— E ingoiandosi probabilmente anche la lama del rasoio?
— Potrebbe averla lasciata cadere, per esempio, nella sua casella delle lettere, dato che si trovava in piedi proprio vicino alle caselle.
Bline intervenne. — No, Sweeney. L’atrio è stato tutto perquisito, comprese le caselle della posta. Nessun’arma. E non ne aveva neppure nelle scarpe o nei vestiti. È stata perquisita anche lei, all’ospedale. Non crediate che non abbiamo immaginato la possibilità che tutto fosse un trucco.
Sweeney esclamò impulsivamente: — Doc poteva esserci anche lui e può essersi portato via la lama altrettanto bene come lo Squartatore poteva esserci e andarsene con la propria arma.
Greene si inchinò ironicamente. — Grazie, Sweeney, per aver implicitamente ammesso per la prima volta che lo Squartatore non sono io.
— Non ditelo. E poi, capo, c’è un’altra ipotesi, a cui forse avete già pensato. La ferita era leggerissima, tanto da non immobilizzare la donna. Come potete essere sicuro che si trovasse già nell’atrio? Potrebbe anche essere arrivata a casa, essersi recata nell’appartamento, essersi ferita col rasoio, poi averlo lavato e gettato via e infine esser tornata di sotto a gettarsi per terra, aspettando che qualcuno la trovasse.
Bline rispose: — Ci abbiamo pensato. Ci sono molti punti in contrario, di poca importanza, e uno di grande portata: tra i piccoli punti le graffiature sulla porta, che potrebbero anche essere state fatte, lo ammetto, appositamente. E c’è il fatto che occorrerebbe una bella forza di nervi per ferirsi a quel modo. Certo si può anche farlo. E un’altra piccola cosa: come essere certi che voi vi trovaste là, Sweeney, per scrivere il vostro articolo, senza essere d’accordo? O l’accordo c’era?
Sweeney sogghignò. — Ma sicuro! È per questo che io ne ho parlato! Doc non mi ha dato la mia percentuale e io mi vendico di lui. Ma quale sarebbe la prova vera che la mia congettura è sbagliata e che non si è trattato di un trucco?
— Lo choc, Sweeney. È rimasta in quello stato per dodici ore solamente, è vero, ma quando l’hanno ricoverata all’ospedale, era davvero in preda a un forte choc. Forte e genuino. Ho parlato con i dottori che l’hanno curata, e sono concordi nel dichiarare che non può averlo finto, e che non è stato provocato da droghe. Era uno choc genuino e non si può negarlo.
— Benissimo — disse Sweeney — poteva essere un’idea. Ma sono contento che sia sbagliata. Avrei fatto una pessima figura col mio articolo.