— Grazie per questo riconoscimento alla mia qualità di reporter — disse Sweeney — però il suggerimento di perquisire la casa prima che lei ci entri è buono, se non lo fate già. Se fossi io lo Squartatore e volessi colpirla, non ci riproverei per strada; starei sotto il letto ad aspettarla. Demonio dorme in camera con lei?
Bline lo guardò con intenzione. — Questo è riservato, da non pubblicare. Però ci dorme.
— E quanto al lanciatore di coltelli — insisté Nick — se riuscisse a tirarlo?
Sweeney disse: — Eccolo che arriva. Chiedetegli se ci riuscirebbe.
XI
Doc Greene avanzava verso di loro, aprendosi la via faticosamente tra la folla che usciva dopo lo spettacolo, con un sorriso soddisfatto sulla faccia rotonda che Sweeney avrebbe volentieri riempito di pugni.
Bline si voltò a guardare ostentatamente l’uomo che si avvicinava e poi si volse con aria disgustata verso Sweeney. — Voi e quel maledetto tipo!
Anche voi forse vi sareste disgustati di lui e in questo caso non ho nulla da dire a suo favore. Era davvero un maledetto tipo, e sapete anche voi che cosa può nascere tra un tipo così e un testone irlandese; se anche non lo sapevate al principio del libro, adesso ne siete informati. Quando un verme come quello si imbatte in un irlandese, ne può scoppiare un’esplosione. Oppure, caso molto migliore, l’irlandese può cercare di appurare se il tipo-verme è in grado di sfuggire a un’incisione praticata con un rasoio o un coltello. E questo fu lì lì per accadere, ma non ancora, non in quel momento, in cui Doc si avvicinava con un grosso sigaro, ma senza coltelli.
Nick si alzò e disse: — Salve, Doc. Bene, io devo andare. Arrivederci a tutti. — Doc gli fece un cenno di saluto e domandò a Bline se gli era piaciuto il numero.
— Grande — rispose Bline. — Accomodatevi, Doc.