LA STRADA
Non c'è che dire, un'eccellente strada:
La migliore ch'io m'abbia conosciuta;
Chi su ci va, gli par che in letto vada,
Tanto è piana, ben fatta e ben tenuta.
D'ambo le parti un'irta siepe e bianca
Per molta polve la costeggia, e il piano
Oltre quella s'estende a ritta e a manca
Triste a veder da presso e da lontano.
Nè una casa per via, che a sè comunque
L'occhio richiami, per gran tratto appare:
Solitudine siede intorno ovunque:
Ciò è seccante davvero a lungo andare.
Ecco, o eccellente strada, o al passeggiere
Comodissima strada e ben costrutta,
S'io t'ho a dir veramente il mio parere,
O bella strada mia, tu sei pur brutta!
Sovente in orlo alla deserta via
Sorge una croce e reca triste avviso,
Ch'ivi un fatto di sangue si compia,
Ch'ivi talun fu derubato e ucciso.
Penso: se a me seguisse un caso eguale!
Non dirò ucciso, ma se almen foss'io
Quivi aggredito! È certo; o bene o male
Scosso assai ne sarebbe il tedio mio.
Ma non c'è dubbio; or son le vie sicure;
Io ben so che nei ladri non ci casco;
Io di false, romantiche paure,
Di liceale poesia mi pasco.
Torniamo al sodo; io realista sono.
Cuoce la cena a casa mia. La moglie
Piacente, ed ambo i rosei bimbi sono
Stanchi già d'aspettarmi in sulle soglie.
Ed io sto a far per via con sì bel gusto
Il poeta romantico! e le reni
Al cavallo non frusto e non rifrusto,
Perchè fra i cari miei tosto mi meni!