. Ma siccome non si sapeva chi accusare, e che nessuno si curava di quella vecchia, non si aveva abbadato alle parole del medico….

Ma Marco l'aveva veduta a caso morta; riconosciutala per la compagna della bella Camilla Bosconero.

Ed ora ei dicevasi che certo quel medico non si era ingannato.

Come dunque avrebbe potuto lusingarsi che un delitto, per quanto terribile potesse essere, arresterebbe colei?

Chi muove il primo passo nella via del vizio o della colpa, chi non s'arresta inorridito una volta, di rado si arresterà alla seconda; come colui che, dovendo passare sopra un precipizio per un piccolo ponte od un fragile assicello, si arrischia tremante; e ritornando affronta con minor timore, con maggior sicurezza lo stesso periglio, ripassa senza grande difficoltà: perchè i suoi occhi si sono avvezzati all'abisso, ove potrebbe cadere.

Soltanto l'interesse proprio può arrestare gli scellerati.

Ed in questa circostanza sperava Marco: in essa sola trovava qualche fiducia.

Il pentimento sincero, profondo, che rende possibile la riabilitazione innanzi a sè stessi, il veneziano lo credeva impossibile. Infatti pur troppo, checchè se ne dica, è una splendida utopia, che soltanto può venire realizzata da coloro, che commisero il male sotto l'impulso di qualche passione.

Marco, sì onesto, abborrente per natura dal vizio, non comprendeva come si possa cangiare il cuore. Se quella donna non fosse stata malvagia, pensava, non avrebbe fatto, no, quanto fece.

—Ma, poichè Gabriella l'ha obbedita; poichè vive nascosta, ignorata; e Camilla si tien sicura del suo silenzio…. perchè mi atterrisco?… Passarono già sei mesi dacchè l'ha veduta…. dunque: se avesse voluto sbarazzarsene, lo avrebbe già fatto…. D'altronde ignora dove sia…. Pure…. ma come posso io indovinare i pensieri di una persona da me sì diversa?… E come mai di me non si occupò?…

Questa domanda veniva ad ogni tratto a mettersi tra Marco e le sue congetture…. Se la faceva ad ogni istante: non sapeva rispondervi in modo che lo soddisfacesse intieramente, ed essa finiva di gettare la confusione, il caos nel suo cervello.

Prima di aver riflettuto che il suo colloquio col marinajo, di cui aveva parlato, poteva aver cagionato la sventura di Gabriella, egli aveva scôrti gli stessi perigli; se ne era spaventato per la sua amica; ma non come lo faceva ora…. Non era soltanto terrore che provava adesso, ma afflizione profonda.

Marco sapeva opporre il coraggio ai mali, che gli venivano dalla sorte, senza che gli fosse stato possibile scansarli: ma la sua fermezza era caduta innanzi a quel continuo pensiero, che gli replicava ad ogni istante come se ei non si fosse fermato ad udire quel marinajo, forse….

Tal pensiero era fisso; lo stancava; gli suscitava l'inferno nel cuore. Veramente era il solo, che potesse gettar lui in tanta costernazione.

E se voleva occuparsi d'altro, si sentiva trascinato a confrontare
Gabriella qual era stata in passato, qual era adesso….

Che amara diversione!

Gabriella, giovane d'anni, ma sì abbattuta, sì vicina forse alla tomba; Gabriella che aveva esaurito ogni forza di volere, la sua parte di felicità: stanca, umiliata, avvilita….

Accettando la mano, ch'ei le aveva offerta, Gabriella non contribuirebbe certo a mantenere alcuna delle illusioni, di cui ha bisogno per sin l'amicizia; chè anzi farebbe cadere le sue, se gliene potevano rimanere dopo sì crudeli scosse…. Non si pentiva però di quell'offerta.

—D'altronde, pensava, non sarà più generosità la mia, se veramente senza volerlo fui causa che la si rapisse…. Sarà una riparazione, che le è dovuta; un dovere, che io compirò.

Dopo qualche tempo trascorso in sì angosciose preoccupazioni Marco pensò che, comunque fossero le cose, il meglio che gli restasse fare era cercar dei rimedj; tentare di antivenire dei perigli; e benchè a fatica, vinse l'abbattimento in cui era caduto.

Richiamò la sua energia; ma l'amarezza, ch'ei si sentiva in cuore, non poteva certo vincerla; e per allora ogni tentativo sarebbe stato vano.

Si propose partire subito, chè gli conveniva affrettarsi; benchè una specie d'afa pesante lo avvolgesse, sembrasse inchiodarlo ove si trovava, lo condannasse all'inerzia.

Malgrado di ciò, poco dopo con passo fermo, pallido ma risoluto escì dalla locanda.

Si diresse verso il porto. La sua nave l'attendeva. I marinai sapevano che dovevano andare in Dalmazia; ma ad un tratto egli, colpito da una subita idea:

—A Venezia, disse: a Venezia; e tosto.

Fu obbedito…. si spiegaron le vele….

—Qualche giorno mi basterà, mormorò Marco allontanandosi dalla spiaggia, oh sì qualche giorno; tanto per ora Gabriella è sicura…. Camilla non sa ove ella sia…. poi io l'ho messa in guardia….

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