[118]. On October 30, 1403, he wrote to Florence and offered to take one of the finest cities of the Milanese between Milan and Piedmont if Florence would afford him (as indeed she offered to do) an aid of 200 lances (Florence Archives, Filza II. dei Dieci 3). Nothing appears to have come of this arrangement, which appears to have been quite uncountenanced by the King.

[119]. See the preceding chapter on Valentine Visconti.

[120]. See a manuscript letter, I believe imprinted, in the Florence Archives, Dieci di Balia, Classe x. dist. iii. No. 2, fo. 56: Istruzione data a Pierotto Fidini: “Andrai a Pisa e sarai con Madonna Agnese e dicele che tu ciai (ci hai) referito quello chella ta detta (ch’ella ti ha detta) e, uditolo, noi siamo contenti seguitare il ragionemento, cioè di contrarre con lei buona pace e sicura si che tra lei e noi non abbia da essere guerra. Ma che, per fare contento il nostro popolo, e mostrargli come cosa sia sicura che guerra non gli sia[sia] fatta a noi, è bisogno chella metta nelle mani del Comune nostro quatro Castella colle loro forteze, di quelle del Terreno di Pisa che per noi si nomineranno et vogliendo ella fare questo noi verremo alla pace e alla concordia realmente.

“Se ella dinegasse questo volere fare, avendo tu prima provato e riprovato chella il consento, et ella dicesse di volere mettere le dette castelle colle forteze loro in mano di terza persona fidata a lei ed a noi, dirai in ultimo che noi siamo contenti. E se questo ella non movesse a te ma stessesi pure in su la negativa—di non ci volere dare le dette castella—allora moverai tu a lei dicendo che, poi che non le dia piacere mettere le dette castella nelle mani nostre, chella le metta nelle mani di terza persona di lei e di noi fidata. E che a questo ella consente e volere che tu nommassi le castella, dirai Livorno, Librafacta, Casena e Ponteacra. E se d’alcuni di questi ella[ella] dicesse non potere fare, saprai quali. E in scambio loro dirai Palaia e Marti se fossino più d’uno. Se ella ti venisse a domandare chi noi porremo per terza persona, dirai che tu non ne sei informato ma che tu ci lo riferirai, e se ella te ne nominasse alcuno, tiengli a mente. E poi ne vieni subito alla presentia nostra, bene informato d’ogni cosa. Et eziandio d’ogni novettà e cosa che sentire puoi” (April 17, 1404).

[121]. Dieci di Balia, Classe x. distinzione iii. No. 2, fo. 58. I translate the whole of this interesting letter, hitherto, I believe, unpublished:

Istruzione data a Bonaccorso di Neri Pitti ... di quello che abbia fare a Genova. April 28, 1404: Andrai a Genova. E sarai al Governatore Messer Giovanni Bouciquaut, Luogo tenente del Re. E lui saluterai affetuosamente per parte del Comune nostro.

“Di poi gli dirai come di questo mese egli manda al nostro comune suo Ambasciatore Maestro Piero di Nantrone, suo secretario. Il quale, per sua parte, ci notifica come egli aveva ricevuto per vasallo e feudatorio del serenissimo Re di Francia Messer Gabriello Maria di Visconti colla città di Pisa e col suo terreno che possedea. Et aveva presa la sua difesa. E che darà per censo al detto Re ogni anno uno cavallo e uno falcone pellegrino. Secondaria, ci prega che ci piacesse per lo avvenire non offendere la città[città] nil (ne il) terreno di Pisa predetto, per rispetto del Serenissimo[Serenissimo] Re predetto. Et agli aveva preveduto che di quelli di Pisa non sarebbe fatta alcuna offesa nel nostro terreno.

“Tertio disse che noi possiamo colle nostre mercatantie usare et trafficare a Pisa sicuramente come a Genova e in qualunque altra terra del Re di Francia.

“Al quale Ambasciatore fu risposto in effecto che noi ci maravigliamo et dolevamo, come essendo noi in guerra colla dicta città di Pisa e con chi la teneva—et essendo noi al disopra per liberare la detta città di tirannia et avendo rispetto quanto noi siamo sempre frati, e siamo servidori della detta Corona di Francia; et egli aveva presa la difesa loro contro a noi; e che questa non era honesta cosa.