Sweeney scosse il capo con malinconia. — Guanti. Portava dei lunghi guanti, bianchi.

Bline brontolò: — Questo ragazzo è un maniaco, Nick. Cosa intendevi dire, domandandomi se avevo osservato qualcosa durante lo spettacolo?

Nick si chinò in avanti. — Solo questo: nel momento in cui la ragazza è ferma, davanti al pubblico, in mezzo al palco, mentre la luce si abbassa. Vedete, io non posso correre rischi cambiando lo spettacolo (non che importi, perché avrei la folla così, anche per sentir cantare Annie Laurie) ma sono preoccupato. Non vorrei che la ammazzassero, perché se lo Squartatore venisse qua, quello sarebbe il momento buono.

— Forse, ma in che modo?

— La sala è al buio, quasi per tutto il tempo. E se gli saltasse in mente di tirare fuori il suo rasoio, sarebbe difficile scoprire da dove è arrivato.

Bline restò pensieroso per qualche minuto, poi fece segno di no. — Mi sembra molto improbabile, Nick. A meno che non si tratti di un lanciatore di coltelli, gli occorrerebbero mesi per far pratica. E non credo che userebbe una rivoltella: quelli come lui si fermano su un’arma sola e su un solo modo di impiegarla. Non credo nemmeno che la ucciderebbe in pubblico, comunque. Secondo me, il pericolo vero è nel tempo che impiega per andare da qui a casa sua, o da casa a qui. E di questo ci stiamo già occupando.

— Per quanto tempo continuerete?

— Fino a che avremo preso lo Squartatore, Nick. In ogni caso, senz’altro finché lavorerà qui dentro. Perciò tu puoi stare tranquillo.

— Avete messo qualcuno a perquisire il suo appartamento, prima che ci entri lei?

Bline si seccò. — Senti, Nick, non vado a raccontare a nessuno quali precauzioni prendiamo e non prendiamo. Specialmente con un giornalista vicino che lo andrebbe a scrivere subito sul giornale, finendo col mettere in guardia l’assassino.