S’armò d’Asia, e dì Libia il popol misto;

Chè il Ciel diè favore, e sotto ai santi

Segni ridusse i suoi compagni erranti.

O Musa, tu, che di caduchi allori

Non circondi la fronte in Elicona

Ma su nel Ciel infra i beati cori,

Hai di stelle immortali aurea corona,

Tu spira al petto mio celesti ardori,

Tu rischiara il mio canto, e tu perdona,

S’intesso fregi al ver, s’adorno in parte